parafrasi di Caronte di Dante Alighieri

parafrasi di Caronte di Dante Alighieri

PARAFRASI

Ed ecco venire verso di noi su una barca (per nave), un vecchio (Caronte, traghettatore delle anime dei dannati sul fiume Acheronte. E’ un personaggio della mitologia pagana già presente nell’Eneide di Virgilio dove veniva rappresentato come un vecchio lacero e torvo)  con la barba bianca per l’età che ci gridò: “Guai a voi, anime dannate! (prave = malvagie, perverse)
Non sperate di vedere il cielo: son venuto per condurvi all’altra riva, nelle tenebre eterne, al fuoco o nel gelo (in caldo e ‘n gelo: alcune delle pene inflitte ai dannati, le fiamme e il ghiaccio – antitesi).

E tu (Caronte si rivolge a Dante) che fai in questo luogo (costì), anima viva (non solo perché è ancora vivo ma anche nel senso che l’anima del poeta non è in peccato mortale e quindi ancora viva al cospetto di Dio), allontanati (pàrtiti) da questi che son morti”. Ma siccome vide che non me ne andavo (non mi partiva), disse: “Seguendo un’altra strada (per altra via), approdando ad altri porti giungerai al mondo dell’Aldilà (verrai a piaggia), non qui, una barca più leggera (più lieve legno– metonimia) ti porterà” (Caronte profetizza che dopo la morte l’anima di Dante avrà un destino diverso dai dannati, perché verrà trasportata dalla velocissima barca dell’angelo nocchiero alla spiaggia del Purgatorio).
E Virgilio (duca = dal latino dux, capo, guida) gli rispose: “Non adirarti (non ti crucciare), Caronte, così si vuole là  (vuolsi così colà – in paradiso) dove si può (si puote), tutto ciò che si vuole e non domandare (dimandare) altro” (queste poche imperiose parole di Virgilio inducono Caronte al silenzio e al rispetto del volere divino. Da notare che Virgilio non usa espressamente il nome di Dio ma una perifrasi per riferirsi a lui).
Da quel momento (quinci) si quietarono le guance di Caronte (nocchier de la livida palude – nocchiero della nera palude – il fiume Acheronte è simile ad una paluda stagnante) ricoperte di lanosa barba che aveva occhi cerchiati da ruote/cerchi di fuoco (infuocati).
Invece quelle anime, stanche/sfinite (lasse) e nude, impallidirono (cangiar colore) e battevano i denti per il terrore (tremarono di paura), non appena ebbero udito (ratto che ‘nteser) le dure parole del nocchiero (che ribadivano la loro eterna condanna).
Bestemmiavano Dio e i loro genitori (lor parenti – lat.), tutta l’umana specie (spezie) e il luogo, il tempo, gli antenati della loro stirpe e il seme da cui erano stati generati (‘l seme di lor semenza e di lor nascimenti).
Poi si radunarono (si ritrasser) tutte insieme, piangendo forte sulla riva dei malvagi (riva malvagia) che attende chiunque non tema Dio (chi durante la sua vita non ha timor di Dio).
Il diavolo Caronte (Caron dimonio), dagli occhi fiammeggianti (di bragia – di brace – metafora), con un semplice cenno imperioso (loro accennando), le riunì tutte, battendo col remo chi indugiava (s’adagia)