PETRARCA LA VITA

PETRARCA LA VITA

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Francesco Petrarca nasce il 20 luglio 1304 ad Arezzo, primogenito di Pietro detto Petracco ed Eletta Canigiani, tre anni dopo nascerà l’unico fratello Gherardo.
Petrarca trascorre la prima infanzia a Incisa in Valdarno, nel 1311 la famiglia si sposta a Pisa e l’anno seguente ad Avignone, dove nel 1309 si era trasferita la corte pontificia. La famiglia abitava a Carpentras, dove Francesco fu avviato agli studi sotto la guida di Convenevole da Prato, un esule toscano anch’egli notaio come il padre del poeta.
Il padre avviò entrambi in figli agli studi giuridici, seguiti tra il 1316 e il 1320 presso l’Università di Montepellier e tra il ’20 e il ’26 presso l’Università di Bologna; la morte del padre li costrinse a rientrare ad Avignone, mentre la madre era morta già da alcuni anni.
Ad Avignone Petrarca trascorse ancora alcuni anni di vita spensierata, immerso nell’ambiente mondano della corte papale.
Il patrimonio paterno era pressoché dissipato quando Francesco pensò di sistemarsi intraprendendo la carriera ecclesiastica, nel 1330 prese così gli ordini minori.
Si apre quindi un periodo di viaggi: Parigi, Germania, Roma, dove crebbe l’amore per la classicità. Nel 1340 gli giunge l’invito a ricevere la corona poetica sia dell’Università di Parigi, sia del senato di Roma. Scelta Roma, si reca a Napoli per essere preventivamente esaminato dal colto Re Roberto D’Angiò, infine è incoronato “grande poeta e storico” in Roma sul Campidoglio.
Sia apre un periodo di profonda crisi spirituale, accresciuta dalla morte di Laura; sono questi gli anni in cui il poeta si sposta continuamente, alternando permanenza ad Avignone e brevi soggiorni presso alcuni signori suoi ammiratori.
Nel ’49 è a Padova, dove ottiene un canonicato; ma non smette di spostarsi irrequieto: a Verona, a Mantova ed a Parma. Nel ’50 si reca a Firenze dove gli viene offerta una cattedra presso l’Università cittadina, che però egli rifiuta.
Si reca poi a Milano presso l’Arcivescovo Giovanni Visconti, Signore della Città che gli assicura protezione e libertà di studio e di pensiero; a Milano è trattato con tutti gli onori ed impegnato in prestigiose iniziative diplomatiche.
Nel ’61, per sfuggire alla peste, Petrarca andò a Padova dove ottenne una casa sulla prestigiosa riva degli Schiavoni.
Nel ’68 accetta l’ospitalità a Padova del signore Francesco da Carrara, e si fa costruire una casa ad Arquà in un terreno avuto in dono da questi. Dal ’70 vi si trasferisce definitivamente, in questi ultimi anni il poeta si dedicò soprattutto agli studi ed in primo luogo alla revisione del Canzoniere.
La sua salute divenne malferma e morì ad Arquà nella notte tra il 18 ed il 19 Luglio 1374.

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