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RIASSUNTO NOVELLE DECAMERON SESTA GIORNATA

RIASSUNTO NOVELLE DECAMERON SESTA GIORNATA

RIASSUNTO NOVELLE DECAMERON SESTA GIORNATA


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Novella n° 1:

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Filomena
Tema centrale: l’importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Orietta, moglie di Geri Spini, era una gentildonna con una grande conoscenza dell’arte del ben parlare.

Un giorno, passeggiando per la campagna, uno dei suoi ospiti le chiede di poter raccontare una novella.

Il cavaliere non sa raccontare bene la novella e la rovina.

Orietta lo prega di tacere molto gentilmente usando un giro di parole in modo da non offenderlo apertamente.

Caratterizzazione dei personaggi:
Orietta: gentile, costumata e ben parlante.
Cavaliere: coraggioso, galante, preferisce combattere che parlare.

Funzione della parola:
In questa novella vi è la dimostrazione che la capacità di parlare è importante per conquistare le signore e per intrattenere gli ospiti, oltre che per lanciare “messaggi cifrati” a qualche importuno.

Novella n° 2:

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Pampinea
Tema centrale: l’importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Geri Spini sta ospitando due ambasciatori del Papa e con loro passa tutte le mattine davanti a S.Maria Ughi, dove Cisti ha il forno.

Cisti, un fornaio molto ricco, voleva offrir loro da bere e così si faceva vedere ogni mattina sull’uscio a bere saporitamente.

Geri vede Cisti e un giorno cede alla tentazione e si autoinvita ; trova il vino talmente buono che torna lì con gli ambasciatori tutte le mattine.

Dopo qualche tempo Geri dà una festa e manda uno dei suoi servi a prendere un po’ di vino da Cisti.

Il servo vuole assaggiare il vino, così prende con sé un fiasco molto grande, ma Cisti capisce le sue intenzioni e lo rimanda da Geri con un “messaggio cifrato”.

Geri capisce subito il significato del messaggio e fa cambiare il fiasco al servo.

Cisti gli dà il vino e, dopo le spiegazioni, i due diventano amici.

Caratterizzazione dei personaggi:
Cisti: ricco, furbo e cortese.
Geri Spini: intelligente, gentile, impegnato politicamente.

Funzione della parola:
In questa novella Boccaccio vuole dimostrare che la capacità di parlare è molto utile per evitare i raggiri e per smascherare gli imbroglioni.

Novella n° 3:

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Lauretta
Tema centrale: l’importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Antonio d’Orso era Vescovo di Firenze quando arrivò in città Diego della Latta. Egli era un bell’uomo ed era conosciuto per la sua fama di donnaiolo.

Diego si innamora della nipote del Vescovo, così si accorda con il marito di lei: Diego paga 500 fiorini d’oro e il marito gli lascia sua moglie per una notte.

Diego passa la notte con la nipote del Vescovo, ma imbroglia il marito di lei con del denaro falso e poi racconta la vicenda in città.

Dopo qualche tempo Diego stava cavalcando con il Vescovo, quando incontrano Nonna de’ Pulci e il Vescovo le chiede se volesse passare una notte con Diego.

Nonna, offesa, risponde che però vorrebbe almeno del denaro vero e, così dicendo, offende entrambi.

Novella n° 4:

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Neifile
Tema centrale: l’importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Currado Gianfigliazzi, grande signore fiorentino, caccia un gru e la consegna al suo cuoco perché gliela cucini.

Chichibio è all’opera quando arriva Brunetta, la sua innamorata, che gli chiede una pezzetto della gru. Lui, per non contrariarla, gliene dà una coscia.

Quando Currado si accorge dell’assenza di una coscia si arrabbia e manda a chiamare Chichibio che sostiene che le gru abbiano una sola gamba e sostiene anche di poterlo dimostrare.

La mattina successiva, Currado porta Chichibio al fiume dove trovano le gru che dormono su una sola zampa e il cuoco tira un sospiro di sollievo, ma Currado urla e le gru tirano giù la seconda zampa.

Prontamente Chichibio risponde che con l’altra gru egli non aveva gridato ed essa non aveva tirato giù la seconda zampa.

La risposta del cuoco piace talmente tanto a Currado che decide di perdonarlo.

Caratterizzazione dei personaggi:

Currado Gianfigliazzi: grande e magnifico signore e grande cacciatore.
Chichibio: furbastro, pauroso, viene reso coraggioso dalla paura.

Funzione della parola:
Questa novella è un tipico esempio di come la capacità di parlare e di rispondere prontamente può salvare le persone da una brutta fine (quella che rischiava Chichibio se non fosse riuscito a dimostrare che le gru avessero una zampa sola).

Novella n° 9:

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Elissa
Tema centrale: l’importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Betto Brunelleschi aveva tentato di portare nella sua “compagnia di artisti” (letterati, filosofi, poeti, ecc.) Guido Cavalcanti, ma egli aveva rifiutato la proposta perché voleva stare solo a riflettere per poter dimostrare la non-esistenza di Dio.

Un girno Guido si trova vicino a delle tombe e i membri della compagnia lo circondano cominciando a farsi beffe di lui.

Guido dichiara di non poter rispondere perché si trova nella loro casa, poi se ne va lasciandoli tutti esterrefatti.

I “letterati” non capiscono il senso delle parole di Guido e pensano che sia impazzito, ma Brunelleschi spiega loro che Guido li ha profondamente offesi paragonandoli mentalmente a dei morti.

Caratterizzazione dei personaggi:
Guido Cavalcanti: grande filosofo, poeta, scrittore e pensatore, solitario.
Betto Brunelleschi e la “compagnia”: artisti boriosi, ma in realtà poco colti.

Funzione della parola:
In questa novella c’è la dimostrazione che la capacità di parlare dà la possibilità di offendere gravemente qualcuno senza essere volgare e senza che questi capisca il senso delle nostre parole.

Novella n° 10:

Narratore di 1° grado: Boccaccio
Narratore di 2° grado: Dioneo
Tema centrale: l’importanza della retorica (arte del ben parlare)
Schema narrativo:
Fra’ Cipolla era un frate di S. Antonio che andava a riscuotere le elemosine a Certaldo; egli non era colto, ma aveva una grande capacità retorica.

Una Domenica fra’ Cipolla annuncia che alle tre del pomeriggio, durante la predicazione, avrebbe mostrato una piuma dell’Arcangelo Gabriele cadutagli durante l’annunciazione.

Giovanni del Bragoniere e Biagio Pizzini decidono di fare uno scherzo al frate: vogliono rubargli la piuma per vedere come si trarrà d’impaccio davanti al paese.

Fra’ Cipolla dice al suo servo, Guccio Imbratta, di curare attentamente i suoi bagagli durante il pranzo, ma Guccio, che era un inetto, corteggia la cuoca lasciando le borse incustodite.

Giovanni e Biagio, non visti, entrano nella stanza del frate e rubano la piuma lasciando al suo posto un po’ di carbone.

Alle tre la chiesa è piena di gente che vuole vedere a piuma. Fra’ Cipolla comincia la sua predica, poi apre la cassetta e trova il carbone. Preso alla sprovvista egli chiude nuovamente la cassetta e comincia a narrare dei suoi viaggi in Oriente.

Egli, dopo un lungo pellegrinaggio, era arrivato a Gerusalemme dove il patriarca decide di mostrargli tutte le reliquie e di donargliene alcune tra le quali i carboni che arsero vivo S. Lorenzo. Quei carboni erano riposti in una cassetta uguale a quella della piuma dell’Arcangelo e quindi lui le aveva scambiate, ma era stato Dio a volere quello scambio per ricordare a tutti che dopo 2 giorni sarebbe ricorsa la festa di S. Lorenzo. Fra’ Cipolla, inoltre, aggiunge che quei carboni avevano la proprietà di scacciare gli incendi.

Tutti i fedeli credono alla “leggenda” e fanno grandi offerte per evitare gli incendi.

Dopo la predica Giovanni e Biagio restituiscono la piuma al frate raccontandogli tutta la vicenda con ammirazione per la sua capacità di improvvisazione.

Caratterizzazione dei personaggi:
Fra’ Cipolla: basso, capelli rossi, viso sempre sorridente, non colto ma grande oratore, simpatico a tutto il villaggio.
Guccio Imbratta: tardo, sudicio, bugiardo, negligente, disubbidiente, maldicente, trascurato, smemorato e scostumato.

Funzione della parola:
In questa novella vi è una dimostrazione lampante di come la conoscenza della retorica sia importante per poter “incantare” la popolazione, soprattutto se il livello culturale è molto basso come in questo caso, e “manovrarla” secondo i propri desideri o bisogni. Inoltre la capacità di parlare è importante anche per trarsi d’impaccio nelle situazioni più difficili.


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