Poesia Pianto Antico traduzione

Poesia Pianto Antico traduzione

di Giosuè Carducci

Un po’ di letteratura non fa mai male. Non solo. Nel mondo delle poesie, ognuno di noi ha avuto il proprio ruolo. Parlo d’infanzia e di adolescenza, parlo di scuole (vicine o lontane nel tempo), parlo di compiti da fare a casa, tra i quali c’erano anche loro, le poesie.

Ho voluto iniziare con “Pianto Antico” di Giosuè Carducci poiché, legato a queste tristi ma emozionanti righe, ho un vivo ricordo, risalente alle medie inferiori: io in camera da letto che leggo e rileggo fino al momento della verità; ossia, l’andare in cucina, dove mia madre prepara la cena, e recitarle il dolore del Carducci, senza sbagliare una virgola.

Ecco i versi imparati a memoria:

Breve spiegazione. La poesia “Pianto Antico” di Giosuè Carducci, bellissima e particolarmente toccante, emozionante, è costituita dalle famose quattro quartine dedicate, nel 1871, al figlio scomparso prematuramente, ancora bambino. Si chiamava Dante, era nato il 21 giugno del 1867 e morì, all’età di tre anni, il 9 novembre 1870. Questo rappresentò per il Carducci un anno terribile. Il 3 febbraio perse la madre, a cui era molto legato e, nove mesi dopo, il figlio.

Nella celebre poesia “Pianto Antico”, il poeta inizia a descrivere una scena tipica della primavera inoltrata, quasi estate, nel mese di giugno (il figlio era nato il 21 giugno): nel giardino, un albero di melograno che inizia a dare i suoi frutti e un bambino che allunga la mano per coglierne uno. Il contesto, di colori e calda luce del sole, trasmette un senso di serenità, di felicità. Un bel momento, un piacevole ricordo.

Improvvisamente, nella terza quartina, tutto diventa più tetro e cupo. Il poeta si sente impotente, prosciugato, come un albero colpito da un fulmine e reso sterile. Dante, che era il suo ultimo figlio, “estremo unico fior“, non c’è più. Sepolto sotto la terra fredda (il figlio è morto a novembre, in autunno) e scura, non può più divertirsi sotto i raggi del sole e non potrà più tornare in vita.

Giosuè Carducci utilizza una metafora per descrivere un tragico evento della sua esistenza. Il “verde melograno” che rappresenta la sua vita e i fiori i suoi figli. La “pianta percossa e inaridita” è il poeta che si sente distrutto per la morte del figlio. Nei versi si possono constatare alcune contrapposizioni significative: di colore (“verde melograno” e “terra negra“) e di sensazioni (“calor” e “terra fredda“), tra vita e morte, tra gioia e dolore.

Metro e rime
La poesia è formata da quattro quartine di settenari.
Le rime sono libere per quanto riguarda il primo verso di ogni strofa (tendevi, solingo, pianta, fredda). Poi troviamo una rima baciata, sempre in ogni strofa, tra il secondo e il terzo verso (mano con melogranoora con ristora, eccetera). Infine, il quarto verso ha la stessa rima per tutte e quattro le strofe (fior, calor, fior, amor).

Testo della poesia “Pianto Antico” di Giosuè Carducci

L’albero a cui tendevi
la pargoletta* mano,
il verde melograno
da’ bei vermigli* fior,

nel muto orto* solingo*
rinverdì* tutto or ora,
e giugno lo ristora
di luce e di calor.

Tu fior de la mia pianta
percossa e inaridita,
tu de l’inutil vita
estremo* unico fior,

sei ne la terra fredda,
sei ne la terra negra
né il sol più ti rallegra
né ti risveglia amor.

Traduzione della poesia “Pianto Antico” di Giosuè Carducci
*pargoletta: piccola
*vermigli: rosso intenso
*orto: giardino
*solingo: solitario
*rinverdì: ritornò verde
*estremo: ultimo

Giosuè Alessandro Giuseppe Carducci è nato a Valdicastello di Pietrasanta (provincia di Lucca, Toscana) il 27 luglio del 1835 ed è morto a Bologna (Emilia Romagna) il 16 febbraio 1907 all’età di 71 anni.