Parafrasi e costruzione diretta della poesia Alla Luna

Parafrasi e costruzione diretta della poesia Alla Luna

Parafrasi e costruzione diretta della poesia Alla Luna


di giacomo leopardi

O graziosa luna, io mi ricordo
che un anno fa, io, pieno di angoscia,
venivo su questo colle per contemplarti:
e tu eri sospesa sopra quella boscaglia,
come fai ancor oggi, tanto che la rischiari tutta.
Ma il tuo volto appariva velato e annebbiato
ai miei occhi a causa del pianto che mi sorgeva
nelle ciglia, perché la mia vita era tormentata:
e rimane tormentata, né cambia tenore,
o mia diletta luna. Eppure il ricordare e
il contare il tempo del mio dolore
mi fa piacere. Oh il ricordare delle cose passate,
anche se tristi e benché il dolore, ancora perduri,
sopraggiunge molto gradito, perfino nel tempo giovanile,
quando la speranza ha un corso ancora lungo,
e quando la memoria ha un tempo breve.
(cioè quando l’esistenza è ancora piena di speranze e non ha che pochi ricordi dolorosi. Ugo Dotti – Da Giacomo Leopardi – I Canti – Feltrinelli Editore – pag. 307).

La sintesi della poesia “Alla Luna”.
Il poeta si ricorda che lui, pieno di tristezza, l’anno precedente andava sopra il colle (Tabor) a contemplare la luna che gli appariva leggiadra e benigna: la luna era sospesa nel cielo e rischiarava la boscaglia così come faceva tutt’ora. Ma il volto della luna sembrava agli occhi del poeta, velato e tremolante, per il pianto che sgorgava dalle sue ciglia a causa della sua vita tormentata che così era rimasta a tutt’ora e non cambiava tenore. Eppure il poeta era contento di ricordare il tempo passato e di misurare il tempo del dolore. Leopardi conclude l’idillio dicendo che il ricordare le cose passate, anche se tristi, e nonostante l’affanno perduri ancora, sopraggiunge sempre piacevole, perfino nella gioventù quando la speranza è sentita come una grande avventura e quando il ricordo del passato ha ancora una vita breve.


ALLA LUNA FIGURE RETORICHE