PESSIMISMO COSMICO LEOPARDI

PESSIMISMO COSMICO LEOPARDI


Successivamente la natura viene vista in senso negativo,la natura mira alla conservazione
della specie più che al bene dei singoli individui,e per questo può sacrificare il bene del
singolo e generare sofferenza. Deduce poi che il male rientra nei piani della natura,e è la
natura che ha messo nell’uomo questo desiderio di infinita felicità senza dargli i mezzi per
soddisfarlo.( In un momento ci da una concezione dualistica,natura benigna contro fato
maligno,ossia il male proviene dal fato.)Concepisce per cui la natura come meccanismo
cieco,indifferente alla sorte delle sue creature:gli individui devono soffrire per consentire
la conservazione del mondo(ad esempio gli animali che devono servire da cibo per altri
animali). è una concezione non più finalistica,ossia la natura che opera consapevolmente
per il bene delle sue creature) ma meccanicistica e materialistica,ossia tutta la realtà è
materica,regolata da leggi meccaniche. la colpa è dell’infelicità del uomo non è più dell’uomo
stesso ma della natura,l’uomo ne è quindi vittima
Prima nel pessimismo storico la felicità era concepita come assenza di piacere ora,nel
pessimismo cosmico è dovuto ai mali esterni a cui nessuno può
sfuggire:cataclismi,vecchiaia, morte,malattie
siccome la natura è maligna, è la causa xellinfirlicita dell’uomo,non si cura del bene del
uomo,gli uomini di ogni tempo e luogo sono necessariamente infelici(anche gli antichi anche
se capaci di illudersi) e quindi l’infelicità diviene una condizione assoluta,un dato eterno e
immutabile di natura. Le opere successi al 1824 avranno come tema il Pessimismo
cosmico,e continuerà a pensare che gli antichi saranno meno infelici dei moderni perché più
vicini alla natura.
Visto che l’infelicità dell’uomo è eterna e immutabile,leopardi abbandonerà la poesia civile
(dato che l’infelicita è un dato di natura)quindi la protesta e la lotta sono vanee subentrerà
poi in leopardi un atteggiamento contemplativo,ironico,distaccato e rassegnato tipico delle
operette morali
Visto che la rassegnazione non è tipica di Leopardi, tornerà in lui lattegamento di protesta e
di sfida al fato e alla natura. Sicché al termine della sua vita nella giinestra leopardi arriverà
a costruire una concezione della vita sociale e del progresso


Abbiamo due fasi di pessimismo: pessismo storico e cosmico
Pessimismo storico
vede il passato un bel periodo storico perché la modernità ha dato così tanti scopi che
raggiunto uno non si fa in tempo a provare soddisfazione che ce n’è già un altro e di questa
condizione se ne sente totalmente afflitto. Nel pessimismo storico trova rifugio nel passato,e
un altra fonte di consolazione è l’immaginazione:vede nell immaginazione,nell
isolamento,nel chiudere gli occhi una possibilità di portare i sensi in un luogo ameno(dove
tutto può essere bello e migliore)
per leopardi ciò che è vago e indefinito è bello,ciò di cui si ha pochi accenni.
infinito=poesia del vago e dell’indefinito
Pessimismo cosmico
Da un certo punto in poi ha una visione del mondo ancora più cupa,capisce che è la natura
stessa a rendere gli uomini infelici,il suo scopo è solo quello di preservare la razza
umana,non interessa alla natura che l’uomo sia felice.
i mali e le sofferenze sono i doni della natura
tra i primi mali abbiamo=le malattie,i cataclismi(fenomeni naturali devastanti) la vecchiaia e
la morte
Subentra poi in leopardi un atteggiamento contemplativo,ironico,distaccato e
rassegnato
Poesia=il recupero della visione immaginosa della fanciullezza attraverso la memoria
il bello poetico per leopardi consiste nel vago e nell’indefinito
➔ leopardi innovatore: leopardi possiamo dire che si trova a metà tra un romantico e
un classicista perchè come vediamo nell’infinito prende da elemenenti classici ma
anche romantici che ha reintrpretato a modo suo

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