PALESTINA LA TERRA DEI FILISTEI

PALESTINA LA TERRA DEI FILISTEI

Intorno al 1200 a.C. i Filistei, una popolazione di origine egeo-anatolica, arrivarono in quella terra che da loro prese il nome di Palestina. In poche generazioni si amalgamarono con la popolazione locale di origine cananea.

Gli Ebrei combatterono contro di loro per secoli.

Dopo più di mille anni, intorno al II secolo a.C., l’ostilità degli Ebrei verso i Filistei non si era placata. Il resuscitato regno di Giuda attaccò e distrusse le poche città filistee che erano sfuggite a secoli di dominio assiro, babilonese e persiano. E ancora nella seconda metà del I secolo della nostra era gli Ebrei attaccarono Gaza e Ascalona.

Furono i Romani a riportare l’ordine e la pace nella regione a lungo contesa.

Località: Palestina

Epoca: 1200 a.C. – 66 d.C.

Palestina: terra dei Filistei

Palestina significa “Terra dei Filistei”. In arabo Filastin (o Falastin) vuol dire sia “Palestina” che “Filistei”, filastiyy o falastiyy vuol dire sia “filisteo” sia “palestinese”.

Nelle nostre lingue la differenza deriva dalle diverse tradizioni. Infatti la Bibbia, partendo da un termine ebraico trascritto in latino, ci ha tramandato “Filistei”, mentre la tradizione classica ci ha trasmesso “Palestina”, dal latino Palaestina, e “Palestinesi”.

La storia raccontata dai nemici

I Filistei non hanno lasciato opere scritte. Conosciamo la loro storia solo da quanto ci narrano i loro nemici Egiziani, Assiri e Israeliti.

Ramses III contro i “popoli del mare”

Il faraone Ramses III, secondo della XX Dinastia, regnò 31 anni, dal 1190 al 1159 a.C. (nella cronologia breve 1184-1153; nella cronologia lunga 1198-1166).

Ramses III, nell’ottavo anno del suo regno (circa 1183 a.C.), dovette affrontare una grave crisi. I “popoli del mare” attaccarono l’Egitto.

Gli egiziani forniscono anche un elenco dei popoli del mare: Aqawash (Achei), Danyan (Danai), Peleset (Filistei), Luka (Lici), Shardana (Sardi), Shekelesh (Siculi), Tjeker (Teucri), Tursha e Weshesh. Le identificazioni dei popoli non sono sempre certe.

I Filistei furono riconosciuti tra gli invasori con il nome di Peleset.

I popoli del mare in Asia Minore avevano distrutto Hatti (il regno degli Ittiti), poi avevano invaso Kode (la Cilicia), Arzawa (l’Anatolia sud-occidentale), Alasia (Cipro) ed erano arrivati in Amurru (la Siria).

Il faraone respinse gli stranieri sia sul mare sia sulla terra.

La battaglia terrestre avvenne in una zona tra la Palestina e il Libano (Djahi). La battaglia navale si svolse di fronte al delta del Nilo.

Sulle pareti del tempio funerario di Ramses III, a Medinet Habu, si trovano iscrizioni e bassorilievi che raccontano gli eventi.

Due particolari attraggono l’attenzione:

– in mezzo alle truppe sconfitte si trovano pesanti carri, tirati da buoi, con donne e bambini; si tratta della migrazione di un popolo e non solo di un tentativo di conquista militare;

– nell’esercito egiziano si trovano soldati vestiti nello stesso modo degli invasori; forse si tratta di truppe mercenarie appartenenti alla stessa etnia degli invasori ed assoldate in precedenza; i popoli del mare erano quindi noti agli egiziani e non erano degli invasori arrivati da zone sconosciute.

I Sardi e i Weshesh in Palestina

Il Papiro Harris I, scritto poco dopo la morte di Ramses III, conferma gli avvenimenti, pur dandone una versione diversa. Ramses III sarebbe andato a combattere i Danai nelle loro isole, avrebbe distrutto i Teucri e i Filistei, mentre avrebbe preso prigionieri Sardi e Weshesh per farne soldati del proprio esercito.

Nel Papiro è scritto “I Sardi e i Weshesh del mare fu come se non esistessero, catturati tutti insieme e condotti prigionieri in Egitto, come la sabbia della spiaggia. Io li ho insediati in fortezze, legati al mio nome. Le loro classi militari erano numerose come centinaia di migliaia. Io ho assegnato a tutti loro razioni con vestiario e provvigioni dai magazzini e dai granai per ogni anno”.

Secondo un costume non insolito nell’antichità, i popoli che migravano, anche in forma aggressiva, potevano essere integrati nel territorio che avevano aggredito, a patto di sottomettersi alle autorità del paese e di difendere il territorio contro ulteriori invasori. Anche i Romani useranno questo metodo nei confronti delle popolazioni germaniche.

I Teucri in Palestina

Nel romanzo egiziano “Il viaggio di Wenamun”, ambientato nell’anno 24° del regno di Ramses XI (verso il 1080 a.C.), viene citata Dor, città della Palestina settentrionale, come “città dei Teucri”. Evidentemente questo popolo non era stato annientato, come afferma il Papiro Harris. Analogamente possiamo pensare che i Filistei sconfitti, ma non sterminati, si fossero installati in alcune zone della Palestina.

La ceramica micenea in Palestina

Intorno al 1200 a.C. in Palestina scomparve la ceramica, importata, del tipo Tardo Miceneo III B e negli stessi strati archeologici si trovano tracce di distruzione violenta, segno che la zona fu devastata da aspri combattimenti.

Subito dopo, negli stessi siti, comparve la nuova ceramica monocroma del tipo Tardo Miceneo III C 1b, propria del XII secolo. Questa ceramica ha la caratteristica di essere prodotta con materiali argillosi locali della Palestina. Se ne può dedurre che popolazioni immigrate in Palestina dall’Egeo e dall’Anatolia cominciarono a produrre sul posto la ceramica con le tecniche a loro note.

Lo stesso tipo di ceramica si trova a Cipro, in Cilicia, sulla costa siriana a sud di Ugarit, a Biblo, Sarepta, Tiro, Akko, Dor, Asdod, Ascalona.

I Filistei da Creta alla Palestina

La Bibbia afferma che i Filistei venivano da Creta.

Nel libro del profeta Amos, vissuto nell’VIII secolo a.C., è scritto: “Amos 9:7 Non io ho fatto uscire Israele dal paese d’Egitto, i Filistei da Caftòr e gli Aramei da Kir?” (Amos 9:7)

Caftor è probabilmente il nome dato dagli Israeliti all’isola di Creta.

Il nome egiziano di Creta era Keftiu. Nei testi trovati nel tempio di Amenofi III si elencano varie città di Keftiu e di regioni affini:

– Cnosso, Festo e Amnisos nell’isola di Creta;

– Micene e Nauplia nel Peloponneso;

– Citera, un’isola tra il Peloponneso e Creta.

I Filistei nel paese di Canaan

Le città principali dei Filistei, nel paese di Canaan, furono Gaza, Ascalona, Asdod, Ekron (Tel Miqne) e Gat (non identificata).

Il profeta Sofonia, seconda metà del VII sec. a.C., dice: “Il nemico a occidente: i Filistei Sofonia 2:4 Gaza infatti sarà desolata e Ascalona ridotta a un deserto. Asdod in pieno giorno sarà deportata ed Ekron distrutta dalle fondamenta. Sofonia 2:5 Guai agli abitanti della costa del mare, alla gente dei Cretei! La parola del Signore è contro di te, Canaan, paese dei Filistei: ‘Io ti distruggerò privandoti di ogni abitante. Sofonia 2:6 Diverrai pascoli di pastori e recinti di greggi’. Sofonia 2:7 La costa del mare apparterrà al resto della casa di Giuda; in quei luoghi pascoleranno e a sera nelle case di Ascalona prenderanno riposo, quando il Signore loro Dio li avrà visitati e avrà restaurato le loro sorti.” (Sofonia 2:4 – 2:7).

Il profeta Geremia, seconda metà del VII sec. a.C., dice: “Geremia 47:4 perché è arrivato il giorno in cui saran distrutti tutti i Filistei e saranno abbattute Tiro e Sidone, con tutti i loro ausiliari; il Signore infatti distrugge i Filistei, il resto dell’isola di Caftor. Geremia 47:5 Fino a Gaza si son rasati per lutto, è distrutta Ascalona. Asdod, povero resto degli Anakiti, fino a quando ti farai incisioni?” (Geremia 47:4 – 47:5)

Nel Deuteronomio è scritto: “Deuteronomio 2:23 Anche gli Avviti, che dimoravano in villaggi fino a Gaza, furono distrutti dai Kaftoriti, usciti da Kaftor, i quali si stabilirono al loro posto.” (Deuteronomio 2:23)

I Filistei figli di Iafet o di Cam?

Gli Israeliti consideravano discendenti di Iafet, figlio di Noè, i greci, gli anatolici e le popolazioni egee. Pertanto anche i Filistei dovevano appartenere alla stessa discendenza.

Invece nella Tavola dei popoli è scritto: “Genesi 10:13 Egitto generò quelli di Lud, Anam, Laab, Naftuch, Genesi 10:14 Patros, Casluch e Caftor, da dove uscirono i Filistei.” (Genesi 10:13 – 10:14)

L’attribuzione dei Filistei alla odiata discendenza di Cam deriva dal fatto che gli Israeliti avevano posto nella famiglia di Cam sia le popolazioni di pelle scura sia tutti i loro nemici: egiziani, assiri, babilonesi, fenici, canaaniti.

Espansione ed acculturazione dei Filistei

Secondo diverse testimonianze risulta quindi che all’inizio del XII secolo i Filistei, ed altri popoli del mare, si erano insediati nel paese di Canaan, prevalentemente nella zona costiera, come sudditi degli egiziani, dopo aspre battaglie con gli stessi egiziani e con le popolazioni locali.

L’Egitto all’inizio dell’XI secolo entrò in crisi e fino alla seconda metà del X secolo il controllo egiziano della Palestina divenne nominale. Fu solo con il faraone Sheshonq che l’Egitto riprese a occuparsi della Palestina.

Per quasi due secoli i Filistei rimasero indipendenti e riuscirono ad espandere i loro possedimenti, ma non nella zona centrale di Canaan, a spese delle popolazioni locali e degli altri popoli del mare.

Ma la conquista militare si accompagnò anche ad un caratteristico fenomeno di acculturazione, per cui i Filistei nella seconda metà dell’XI secolo smisero di produrre la ceramica micenea locale. I Filistei, dopo più di un secolo di convivenza, si erano integrati con le popolazioni di Canaan.

Supremazia dei Filistei sulla Palestina

Al tempo della supremazia dei Filistei sulla Palestina, la condizione di vita degli Ebrei, termine che significa “fuorusciti”, “sbandati”, è testimoniata dai seguenti passi della Bibbia:

1 Samuele 4:9 Risvegliate il coraggio e siate uomini, o Filistei, altrimenti sarete schiavi degli Ebrei, come essi sono stati vostri schiavi. Siate uomini dunque e combattete!”. “1 Samuele 4:10 Quindi i Filistei attaccarono battaglia, Israele fu sconfitto e ciascuno fu costretto a fuggire nella sua tenda. La strage fu molto grande: dalla parte d’Israele caddero tremila fanti.”

1 Samuele 13:19 Allora non si trovava un fabbro in tutto il paese d’Israele: ‘Perché – dicevano i Filistei – gli Ebrei non fabbrichino spade o lance’. 1 Samuele 13:20 Così gli Israeliti dovevano sempre scendere dai Filistei per affilare chi il vomere, chi la zappa, chi la scure o la falce. 1 Samuele 13:21 L’affilatura costava due terzi di siclo per i vomeri e le zappe e un terzo l’affilatura delle scuri e dei pungoli. 1 Samuele 13:22 Nel giorno della battaglia, in tutta la gente che stava con Saul e Gionata, non si trovò in mano ad alcuno né spada né lancia. Si potè averne solo per Saul e suo figlio Gionata.”

1 Samuele 14:11 Quindi i due (Gionata e il suo scudiero) si lasciarono scorgere dall’appostamento filisteo e i Filistei dissero: Ecco gli Ebrei che escono dalle caverne dove si erano nascosti.”

1 Samuele 28:4 I Filistei si radunarono, si mossero e posero il campo in Sunàm. Saul radunò tutto Israele e si accampò sul Gelboe. 1 Samuele 28:5 Quando Saul vide il campo dei Filistei, rimase atterrito e il suo cuore tremò di paura.”

Le armi dei Filistei

I popoli del mare erano arrivati in Palestina ed avevano minacciato l’Egitto, dopo aver distrutto l’esercito ittita. La loro forza militare doveva essere notevole. Indossavano elmo, corazza e schinieri di bronzo. Avevano un giavellotto di bronzo e portavano una lancia di ferro. Avevano probabilmente anche una spada di ferro. Usavano il carro da guerra e l’arco.

L’uso del ferro era sicuramente un vantaggio significativo su popolazioni che, come gli Ebrei, erano rimasti all’età del bronzo.

I Filistei in una terra contesa

I Filistei, che si erano stabiliti inizialmente nelle città costiere nella zona meridionale della Palestina, tentarono di consolidare la loro presenza allargando il loro territorio lungo la costa e puntando verso l’interno.

Gli Ebrei, che avevano sottratto ai Cananei città e terre nell’interno della Palestina, cercarono un sbocco verso il mare e cercarono di impadronirsi delle ricche pianure della zona centrale della Palestina.

I Cananei, gli abitanti originari della Palestina, lottarono per difendere le loro terre dai Filistei e dagli Ebrei.

Gli Egiziani rivendicarono periodicamente il loro dominio sulla Palestina sia per motivi militari che per motivi commerciali. Avere il controllo della Palestina e della zona dell’attuale Libano comprendente i porti di Tiro, Biblo e Sidone, significava:

– avere maggiori possibilità di difesa contro eventuali invasori asiatici;

– avere il controllo delle vie del commercio proveniente dall’Arabia e dalla Siria verso il Mediterraneo.

Gli Arabi sottoposero a costante pressione Filistei, Ebrei e Cananei nel tentativo di raggiungere il Mediterraneo.

Gli Ebrei contro i Filistei

Nel X secolo gli Ebrei riuscirono a riunire le loro tribù. Sono note le storie, oggetto di ampie discussioni tra gli storici, di Saul, David e Salomone.

Il re Saul, secondo la Bibbia, agì principalmente nell’area della Palestina meridionale (Mispa, Geba, Mikmas, e Gilgal) combattendo contro Filistei, Ammoniti e Amaleciti. L’ultima sua battaglia contro i Filistei è collocata nei pressi di Bet Shean nella pianura di Iezreel. Sconfitto e ferito si diede volontariamente la morte (1 Samuele 31).

David, nativo di Betlemme, agì principalmente nell’area della Palestina meridionale (Gob, Gat, Lehi, Adullam, Keila, Betlemme) combattendo contro i Filistei. Fu anche presente nel deserto di Zif, a sud di Hebron verso il Mar Morto, in quello di Maon e di Engeddi. La località più a nord raggiunta da David fu Gerusalemme. La sua attività fu sostanzialmente contenuta tra la Giudea e il Negev.

David iniziò la sua carriera al servizio del re filisteo Akis di Gat e combattè contro i Moabiti per conto dei Filistei. Costituì il regno di Giuda prima con capitale Hebron e poi con capitale Gerusalemme, sottratta ai Gebusei. Molto probabilmente il suo regno fu inizialmente facilitato dai Filistei che videro con favore la costituzione di uno stato-cuscinetto contro i Moabiti. Ma poi David riuscì a sottrarsi al predominio filisteo e unificò le diverse tribù israelite.

Il terzo re degli Ebrei fu Salomone, figlio di David e di Betsabea, moglie dell’ufficiale Uria fatto morire da David. Il regno ebraico raggiunse il golfo di Aqaba dove venne ristrutturato il porto di Ezion Geber. Salomone si alleò con il re di Tiro Hiram I.

Il faraone Sheshonq in Palestina

Nel X secolo molte città-stato cananee e filistee della Palestina raggiunsero un relativo splendore. Si sono trovati palazzi lussuosi di ispirazione siriana, edifici sacri di grande ampiezza e mura delle città con entrate elaborate.

Significativa eccezione Gerusalemme che risulta priva di testimonianze monumentali nel periodo considerato.

Nel 945 a.C. il faraone Sheshonq salì al trono dell’Egitto. Sheshonq entrò in Palestina e la riportò sotto il suo controllo. L’avanzata egiziana si arrestò a Megiddo. Molte rovine testimoniano il suo passaggio nella terra di Canaan.

Ritornato in Egitto il faraone, la situazione palestinese ritornò nello stato precedente. Le città distrutte furono ricostruite.

I Filistei ripresero i loro commerci nel Mediterraneo.

Gli Arabi continuarono a premere per avere un sbocco al mare. Edomiti e Amaleciti si stabilirono nella Palestina meridionale.

Gli Ebrei, alla morte di Salomone, si divisero in due regni rivali: il regno di Giuda nel meridione e il regno di Israele nel settentrione della Palestina.

I Filistei nel IX e VIII secolo a.C.

Nel IX secolo i Filistei furono attaccati dal regno di Israele che voleva uno sbocco sul Mediterraneo e la fertile pianura di Iezreel.

Gli israeliti non raggiunsero mai il mare. Il porto di Giaffa, città filistea, era adeguatamente difeso da Gibbeton, una fortezza sulle colline. Inutilmente venne assediata da Israele intorno al 900 a.C. e all’875 a.C. (1 Re 15:27 e 1 Re 16:15-16). La fortezza venne espugnata soltanto dall’assiro Sargon verso il 712 a.C.

Il regno del nord riuscì invece a conquistare la pianura di Iezreel al tempo del re Ahab (869-850).

Il re di Damasco Bar-Hadad I (900-875) attaccò il re di Israele Baasa (900-877) ed occupò la Palestina settentrionale, attestandosi vicino alla pianura di Iezreel.

Un altro re di Damasco, Hadad-ezer (875-843), promosse una coalizione degli stati della Palestina per fermare l’avanzata degli Assiri. I Filistei non aderirono in quanto non vedevano positivamente che Damasco divenisse lo stato egemone della regione.

Nonostante l’incombente minaccia assira Hazael (843-806), il nuovo re di Damasco, attaccò la Palestina e costrinse il re di Israele Iehu (842-815) a cedere tutti i possedimenti transgiordanici (2 Re 10:32-33). Gerusalemme si arrese e ottenne la salvezza pagando un tributo (2 Re 12:19). La città filistea di Gat venne assediata e distrutta intorno all’815 a.C. (2 Re 12:18).

In un testo assiro di Adad-nirari III (810-783) compare per la prima volta il termine “Palashtu“, ossia Palestina, terra dei Filistei. Nello stesso testo compaiono altri due termini: “Khumri“, la terra di Omri, re di Israele, e Edom, la terra degli Arabi stabilitisi nel sud della Palestina. Adad-nirari attaccò la Palestina nell’806 ma senza grande successo.

Tra la fine del IX e la metà dell’VIII secolo a.C. gli Ebrei rinnovarono i loro attacchi ai Filistei.

Il re di Giuda Ozia (781-740) riuscì a conquistare Gat, Iavne e Asdod (2 Cronache 26:6).

La politica di aggressione continuò con il re di Giuda Achaz (735-715 a.C.). I Filistei reagirono con l’occupazione di parte del Negeb (2 Cronache 28:18). I Filistei festeggiarono come una liberazione la morte di Achaz (Isaia 14:28-31).

In gravi difficoltà a sud i Filistei tentarono la rivincita a nord alleandosi con gli Aramei contro il regno di Israele (Isaia 9:11).

Dominazione assira

Nel 734 Tiglatpileser III (745-727), re di Assiria, avanzò con il suo esercito lungo la costa della Palestina. Conquistò Gaza e costrinse alla fuga il re filisteo Hanon, che però potè riavere il suo trono con il riconoscimento della supremazia assira e il pagamento di un tributo. Analoga sorte toccò a Mititti, re di Ascalona, ad Achaz, re di Giuda, e ai re di Moab ed Edom.

Damasco tentò di resistere e nel 732 venne sconfitta. Nella battaglia perì anche Mititti. A Rukibti, figlio di Mititti, fu concesso di tornare in possesso della città di Ascalona.

Nel 721 Samaria, capitale del regno di Israele, cadde in mano a Sargon II (721-705), che aveva usurpato il trono di Assiria.

Il re di Hamat organizzò una nuova coalizione con l’appoggio dell’Egitto. Hanon di Gaza aderì. Le altre città filistee rimasero fuori dell’alleanza. Nella battaglia di Qarqar (720) gli alleati furono sconfitti. Gaza fu occupata ma potè riavere la sua libertà dietro pagamento di un tributo.

Nel 713 Azuri, re di Asdod, fu deportato in Assiria e sostituito dal fratello Ahimitu. La popolazione si ribellò e nominò re Iamani. Nel 712 Sargon intervenne. Asdod fu conquistata insieme a Asdod-Yam, Gat, Ekron e Gibbeton. Gli Assiri fecero di Asdod la capitale della provincia assira omonima.

Alla morte di Sargon II, tutta l’area siro-palestinese insorse. Rubikti di Ascalona, filo-assiro, fu scacciato dal trono e sostituito con Sidqa. Padi di Ekron, filo-assiro, fu detronizzato e tenuto in prigionia presso Ezechia re di Giuda.

Sennacherib (704-681), successore di Sargon, intervenne nel 701. Molte città si sottomisero.

Mititti di Asdod fece atto di sottomissione. Ad Ascalona Sidqa fu sostituito con Sarrudulari, figlio di Rubikti.

Durante l’assedio di Ekron, arrivò in soccorso della città l’esercito egiziano che però venne sconfitto. Padi fu rimesso sul trono di Ekron.

Sennacherib pose l’assedio a Gerusalemme. Ottenne dal re Ezechia un fortissimo tributo. Il regno di Giuda perse 46 città. Le città perdute furono consegnate o restituite a Padi di Ekron, Mititti di Asdod, Silli-bel di Gaza, e Sarrudulari di Ascalona.

Durante il regno di Asarhaddon (680-669) iniziò l’attacco contro l’Egitto. Basi di partenza furono le città filistee ed in particolare Ascalona. I Filistei inoltre fornirono materiali per la costruzione del palazzo reale di Ninive.

Il re assiro Assurbanipal (668-629) combatterà contro l’Egitto insieme a 22 re della costa e dell’interno della Palestina. Silli-bel di Gaza, Mititti di Ascalona, Ikausu di Ekron e Ahimilk di Asdod saranno al fianco degli Assiri.

Nel 660 le orde degli Sciti devastarono la Palestina arrivando a saccheggiare il tempio di Ascalona (Erodoto, I, 105).

Gli Egiziani riuscirono a cacciare gli Assiri dall’Egitto con l’aiuto di mercenari greci (Erodoto, II, 152). Asdod, rimasta fedele agli Assiri, venne assediata dal faraone Psammetico I (664-610) per 29 anni (Erodoto, II, 157).

Giosia, il re di Giuda, alleato degli Egiziani, colse l’occasione propizia e allargò il suo dominio fino al mare negli ultimi decenni del secolo.

Dominazione babilonese

Nel 612 Ninive, capitale degli Assiri, cadeva per mano dei Babilonesi. Gli Egiziani, intuendo il pericolo del nuovo impero, cercarono inutilmente di salvare gli Assiri.

Giosia cambiò rapidamente bandiera passando dalla parte dei Babilonesi. Nel 609, a Megiddo, con il suo esercito si oppose agli Egiziani, guidati dal faraone Necao (609-594), che cercavano di portare aiuto agli Assiri. Fu sconfitto e rimase ucciso in battaglia. La Palestina rimase sotto il dominio degli Egiziani (2 Re 23:29-35 ed Erodoto II, 159).

Asdod continuò a resistere agli Egiziani ma infine dovette cedere. Gaza si ribellò al dominio egiziano ma venne conquistata da Necao.

Nabucodonosor (604-562), il re di Babilonia, appena salito al trono attaccò e conquistò le quattro città filistee. Inutile fu la richiesta di soccorso all’Egitto.

Il dominio babilonese fu particolarmente duro. Ekron, identificata in Tel Miqne, non fu più ricostruita. Asdod venne abbandonata e fu ricostruita sulla costa, i Greci la conobbero come Azotos Paralios, ossia “Asdod presso il mare”. Gli strati dirigenti e produttivi delle popolazioni filistee furono deportati. Due centri vicino alla città babilonese di Nippur, nel VI secolo a.C., furono chiamati “Gaza” e “Ascalona”.

Dominazione persiana

Nel 539 Ciro II, re dei Persiani, entrò in Babilonia. I Persiani ereditarono tutto l’impero babilonese.

Per i Filistei la dominazione persiana si rivelò un altro periodo di sofferenza.

I Persiani furono favorevoli agli Ebrei, che poterono ritornare in Palestina, e ai Fenici, a cui furono assegnate anche le città filistee di Giaffa e Dor. Agli Arabi fu concesso di installarsi sulla costa a sud di Gaza.

Erodoto collocherà i Filistei in una ristretta fascia costiera tra Gaza e il confine con Giaffa (Erodoto, III, 5).

I Persiani favorirono anche la presenza fenicia nelle terre dei Filistei. Ascalona venne conosciuta come “città dei Tirii”. Una colonia sidonia si stabilì nei pressi di Asdod.

Il comportamento dei Persiani, noti per la clemenza verso le popolazioni sottoposte, non ha spiegazioni. Forse i Filistei tentarono di riottenere la propria indipendenza e furono quindi puniti per la loro ribellione.

Periodo ellenistico

Nel 333 Alessandro Magno, re di Macedonia, sconfisse Dario, re dei Persiani, nella battaglia di Isso. Alessandro si diresse verso l’Egitto passando dalla Palestina. Tiro resistette 9 mesi all’assedio dei Greci. Gaza si arrese dopo due mesi. Beti, il governatore persiano di Gaza, venne messo a morte (C. Rufo, Storia di Alessandro, IV, 6 e Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XI, 320 e 325).

Le monarchie ellenistiche di Egitto e Siria si contesero a lungo il possesso della Palestina. La situazione di incertezza consentì il recupero di autonomie locali.

Dominazione giudaica

A partire dalla metà del II secolo a.C. i Giudei, approfittando della debolezza della monarchia siriana dei Seleucidi, riuscirono a ricostituire uno stato giudaico indipendente che si estese oltre i confini della Giudea.

I Giudei attaccarono immediatamente le città filistee. Nonostante i secoli trascorsi (circa un millennio) e le dominazioni subite (egiziana, assira, babilonese, persiana, siriana) i Giudei mantenevano intatto il loro odio verso i Filistei, considerati come stranieri (1 Maccabei 3:41 e 4:22).

I Filistei furono sempre sconfitti. Solo Ascalona riuscì a salvarsi forse perchè era ormai conosciuta come una città fenicia.

Asdod fu vinta da Giuda Maccabeo (? – 160 a.C.) nel 163 a.C. (1 Maccabei 5:66-68) e fu distrutta da Gionata, fratello e successore di Giuda, nel 147 a.C. (1 Maccabei 10:83-84). Fu ricostruita in parte sotto Alessandro Ianneo (103-76 a.C.), primo re di Giudea.

Nel 147 a.C. Ekron fu donata a Gionata Maccabeo dal re di Siria Alessandro Balas (? – 145 a.C.), che aveva nominato governatore della Palestina lo stesso Gionata.

Nel 145 a.C. Gionata Maccabeo saccheggia Gaza e ne distrugge il porto. Gli abitanti si salvano arrendendosi e consegnando degli ostaggi (1 Maccabei 11:61-62 e Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XIII, 150-153). Tra il 100 e il 96 a.C. la città viene assediata dal re di Giudea Alessandro Ianneo. Gaza resiste un anno (Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XIII, 358-364).

Nel 143 a.C. Simone Maccabeo, fratello e successore di Gionata, conquistò Giaffa (1 Maccabei 12:33).

Periodo romano

Nel 63 a.C. il generale romano Pompeo entrava in Palestina e concedeva l’autonomia a tutte le città. Il dominio giudaico era durato meno di un secolo. I Filistei erano di nuovo liberi (Giuseppe Flavio, Antichità giudaiche, XIV, 75-76). La pax romana proteggeva i sudditi di qualsiasi etnia o religione.

Nel 66 d.C. i Giudei si ribellarono a Roma. Distrussero molte città della Palestina. Ancora una volta i Filistei furono individuati dagli Ebrei come nemici: Gaza e Ascalona furono distrutte (Giuseppe Flavio, Guerra giudaica, II, 460).

I Romani riportarono in pochi anni l’ordine e la pace in una terra contesa da oltre mille anni.