OPERE DI BRUNELLESCHI

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Filippo Brunelleschi è tra i massimi esponenti del primo Rinascimento italiano. La sua attività inizia quando egli è molto giovane: è, infatti, appena 24enne, allorché partecipa al concorso, indetto nel 1401, per la seconda porta bronzea del Battistero di Firenze. Nel contempo, egli ha già alcune attività personali, fuori dalle maestranze di bottega. Perlopiù si occupa di oreficeria, realizza un “Busto di profeta” in argento dorato per il Battistero di Pisa ed alcune sculture in legno. Al periodo giovanile risale il “Crocifisso” ligneo di Santa Maria Novella, celebre per un aneddoto sulla sua disputa poetica con l’amico Donatello. Dopo la partecipazione al concorso, dunque nel primo decennio del Quattrocento, i documenti relativi alla vita del Brunelleschi scompaiono da Firenze. E’ probabile che egli fosse a Roma, con Donatello, a studiare le opere antiche ed a maturare dentro di sé i germi della sua arte successiva. Brunelleschi accoglie, nelle sue meravigliose architetture, elementi dell’arte classica: con questo non s’intende una pedissequa imitazione, ma ispirazione e assimilazione dell’equilibrio e dell’armonia, proprie della classicità. Nel 1418 e nel 1420, l’architetto è ancora a Firenze per partecipare a due nuovi concorsi cittadini. Il primo è per l’erezione della cupola del Duomo, che presenta da tempo un annoso problema di ingegneria. Dopo la morte del primo progettista del Duomo, Arnolfo di Cambio, che aveva previsto una cupola a chiusura della chiesa, sembra che nessuno sia più in grado di realizzare questo elemento architettonico, ben diverso dal tiburio medievale. E’ probabile che l’incapacità degli ingegneri sia da attribuire alla peste del 1348, che si portò via gran parte della popolazione e molti dei maestri. Sarà il Brunelleschi ad inventare una nuova tecnica costruttiva, applicandola al Duomo. Egli vince, insieme al Ghiberti, entrambi i concorsi, ma risulta poi tutta sua la costruzione dell’opera: l’artista la porta a termine nel 1436, spingendo molti a gridare al miracolo. La cupola ha forma gotica archiacuta ed aspetto profondamente rinascimentale, con il suo spiccare definito delle forme nello spazio, sottolineate dai costoloni di marmo bianchi, che incorniciano le vele rivestite di materiale povero. Il 25 marzo del ’36, Papa Eugenio IV inaugura l’opera, ma Brunelleschi deve ancora portare a termine alcuni elementi fondamentali: le “tribune morte”, scavate da nicchie intervallate, che imprimono una plasticità tipica dell’architetto a tutta la costruzione, e la “Lanterna”. Questo elemento, per costruire il quale il Brunelleschi è costretto ancora a passare un concorso, è la conclusione logica della cupola e termina con una sfera, espressione di perfezione geometrica. L’opera brunelleschiana della cupola è, forse, l’espressione più evidente del concetto rinascimentale di dominio dell’uomo sulla natura, sviluppato in modo armonico e senza contrasto. La cupola si erge, difatti, dal centro di Firenze su tutta la città, sovrastando ciò che la circonda, però armonizzandosi con i monti delle valli toscane e la natura che circonda l’area fiorentina.Durante i lavori al Duomo, Brunelleschi attende ad altri lavori. Al 1419 risale “L’Ospedale degli Innocenti”. L’edifico ha caratteristiche medievali, ma l’architetto concepisce l’intera struttura secondo una doppia partizione geometrica, tridimensionale nella parte inferiore, bidimensionale in quella superiore. Il Nostro applica un modulo compositivo a tutto l’edificio, che dà unità ed è l’elemento al quale tutti gli altri si proporzionano. Inoltre, egli applica la sua scienza anche alla zona circostante l’Ospedale. Secondo un’innovativa concezione urbanistica, crea una strada che collega il centro cittadino con l’edificio, per sottolineare il suo ruolo sociale di rilevanza


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