OPERE PRINCIPALI DI EUGENIO MONTALE

OPERE PRINCIPALI DI EUGENIO MONTALE

OPERE PRINCIPALI DI EUGENIO MONTALE


_Ossi di seppia : è la prima raccolta di Montale.  Il titolo scelto dal poeta è espressione del sentimento di emarginazione e aridità nel rapporto con la realtà che caratterizza la prima parte della sua opera poetica. esprime l’impossibilità quasi filosofica da parte di Montale di scrivere di argomenti e valori ‘alti’, e la conseguente rinuncia alla prospettiva di diventare un poeta vate. Non si riesce più ad utilizzare la poesia per spiegare realmente la vita e il rapporto dell’uomo con la natura: la realtà stessa appare incomprensibile e inesprimibile, ed il poeta non può che mettere in evidenza questa  percezione negativa del suo stare al mondo, scegliendo volutamente un paesaggio aspro e scabro, e un linguaggio poetico che si modella su questa  profonda inquietudine personale. Solo di tanto in tanto intravediamo qualche guizzo di speranza, in cui sembra che, per un breve momento, l’uomo possa scoprire la verità ultima che si cela dietro le apparenze del mondo.  

_Le occasioni : seconda raccolta  poetica pubblicata da Einaudi nel 1939. Essa annovera al suo interno la produzione poetica dell’autore tra il 1928 e il 1939.  Dalla poesia del paesaggio ligure di Ossi di seppia passiamo a testi che si concentrano maggiormente su una figura femminile, di nome  Clizia, che, amata e mancante, diventa una figura emblematica della poesia di Montale. La poesia è più complessa e difficile  rispetto a quella della raccolta precedente, spesso gli oggetti reali che il poeta evoca sono simboli o allusioni per dare forma ai propri stati interiori. Sul piano stilistico, colpiscono le scelte letterariamente più elaborate da parte di Montale, l’uso di termini non comuni e rari, una sintassi più complessa e frequentemente spezzata dal ricorso all’enjambement e dall’uso di figure retoriche e metafore.

_La bufera e altro: terza raccolta del 1956.  E’ divisa in  sette sezioni, che si distinguono l’una dall’ altra per la varietà dei temi trattati, dall’attualità drammatica  della guerra alla  funzione testimoniale della poesia  delle ultime liriche. Essa racchiude al suo interno poesie composte tra il 1939 e il 1956: anni che abbracciano un periodo storico molto denso e significativo per l’Italia e l’Europa in genere. Ne La bufera il male di vivere diventa cosmico ed universale, conseguenza tangibile del terribile momento storico. Dal punto di vista sintattico e metrico  la raccolta si rivela complessa, si alternano componimenti brevi a poesie dalle strofe molto lunghe, i versi sono per lo più endecasillabi e settenari, la rima è libera ed è marcata la presenza di figure retoriche.

_Satura e Xenia : raccolta pubblicata nel 1971. L’opera presenta al pubblico gli scritti dell’autore composti tra il 1962 e il 1970, dopo anni trascorsi dedicandosi alla professione di giornalista. E’ suddivisa in quattro sezioni, Xenia   e  II e  Satura  I  e  II.  Se nelle due sezioni di Xenia , scritte tra il 1962 e il 1966, Montale si concentra sul ricordo della moglie, Drusilla Tanzi, deceduta nel 1963, in Satura  I  e  II  l’autore riflette in modo satirico su vicende legate al quotidiano. In Xenia, titolo che rimanda agli epigrammi di Marziale, Montale porge in regalo alla moglie scomparsa le poesie che compongono queste prime due parti della raccolta. L’universo femminile, dominato questa volta dalla consorte di Montale, chiamata affettuosamente con l’appellativo di “mosca” a causa della sua miopia, subisce un cambiamento: si passa  dall’ immagine di una donna salvatrice ma sfuggevole a una donna che si manifesta come concreta compagna del poeta. In Satura I e II, titolo che richiama invece il genere letterario latino della satira, caratterizzato dalla varietà degli argomenti trattati e del linguaggio scelto, assistiamo a una  critica alla storia  e al mondo contemporaneo del poeta.