PETRARCA SONETTO 10 PARAFRASI

PETRARCA SONETTO 10 PARAFRASI

PETRARCA SONETTO 10 PARAFRASI


TESTO

Gloriosa Colonna, in cui s’appoggia
Nostra speranza, e ’l gran nome Latino,
Ch’ancor non torse del vero cammino
L’ira di Giove per ventosa pioggia;
Qui non palazzi, non teatro, o loggia,
Ma ’n lor vece un’abete, un faggio, un pino
Tra l’erba verde, e ’l bel monte vicino,
Onde si scende poetando, e poggia.
Levan di terra al ciel nostr’intelletto,
E ’l rosignuol, che dolcemente all’ombra
Tutte le notti si lamenta, e piagne,
D’amorosi penseri il cor ne ’ngombra.
Ma tanto ben sol tronchi, e fai imperfetto
Tu, che da noi, Signor mio, ti scompagne.

PARAFRASI

[Famiglia] Colonna carica di gloria, a cui si appoggia la nostra speranza e la fama del grande passato romano [e’l gran nome latino], che ancora non ha deviato dal vero cammino [del bene operare] neanche a causa dell’ira di Giove, metafora di chi oggi regge le sorti dell’Italia traviata dalle difficoltà [ventosa pioggia], qui non ci sono palazzi, teatri o loggie ma al loro posto alberi sempre verdi, un abete, un faggio e un pino tra l’erba verde e il bel monte vicino da cui si sale e si scende recitando poesie [ispirate dalla piacevolezza dei luoghi], elevando al cielo il nostro sapere; e l’usignolo, che dolcemenre all’ombra tutte le notti piange e si lamenta [allusione al mito di Procne e Filomena], riempie il cuore di pensieri di amore: ma, signor mio [Colonna] rendi vana e incompiuta tanta bellezza perché non sei in nostra compagnia.


PETRARCA SONETTO 10 PARAFRASI

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