RIASSUNTO LA PRIMA GUERRA PUNICA

RIASSUNTO LA PRIMA GUERRA PUNICA

PRIMA GUERRA PUNICA

FONTE:https://sites.google.com/site/anticastoriaroma/le-guerre-puniche


Dopo la partenza dalla Sicilia del re Pirro la guerra tra Siracusa e Cartagine volgeva a favore dell’ultima e la città di Messina era stata invasa da popolazioni cha campane, i mermitani. Gerone II, nuovo tiranno di Siracusa cercò di liberare Messina assediando gli invasori dentro la città : essi si convinsero a consegnarsi inizialmente ai cartaginesi, ma dopo decisero di consegnarsi ai romani. A Roma c’era grande incertezza sul da farsi perchè se avessero accettato di annettere Messina al loro territorio i cartaginesi non l’avrebbero presa bene, ma con i comizi popolari fu deciso di annettere Messina(nel 264 a.C.). Così Roma si ritrovò contro cartaginesi e siracusani che strinsero un’alleanza. Dopo poche battaglie perse però Siracusa decide di velersi annettere al territorio romano. Roma intanto spingeva le truppe cartaginesi sempre più a occidente finchè, grazie all’aiuto di italici e greci, non li sconfisse a Milazzo in una battaglia navale(nel 260 a.C.). Nel 256 a.C. Roma cercò di assediare Cartagine e sotto il comando di Attilo Regolo un forte esercitò sbarcò vicino Tunisi, poco distante da Cartagine. Quest’ultima era disposta a firmare la pace, ma Roma chiedeva condizioni improponibili : cedere Sicilia e Sardegna e diventare una regione dipendente da Roma. Così fu organizzato un forte esercito cartaginese che sterminò i soldati romani. I maggiori danni della guerra furono pagati dalla Sicilia, che vide la sua popolazione sottomessa più volte e le proprie città distrutte. Inoltre Roma era sull’orlo della bancarotta e aveva perso circa il 20% della sua popolazione in 20 anni (50.000 persone). Quando sembrava che si dovesse concludere la guerra con un compromesso, Roma, chiedendo un prestito ai ricchi, costruì una flotta e sconfisse i cartaginesi presso le isole Egadi(nel 241 a.C.). Cartagine, ormai esausta, chiese la pace, che le fu concessa solo a patto che pagasse un’indennità di guerra, rilasciasse i prigionieri e abbandonasse la Sicilia.
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