PARAFRASI PRESSO UNA CERTOSA

PARAFRASI PRESSO UNA CERTOSA

Giosuè Carducci


Da quel verde, mestamente pertinace tra le foglie
Gialle e rosse de l’acacia, senza vento una si toglie:
(Il boschetto che cerca di mantenere con ostinazione il suo colore verde e tra le foglie gialle e rosse di un’acacia, una cade senza l’aiuto del vento perchè è ormai secca)
E con fremito leggero
Par che passi un’anima. (qualcosa si sta muovendo)
Velo argenteo par la nebbia su ‘I ruscello che gorgoglia,
(sul ruscello gorgogliante la nebbia crea quasi un velo d’argento)
Tra la nebbia nel ruscello cade a perdersi la foglia.
Che sospira il cimitero,
Da’ cipressi, fievole? (I cipressi del cimitero mandano con poco vigore un aria melanconica, triste?)
Improvviso rompe (irrompe, arriva) il sole sopra l’umido mattino,
Navigando tra le bianche nubi l’aere (il cielo) azzurrino :
Si rallegra il bosco austero
Già del verno prèsago. (Il bosco è in attesa dell’inverno ma si rallegra per la giornata di sole)
A me, prima che l’inverno stringa pur l’anima mia
Il tuo riso, o sacra luce, o divina poesia! (Fai sorridere anche me, luce del sole creata da dio, prima che diventi triste e muoia)
Il tuo canto, o padre Omero,’
Pria che l’ombra avvolgami! (Dammi le parole per comporre ancora, prima che muoia)