PIRANDELLO I VECCHI E I GIOVANI

PIRANDELLO I VECCHI E I GIOVANI

Un passo indietro rispetto alle innovazioni del “Fu Mattia Pascal” segna il romanzo successivo “I Vecchi e i giovani” scritto tra il 1906 e il 1909. L’impianto è ancora vicino a quello del romanzo naturalistico. Nella sua forma esteriore è un romanzo storico che rappresenta le vicende politiche e sociali della Sicilia e dell’Italia negli anni 1892-1893, tra la rivolta dei Fasci siciliani e lo scandalo della Banca Romana che minaccia di travolgere la classe dirigente dello Stato unitario da poco formatosi. Al centro della vicenda, fittissima di personaggi, una famiglia nobile di Girgenti, i Laurentano. Come suggerisce il titolo, l’intreccio si basa sul confronto tra due generazioni: i “vecchi” hanno fatto l’Italia, ma vedono i loro ideali risorgimentali sviliti e negati dalla corruzione politica presente,; i “giovani” appaiono smarriti e incerti sulla direzione da imprimere alla loro vita e la loro azione si conclude anch’essa nel fallimento. Il personaggio chiave della vicenda diviene il vecchio don Cosmo Laurentano che rappresenta la figura cara a Pirandello del “filosofo” straniato che ha “capito il giouco” e guarda la vita come da un’infinita lontananza. Agli occhi del vecchio, le passioni degli uomini, gli ideali patriottici, le conquiste del potere economico,le ideologie politiche (come il socialismo), sono pure illusioni che ci si crea per consistere, per vivere; possono essere ideali nobili, del tutto vani, privi di realtà oggettiva di cui non si può scorgere “né il senso né lo scopo”. Questa sintesi ideologica è affidata alle parole del vecchio don Cosmo che chiudono il romanzo “Affannatevi e tormentatevi, senza pensare che tutto questo non conclude. Se non conclude è segno che non deve concludere e che è vano dunque cercare una conclusione. Bisogna vivere cioè illudersi, lasciar giocare in noi il demoniaccio beffardo (quello che si diverte a mostrarci come realtà ciò che poco dopo si scopre essere una nostra illusione) finchè non si sarà stancato e pensare che tutto questo passerà…passerà….”