QUEEN VICTORIA BIOGRAFIA

QUEEN VICTORIA BIOGRAFIA

QUEEN VICTORIA BIOGRAFIA


Alexandrina Victoria (Londra, 24 maggio 1819 – Isola di Wight, 22 gennaio 1901) fu Regina del Regno Unito e Imperatrice d’India dal 20 giugno 1837 fino alla sua morte. Il suo regno durò più di sessantatré anni, a tutt’oggi uno dei più longevi della storia. Oltre ad essere regina del Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda, fu la prima a fregiarsi del titolo di imperatrice d’India. Il suo lunghissimo regno viene anche conosciuto come “epoca vittoriana”.
Vittoria, la sola figlia del principe Edoardo Augusto, Duca di Kent e Strathearn e della principessa Vittoria di Sassonia-Coburgo-Saalfeld, nacque a Kensington Palace, a Londra il 24 maggio 1819.Con grande dispiacere del duca di Kent,che avrebbe preferito il nome Elisabetta, la bambina fu chiamata Alexandrina Vittoria, in quanto il Re, sempre desideroso di irritare il fratello, aveva invitato a fare da padrino lo zar Alessandro I di Russia.Tuttavia, dalla nascita ella venne formalmente chiamata Sua Altezza Reale Principessa Vittoria di Kent, ma in seno alla famiglia venne chiamata Drina. Suo padre morì di polmonite otto mesi dopo la sua nascita. Suo nonno il re Giorgio III morì pazzo e cieco meno di una settimana dopo. Lo zio della principessa Vittoria, il Principe di Galles, ereditò la corona diventando Re Giorgio IV. Nonostante occupasse una posizione molto alta nella linea di successione al trono britannico, a Vittoria venne insegnato solo il tedesco, ma dall’età di tre anni venne istruita all’inglese. In seguito imparò a parlare anche italiano, greco, latino, francese. Il suo precettore fu il reverendo George Davis e sua governante fu Louise Lehzen.Quando la principessa Vittoria di Kent ebbe l’età di undici anni, suo zio re Giorgio IV, morì senza figli lasciando il trono a suo fratello, il Duca di Clarence e St. Andrews che divenne re con il nome di Guglielmo IV. Dato che anche il nuovo re era senza figli Vittoria divenne automaticamente sua erede al trono. A quei tempi non c’erano particolari restrizioni ad avere un monarca bambino, per cui Vittoria poteva essere incoronata come un adulto. Per evitare uno scenario di questo tipo il Parlamento promulgò il Regency Act 1831 (“Atto per la Reggenza 1831”), in cui si prevedeva che sua madre, la Duchessa di Kent e Strathearn, sarebbe stata reggente fino alla sua maggiore età. Ignorando i precedenti, il Parlamento non previde un consiglio per limitare i poteri del reggente.

La principessa Vittoria incontrò il suo futuro marito principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, quando aveva sedici anni. Il principe Alberto e Vittoria erano primi cugini, suo padre era fratello della Duchessa di Kent e Strathearn. Lo zio, re Guglielmo IV, disapprovava l’unione, ma le sue obiezioni non dissuasero la coppia. Molti studiosi hanno suggerito che il principe Alberto non fosse innamorato della giovane Vittoria, e che entrò in relazioni con lei solo per elevare il suo status e per la sua mancanza di senso del dovere. In effetti lui era un principe tedesco di minore importanza e la sua famiglia desiderava il matrimonio.

A prescindere dalle ragioni che spinsero Alberto a sposare Vittoria, essi comunque ebbero un matrimonio estremamente felice.

Alberto apparteneva alla casa reale di Sassonia-Coburgo-Gotha, e questo faceva sì che non era chiaro quale fosse il suo cognome, dato che loro, come molte altre famiglie imperiali, reali, principesche e ducali non lo usavano. Vittoria chiese al suo staff di scoprirlo così da poterlo usare per se stessa. Dopo l’esame dei documenti dei Sassonia-Coburgo-Gotha emerse che era Wettin (oppure von Wettin). Dalle carte della regina Vittoria emerge che a lei questo cognome non piacque. Anche se poco usato pubblicamente Wettin rimase il cognome della casa regnante fino al 1917Giorgio V fuse il nome della casata reale ed il cognome, rimpiazzandoli entrambi con uno dal suono spiccatamente inglese Windsor. (Nei primi anni sessanta il nome venne parzialmente cambiato, permettendo ai discendenti della regina Elisabetta II di utilizzare un cognome separato Mountbatten-Windsor). 

Re Guglielmo IV morì di una malattia al fegato all’età di 67 anni il 20 giugno 1837, lasciando il trono a Vittoria. Uno dei primi atti da sovrana fu quello di chiedere alla madre di rimanere da sola per un’ora. Infatti la Duchessa di Kent, fino a quel momento, aveva tenuto la figlia sotto stretta sorveglianza, soprattutto dal momento in cui ella sembrò dover succedere a Guglielmo IV. Questo fu l’inizio, racconta Litton Strachey, autore di una accurata biografia di Vittoria, dell’estromissione della duchessa dalla vita della regina. Dato che la giovane regina aveva appena compiuto diciotto anni, non fu necessaria una reggenza. Secondo la Legge Salica, una donna non poteva regnare sullo stato di Hannover e dato che questo stato era collegato con la Gran Bretagna dal 1714, Hannover andò allo zio di Vittoria. Il duca di Cumberland e Teviotdale assunse il titolo di re Ernesto Augusto I di Hannover, inoltre finché Vittoria rimase nubile e senza figli egli rimase anche il primo in linea di successione.

Quando Vittoria ascese al trono (venne incoronata il 28 giugno 1838), il governo era controllato dal partito Whig, che era al potere dal 1830. Il primo ministro Whig, Lord Melbourne, si trovò nella posizione di avere una forte influenza sulla giovane e politicamente inesperta regina, che contava sui suoi consigli. Alcuni si riferivano a Vittoria come alla “Signora Melbourne”. Il ministro Melbourne non restò in carica a lungo, stava diventando impopolare ed inoltre mostrava difficoltà nel governo delle colonie. Nel Canada il Regno Unito si trovò a dover affrontare un’insurrezione (1837), ed in Giamaica il governo della colonia protestò contro il governo centrale rifiutandosi di assoggettarsi alle nuove leggi. Nel 1839, non riuscendo a fare fronte ai problemi posti dalle colonie, lord Melbourne si dimise.

La Regina assegnò l’incarico di formare un nuovo governo a sir Robert Peel, un appartenente al partito Tory, ma non ci riuscì a causa della Bedchamber Crisis (Crisi della camera da letto). A quei tempi era consuetudine che le persone che frequentavano la famiglia Reale (specialmente le signore nobili) fossero scelte dal primo ministro fra i fedeli al suo partito. Vittoria riteneva invece che i membri della corte (Bedchamber) fossero degli amici oltre che membri di una istituzione cerimoniale e pertanto non intendeva che il primo ministro potesse allontanare persone a lei care. Sir Robert Peel sentì di non poter guidare un esecutivo con le restrizioni imposte dalla regina Vittoria e rassegnò le dimissioni. Lord Melbourne riprese il suo posto con grande gioia di Sua Maestà.

La Regina sposò il principe Alberto di Sassonia-Coburgo-Gotha, secondogenito del duca Ernesto I di Sassonia-Coburgo-Gotha e di Luisa di Sassonia-Gotha-Altenburg, il 10 febbraio 1840 nella Cappella Reale di St. James’s Palace, avendo, quattro giorni prima, concesso il titolo di Sua Altezza Reale al consorte.
Alberto era cugino di primo grado di Vittoria, in quanto entrambi erano nipoti del duca Francesco Federico di Sassonia-Coburgo-Saalfeld. Egli in un primo momento, a causa delle sue origini tedesche e della sua timidezza, non fu molto amato dall’alta società inglese, che lo guardava con molta diffidenza. Tuttavia, grazie agli insegnamenti del barone Stockmar, già medico e consigliere di suo zio, Re Leopoldo I del Belgio, diventerà un vero e proprio mentore per la moglie, soppiantando prima la baronessa Lehzen e poi lo stesso Lord Melbourne. Alberto, pur essendo stato educato in un regime di estrema semplicità, ricevette un’ottima educazione, tanto che ne diede prova in più occasioni durante la sua vita da Principe Consorte. Il Principe Alberto era comunemente noto come “Principe Consorte”, anche se formalmente non ne ottenne il titolo fino al 1857. Al principe Alberto non fu mai data pari dignità nobiliare della moglie.

Durante la prima gravidanza di Vittoria, il diciottenne Edward Oxford tentò di assassinarla mentre stava passeggiando in carrozza con il Principe Alberto nelle strade di Londra. Oxford sparò due volte, ma entrambi i colpi mancarono il bersaglio. Fu processato per alto tradimento, ma fu riconosciuto malato di mente. In molti si sono interrogati sui motivi dell’atto, ma probabilmente Oxford semplicemente cercava la notorietà. Alcuni sostengono che una cospirazione del movimento del Chartismtrenta che chiedeva riforme sociali) fosse dietro il tentativo di assassinio, altri attribuiscono il colpo a persone legate al suo erede il re di Hannover, suo zio.
L’attentato non ebbe alcuna conseguenza sulla salute della Regina o sulla sua gravidanza. La prima figlia della coppia reale venne battezzata Vittoria, nacque il 21 novembre 1840. Dalla coppia nacquero altri otto figli durante il felicissimo matrimonio fra Vittoria ed il Principe Alberto. Alberto non fu soltanto il compagno della Regina, ma anche un importante consigliere politico, e rimpiazzò lord Melbourne nel ruolo di figura dominante della sua vita. Avendo trovato un partner per la vita Vittoria non aveva più bisogno della compagnia delle signore legate al partito Whig. Così quando il partito Whig guidato da Melbourne perse le elezioni e venne rimpiazzato dai Tories di Peel, e questi rimpiazzò le signore fedeli al suo partito alla corte Reale, la crisi della Bedchamber non si ripeté. Vittoria continuò una corrispondenza segreta con lord Melbourne, la cui influenza, tuttavia, scemò mano a mano che aumentò quella del principe Alberto.
Il 13 giugno 1842, Vittoria fece il suo primo viaggio in treno, partendo da SloughCastello di Windsor) arrivò a Paddington (nel centro di Londra) a bordo di una carrozza Reale offerta dalla compagnia Great Western Railway. Compagni di viaggio furono l’inseparabile marito e l’ingegnere della compagnia ferroviaria, Isambard Kingdom Brunel. 

Tre tentativi di assassinare la Regina vennero compiuti nel 1842. Il 29 maggio John Francis (molto probabilmente alla ricerca di notorietà) puntò la pistola contro la Regina (mentre era in carrozza), ma l’arma non sparò. Il giorno successivo tentò nuovamente l’attentato ma sbagliò la mira. Fu condannato per alto tradimento, ma la pena di morte fu commutata in estradizione a vita nelle colonie. Il principe Alberto ebbe la sensazione che i tentativi di assassinio fossero incoraggiati dal proscioglimento del primo attentatore (Edward Oxford) del 1840. Il 3 luglio, appena dieci giorni dopo che la pena di Francis venne commutata, un altro ragazzo, John William Bean, attentò alla vita della Regina. Anche se la pistola era stata caricata con carta e tabacco, il crimine era comunque perseguibile con la pena di morte. Sentendo che questa pena era troppo severa, il Principe Alberto riuscì a far promulgare dal Parlamento un provvedimento che prevedeva che qualunque tentativo di spaventare la regina utilizzando un’arma, tirandole qualunque oggetto, colpendola in qualunque maniera era passibile di una pena di sette anni di carcere e con la fustigazione. Bean fu condannato a diciotto mesi di carcere. Comunque né lui né nessun altro condannato per aver violato questo provvedimento venne mai sottoposto alla fustigazione.

Il periodo durante il quale Russell fu primo ministro fu molto faticoso per la regina Vittoria. Nel 1849 un Irlandese disoccupato e rancoroso (John Hamilton) tentò di spaventare la Regina scaricando una pistola a salve in sua presenza. Hamilton fu condannato ai sensi della legge del 1842 con il massimo della pena. Nel 1850 la Regina venne insultata da un ex ufficiale dell’esercito (Robert Pate). Mentre Vittoria passeggiava in carrozza, Pate la colpì con il bastone da passeggio, colpendo il suo cappello e graffiandola. Pate venne processato, e, non riuscendo a provare di essere malato di mente, subì la stessa condanna di Hamilton.

La giovane regina Vittoria si innamorò dell’Irlanda, scegliendo per le vacanze la città di Killarney nel Kerry, facendone una delle prime località turistiche del XIX secolo. Il suo amore per l’isola fu corrisposto da un iniziale sentimento di amicizia da parte del popolo irlandese per la giovane regina. Nel 1845 l’Irlanda fu colpita da una malattia delle patate che in quattro anni costò la vita a oltre mezzo milione di irlandesi e vide l’emigrazione di un altro milione di abitanti. In risposta a quello che venne chiamata la grande carestia, in inglese Great Famine (An Gorta Mor), la regina donò personalmente 5000 sterline e fu coinvolta in molte operazioni di carità contro la carestia. Ciononostante la politica del primo ministro lord John Russell, largamente accusata di peggiorare le conseguenze della carestia, oscurò la fama delle Regina. Agli occhi dei repubblicani estremisti, Vittoria fu soprannominata «Regina della carestia», e vennero comunemente accettate storie in cui la Regina aveva donato 5 sterline per combattere la carestia. Il primo viaggio ufficiale della Regina venne organizzato da lord Clarendon, che aveva l’incarico di Luogotenente dell’Irlanda. Egli era a capo dell’amministrazione britannica e tentò sia di distrarre l’attenzione degli irlandesi dalla carestia, sia di avvisare i politici britannici per mezzo della presenza della Regina della serietà della situazione irlandese. Nonostante l’impatto negativo della carestia sulla popolarità della Regina, ella riuscì a far cantare God save the Queen (l’inno del Regno Unito) alla fine dei raduni del Partito Nazionalista Irlandese. Comunque negli anni settanta l’amore verso la monarchia diminuì notevolmente a causa del rifiuto di visitare l’Irlanda a seguito della decisione della Corporazione di Dublino di rifiutarsi di congratularsi per le nozze del figlio Principe di Galles con la Principessa Alessandra di Danimarca e di congratularsi con la coppia Reale per la nascita del loro primo figlio Principe Alberto Vittorio.

Vittoria si oppose ripetutamente alla pressione di diversi primo ministri, Luogotenenti d’Irlanda e anche membri della Famiglia Reale, di creare in Irlanda una residenza ufficiale. lord Midleton ex capo del Partito Unionista Irlandese scrisse nelle sue memorie (Irlanda: pazza o eroina?) che questa decisione portò ad un vero disastro nelle relazioni fra il popolo irlandese e la Regina e di conseguenza sul regno Britannico sull’isola.

Vittoria visitò per l’ultima volta l’Irlanda nel 1900 quando andò personalmente a chiamare gli Irlandesi alle armi per la guerra Boera. I nazionalisti che si opponevano alla sua visita furono guidati da Arthur Griffith che creò appositamente un’organizzazione dal nome Cumann na nGael per riunire gli oppositori. Cinque anni più tardi Griffith utilizzò i contatti creatisi in questa occasione per creare il partito Sinn Fein, ancora attivo ai giorni nostri.

Nel 1851 venne tenuta la prima Esposizione Universale. L’esibizione, organizzata dal Principe Alberto, venne aperta ufficialmente dalla Regina il 1 maggio 1851. Nonostante i timori di molti, la mostra fu un incredibile successo, tanto che con i proventi furono utilizzati per finanziare la costruzione del South Kensington Museum, che in seguito ebbe l’attuale nome di Victoria and Albert Museum.

Il governo di lord John Russell collassò nel 1852, quando il primo ministro Whig fu rimpiazzato dal conservatore lord Derby. Lord Derby non rimase al potere per molto tempo dato che non mantenne la maggioranza al Parlamento. Egli rassegnò le dimissioni meno di un anno dopo l’inizio del suo incarico. A questo punto Vittoria decise di porre fine al periodo di primi ministri deboli che aveva caratterizzato fino ad allora il suo regno. Fu così che la Regina ed il consorte incoraggiarono vigorosamente la formazione di una forte coalizione fra i Whigs e i Tories fedeli a Peel, i Peelisti. E un governo nacque effettivamente da questa coalizione, guidato dal Peelista lord Aberdeen.

Uno degli atti più significativi di questo governo fu di portare il Regno Unito a combattere la guerra di Crimea nel 1854, dalla parte dell’Impero Ottomano e contro la Russia. Immediatamente prima dell’ingresso in guerra voci che il Regno Unito si sarebbe schierato con lo Zar ebbero l’effetto di diminuire la popolarità della coppia Reale. Comunque Vittoria pubblicamente esortò a supportare le truppe al fronte. Dopo la conclusione della guerra, lei istituì la Victoria Cross come riconoscimento di valore.

La sua conduzione della guerra di Crimea fu contestata da molti.
Lord Aberdeen rassegnò le dimissioni nel 1855 e venne rimpiazzato da lord Palmerston, che nel frattempo si era riconciliato con la Regina. Lo stesso Palmerston fu costretto a ritirarsi per l’impopolarità causatagli dalla cattiva conduzione della seconda guerra dell’oppio1857. Egli venne rimpiazzato da lord Derby. Gli eventi principali dell’amministrazione di lord Derby furono la ribellione dei Sepoys contro il controllo da parte della Compagnia Britannica delle Indie Orientali sull’India. Dopo che la ribellione fu sedata, l’India fu messa sotto il controllo diretto della Corona Britannica (anche se il titolo di Imperatrice d’India non venne creato immediatamente). Il secondo governo di lord Derby non durò più del primo, infatti cadde nel 1859, permettendo a Palmerston di tornare al potere.

Il principe consorte morì nel 1861, devastando il morale di Vittoria che entrò in uno stato semi-permanente di lutto e di sconforto. Indossò sempre abiti neri a ricordo per il resto della sua vita. Evitò di apparire in pubblico, e raramente mise piede a Londra negli anni che seguirono.

La sua reclusione le fece guadagnare il nomignolo di Widow of Windsor (Vedova di Windsor, con evidente gioco di parole fra la parola Widow, vedova, ed il castello della famiglia Reale, Windsor). Trascorreva il suo tempo nelle residenze di campagna, soprattutto a Balmoral in Scozia e nei giardini del castello, attorniata da pochissime fidate persone, fra le quali preferiva la giovane lady Florence Trevelyan, la bella e malinconica orfana, figlia della sua dama di corte Catherine Anne Trevelyan, la cui nonna Lady Maria Wilson era cugina della Regina Vittoria e che questa allevava come una figlia.

Con essa trascorreva il tempo libero e condivideva uno smisurato amore per i cani, per la botanica, per gli uccellini e la passione per il ricamo. Lei considerava il suo primo figlio, Edoardo il Principe di Galles, il futuro re Edoardo VII sposato con l’austera Alessandra di Danimarca, un ragazzo frivolo ed indiscreto, accusandolo anche della morte del padre. L’accusò anche di avere una relazione adulterina con la giovane “cuginetta” Florence Trevelyan (molto più giovane dell’austera Alessandra) che dovette, a 29 anni, per evitare lo scandalo nell’Inghilterra vittoriana e puritana, per volere della regina Vittoria, lasciare velocemente e per sempre l’Inghilterra rifugiandosi in Sicilia, a Taormina, dove visse in esilio con un cospicuo vitalizio regio.

Vittoria, quindi, iniziò ad infittire una relazione con un cameriere scozzese, John Brown e si parla di una relazione romantica ed un matrimonio segreto fra i due. Un diario recentemente scoperto riporterebbe la confessione fatta sul letto di morte dal cappellano della Regina il quale avrebbe detto ad un politico di aver celebrato le nozze clandestine fra la Regina ed il cameriere John Brown. Non tutti gli storici danno credibilità al diario. Comunque quando la Regina venne deposta nella bara, su sua precisa richiesta, le vennero posti nelle mani due serie di ricordi. Nella destra venne posto un cappello del Principe Alberto mentre nella sinistra vennero messi dei capelli di Brown con un suo ritratto. Pettegolezzi sul loro matrimonio le fecero guadagnare il titolo di “Signora Brown”.

L’isolamento di Vittoria dal pubblico ebbe l’effetto di diminuire notevolmente la popolarità della monarchia e fece crescere il consenso per la formazione di un movimento repubblicano. Anche se eseguiva il suo compito istituzionale, non partecipava attivamente al governo della nazione, rimanendo isolata nelle sue residenze, Balmoral in Scozia o a Osborne nell’isola di Wight. Nel frattempo venne promulgato il Reforma Act (Atto di riforma) nel 1867, uno degli atti legislativi più importanti del XIX secolo per il Regno Unito. Lord Palmerston si oppose vigorosamente a questa riforma elettorale, ma il suo ministero finì con la sua morte nel 1865. Gli succedettero lord Russell e poi lord Derby che fu ministro al momento dell’approvazione della riforma.

Nel 1872 Vittoria fece il suo sesto incontro con una pistola. Mentre stava scendendo da una carrozza, il diciassettenne irlandese Arthur O’Connor, si rivolse alla Regina con una pistola in una mano e una petizione per liberare prigionieri irlandesi nell’altra. La pistola era scarica, l’intento era di convincere con la paura ad accettare la petizione. John Brown, che era al fianco della Regina, buttò il ragazzo a terra prima che essa stessa potesse vedere la pistola, e fu ricompensato con una medaglia per il suo coraggio. O’Connor fu condannato secondo la legge del 1842 al confino e alla fustigazione, ma Vittoria estinse la seconda parte della pena.

L’ultimo degli attentati alla vita di Vittoria fu perpetrato nel 1882. Un pazzo scozzese, Roderick Maclean, sparò un proiettile verso la Regina mentre era seduta in carrozza, ma mancò il colpo. Dal 1842, chi aveva attentato alla vita della Regina era stato condannato ai sensi della legge del 1842, ma Maclean fu accusato di alto tradimento e punibile con la morte. Venne riconosciuto colpevole e, trovato pazzo, fu imprigionato in un manicomio criminale. A Vittoria non piacque il verdetto “non colpevole, ma pazzo” ed incoraggiò l’introduzione della formula “colpevole, ma pazzo” negli anni che seguirono.

Nel 1887 il Regno Unito celebrava il Golden Jubilee (50 anni di Regno). Vittoria segnava il 20 giugno 1887 il cinquantesimo anniversario della sua ascesa con una banchetto a cui parteciparono 50 fra Re e Principi Europei. Il giorno dopo partecipò ad una processione che nelle parole di Mark Twain “andava da orizzonte ad orizzonte”. In quei giorni Vittoria giunse probabilmente all’apice della sua popolarità. La scandalosa relazione che le veniva attribuita dai pettegolezzi con un cameriere, scemò dopo la morte di John Brown nel 1883, permettendo alla Regina di essere percepita come un simbolo di moralità.

Nel settembre 1896 Vittoria superò il record di durata di ogni altro monarca inglese, scozzese o britannico.

La vita personale di Vittoria fu segnata da molte tragedie personali, inclusa la morte di tre dei suoi figli e dei suoi nipoti. La sua ultima apparizione pubblica fu nel 1899 quando partecipò alla posa della prima pietra del già ricordato South Kensington Museum.

Mantenendo un’usanza che mantenne durante tutta la sua vedovanza, Vittoria passò tutti i Natali a Osborne House (che era stata progettata dal principe Alberto in persona) all’Isola di Wight. Ivi morì il 22 gennaio 1901, dopo un regno di sessantatré anni sette mesi e due giorni, più di ogni altro monarca britannico prima o dopo. I suoi funerali furono celebrati il 2 febbraio, e, dopo due giorni di lutto nazionale, venne tumulata al Mausoleo Frogmore accanto al marito.

A Vittoria succedette il primogenito, il principe di Galles, che regnò con il nome di Re Edoardo VII. La morte di Vittoria segnò la fine della dinastia degli Hannover, appartenendo Re Edoardo VII, come suo padre, principe Alberto, alla Casa Reale dei Sassonia-Coburgo-Gotha. Il figlio di Edoardo VII e suo successore Re Giorgio V cambiò il nome del casato in Windsor, dal suono più inglese durante la prima guerra mondiale. Il nome dei Sassonia-Coburgo-Gotha era troppo vicino a quello del nemico Kaiser Guglielmo II (anch’esso nipote della regina Vittoria)