PREROMANTICISMO

PREROMANTICISMO

PREROMANTICISMO


E’ quello che si chiama “preromanticismo”, termine con cui si indicano tutta una serie di manifestazioni che preannunciano il romanticismo che dominerà appieno nel XIX secolo. Rivolta contro il classicismo e il razionalismo illuministico, culto del sentimento, l’esaltazione della natura e delle società primitive e barbariche sono elementi che circolano in europa, e che torneranno nel romanticismo. Le premesse teoriche si possono cogliere nell'”estetica del sentimento” di A. Shaftesbury, e poi, con maggiore concretezza, in alcune formulazioni di Diderot e di Rousseau.

Tramonta la fiducia nel progresso e nell’indagine razionale come metodo fondamentale per conoscere. Nei dibattiti dell’epoca delle rivoluzioni, e poi in quelli socio-economici del periodo post-napoleonico e dei primi moti socialisti, la cultura borghese si spezza, si divide in due correnti fondamentali: ortodossi (conservatori) e dissenso.

I primi esempi della nuova sensibilità vennero dalle aree del nord-europa: dalla Germania con la poesia idillico-elegiaca di Haller, Klopstock, e dello svizzero-tedesco Gessner. Dall’Inghilterra con il falso Ossian di Macpherson e con la poesia “notturna” e “sepolcrale” di Young, Gray e Hervey.

In Inghilterra, dopo l’illuminismo di Johnson, è l’inizio delle inquietudini romanticistiche: il sentimentalismo e patetismo degli elegiaci, meditativi e sepolcrali; gusto del pittoresco, del gotico, dell’orrido (romanzo nero); esotismo, culto del sublime e del passato (i poemi ossianici di James Macpherson, Thomas Chatterton, i cultori del folklore); rivolta ironico- anarchica (Robert Burns) o anarco-visionaria (William Blake).

Ingres, Il sogno di Ossian, 1813

James Macpherson nacque a Ruthven [Inverness] nel 1736 (morì a Belville [Inverness] nel 1796). Fu maestro di scuola e precettore. Si trovò al centro di una delle più significative controversie letterarie del secondo XVIII secolo, tra la corrente classicista ormai inaridita e i romanticisti. All’origine di questa polemica sono i suoi due poemi in prosa ritmica, Fingal (1761) e Temora (1762) riuniti poi nel 1765 sotto il titolo di I poemi di Ossian (The poems of Ossian), che egli fece passare come una rielaborazione dei testi di un leggendario bardo gaelico, da lui raccolti nelle Highlands. Il successo de I poemi di Ossian fu immenso in tutta europa. Oggi sappiamo che si tratta di frammenti di canti appartenenti alla tradizione popolare, che Macpherson inserì in un vasto quadro epico di sua creazione. I suoi ampi paragrafi, simili a strofe, costruiti sul ritmo solenne della Bibbia inglese, evocano grandiose (e a una lettura moderna: vaghe e manieristiche) visioni di un medioevo celtico suggestivo, oltre che immaginario.

Sepolcrali

La poesia sepolcrale

Fiorisce tra la seconda metà del XVIII secolo e gli inizi del XIX la cosiddetta “poesia sepolcrale”. Motivo caratteristico è la visione cimiteriale, evocata con tristezza elegiaca o con gusto del macabro. Tra gli archetipi del genere è la Composizione notturna sulla morte (The night piece on death, 1712-1713) di Thomas Parnell, che imposta una tematica che sarà sviluppata poi da Edward Young e Thomas Gray in Inghilterra.

Edward Young nacque a Upham [Hampshire] nel 1683 (morì a Welwyn [Hertfordshire] nel 1765). Fu cappellano di George II (1728) e rettore di Welwyn (dal 1730). E’ l’autore dell’elegia Il lamento, ovvero pensieri notturni sulla vita, la morte e l’immortalità (The complaint: or nights thoughts on life, death and immortality, 1742-1746), meditazione notturna sulla tomba. E’ un ampio sfogo autobiografico, in cui espone in blank-verse il suo pensiero sulla vita e sulla morte, unendo eleganza stilistica e intensità accorata. Il poema ebbe enorme popolarità in europa.

Thomas Gray nacque a Londra nel 1716 (morì a Cambridge nel 1771). Fece una vita appartata, studiando i classici latini e italici, l’antica poesia celtica e scandinava. A quest’ultima si ispirò per le odi Il bardo (The bard, 1757) e La discesa di Odin (The descent of Odin, 1761), in cui è il gusto per il primitivo che sarà del romanticismo. Di gusto romanticista è anche la meditazione sul tema della morte, ma espressa con compostezza neoclassicista, nel componimento più noto, Elegia scritta in un cimitero di campagna (Elegy written in a country churchyard, 1751).

E’ un gusto che si aggira per l’Europa. Così in una provincia culturale come l’Italia si è avuto A. Viale, S. Fiorentino e soprattutto Pindemonte e Foscolo. Tra gli esiti più tardi di questo gusto “Le sepolture” (1813) di Lamartine. In Spagna è un autore come Juan Meléndez Valdés il cui preromanticismo è arricchito dall’incontro con i residui del gusto barocchista. In Svezia idee “sentimentali” ha J.H. Kellgren.

Preromanticismo tedesco

Ma è soprattutto negli ambienti delle corti tedesche che dalla seconda metà del XVIII secolo s’inizia un percorso che condurrà al distacco dall’assoggettamento alla cultura francese.

Il crescente prevalere dell’economia mercantile e artigiana su quella agraria, consolida, nella società tedesca, il predominio della borghesia. La situazione degli intellettuali diventa più difficile: essi si sentono sospinti verso un progressivo isolamento, avvertono il pericolo dato dall’instaurarsi di un’arte ufficiale banale e conformista. Il razionalismo illuministico è ormai decaduto a filosofia del buon senso e dell’ottimismo paternalistico. Contro l’illuminismo si muove Johann Gottfried Herder la cui complessa personalità , alimentata da diversi filoni culturali, agirà potentemente sulle nuove generazioni intellettuali (Goethe e amici). All’uomo illuminista volto a realizzarsi all’esterno, nella società attraverso l’azione ideologica e politica, si contrappone ora (Johann K. Lavater ) un uomo orientato verso la propria interiorità , miniera di risorse sconosciute. Alla natura intesa come teatro delle imprese della ragione e campo di sistematica osservazione scientifica, si sostituisce (Johann G. Hamann ) l’intuizione misticheggiante di forze segrete operanti dentro la materia.

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