NON CHIEDERCI LA PAROLA PARAFRASI MONTALE

NON CHIEDERCI LA PAROLA PARAFRASI MONTALE

Non chiederci la parola

Montale affida la propria dichiarazione di poetica a questa poesia dall’intonazione lapidaria, epigrammatica (la prima della sezione Ossi di seppia, che dà il titolo al libro), rivolgendosi a un destinatario imprecisato (con un generico “tu”), e parlando al plurale, a nome di un’intera generazione di poeti.

Rigettando facili certezze, con questo componimento si prende atto che la nuova poesia – lungi dall’avvalersi di una parola definitiva, unica, infallibile – può esprimersi solo in negativo (vv. 11-12: “Codesto solo oggi possiamo dirti, | ciò che non siamo, ciò che non vogliamo”).


Parafrasi

Non (i vari “non” presenti nella poesia stabiliscono la struttura circolare sulla negatività, con un non si apre la lirica e con un non inizia l’ultima strofa) chiedere [a noi poeti] di spiegare con precisione sotto tutti gli aspetti (parola che squadri da ogni lato) il nostro animo privo di certezze (informe: che non ha certezze e una solida fisionomia), e con parole chiare e indelebili (di fuoco) di avere risposte certe e definitive che risplendano come un croco (piante erbacea da cui si ottiene lo zafferano, dal colore giallo-rosso la cui vista spiccherebbe in un arido campo) in un campo grigio e polveroso (polveroso prato: simbolizza l’aridità della vita; con “scalcinato”, “canicola”, “ramo” secco rappresentano elementi connotati da una negatività)

Ah…muro: [il soggetto di questa quartina ha, al contrario del Poeta, certezze. Il tono esclamativo esprime la commiserazione ironica del poeta nei riguardi di chi vive senza porsi problemi] Ah l’uomo che vive sicuro (senza preoccupazioni e affanni), e si sente in armonia (amico) con se stesso e con gli altri, e non ha paura della sua ombra proiettata dal sole ardente (la canicola) su un muro sgretolato (con tutto quello di inquietante essa potrebbe suggerire). Non domandarci la formula magica o scientifica che possa darti una piena conoscenza della realtà e certezze sulle quali basare la tua esistenza (la formula…aprirti) ma solo qualche parola incerta e scarna (storta sillaba e secca) come un ramo secco [infatti la poesia montaliana è una poesia antieloquente, che non ha verità da rivelare, e che non può che avere quindi una forma scarna ed essenziale], solo questo oggi possiamo dirti: ciò che non siamo e ciò che non vogliamo (ciò che…vogliamo: oggi il poeta può definire solo una condizione negativa dell’esperienza)