MOVIMENTO LETTARARIO DEL NATURALISMO

MOVIMENTO LETTARARIO DEL NATURALISMO

Naturalismo e Verismo – Marino Martignon

NATURALISMO

Il Naturalismo è una corrente letteraria che si sviluppa in Francia tra il 1870 e il 1890 circa, esso nasce nel clima positivista, in particolare mostra una piena fiducia nella capacità conoscitive della scienza. Il suo proposito è quello di “aprire l’arte al vero”, ossia si propone di riprodurre quanto più fedelmente possibile nell’opera d’arte il reale per come esso appare, evitando ogni intervento personale che porterebbe alla “falsificazione” del dato naturale, così come operano gli scienziati che studiano il mondo fisico. L’attenzione dell’autore si concentra sulla società, ambiente in cui si formano e si realizzano i comportamenti umani, vi è quindi la convinzione di poter dare, attraverso queste analisi “oggettive” del reale un contributo al progresso civile e sociale dell’uomo.

Il genere più adatto per compiere l’analisi oggettiva e dettagliata della società è il romanzo.

La prima applicazione concreta della teoria dell’“impersonalità” dell’autore si trova nell’opera di Gustave Flaubert (1821-1880), grazie a lui il romanzo si indirizza sempre più decisamente sulla strada della rappresentazione oggettiva. Flaubert sostiene che il narratore non deve intervenire con commenti personali nell’esposizione dei fatti (si pensi a Manzoni), rischiando di deformarli, ma deve limitarsi a registrare con “occhio fotografico” personaggi, situazioni e ambienti.

Le premesse del Naturalismo sono ancora più evidenti nei romanzi scritti a due mani dai fratelli Edmond (1822-1896) e Jules (1830-1870) de Goncourt. Nelle loro opere gli autori analizzano vari ambienti,e, con rigorosa oggettività e minuzioso scrupolo documentaristico, ne registrano le condizioni di vita, offrendo un ritratto della società francese nel suo complesso.

Il caposcuola del movimento Naturalista è Émile Zola (1840-1902). Zola accoglie come premessa indispensabile di ogni opera letteraria i fondamenti scientifici del Positivismo, la fiducia sia nella precisione dei risultati dovuti all’analisi sperimentale, sia nel loro valore pratico. Egli ri tiene innanzi tutto che le passioni e le convinzioni morali dell’uomo siano strettamente connesse alla sua struttura fisiologica, e che per questo ogni studio sulla psicologia umana debba essere fondato su dati concreti e obiettivi; il nostro autore è convinto che il comportamento del singolo dipenda, in gran parte, dall’eredità genetica della stirpe, dall’ambiente che lo accoglie e dal momento storico vissuto. Su tali basi Zola costruisce la teoria del “romanzo sperimentale”: l’uomo è un “documento”, sul quale il narratore deve indagare mantenendo una impassibilità e un autocontrollo assoluti nei confronti della materia narrata, quasi trasformandosi da artista in scienziato. Scrive Émile Zola nel suo testo programmatico intitolato Il romanzo sperimentale (trad.it. di I. Zaffagnini, Parma, Pratiche, 1980, p. 6), “il romanziere deve essere insieme un osservatore e uno sperimentatore”, continua poi: “L’osservatore per parte sua pone i fatti quali li ha osservati, individua il punto di partenza, sceglie il terreno concreto sul quale si muoveranno i personaggi e si produrranno i fenomeni. Poi entra in scena lo sperimentatore che impianta l’esperimento, cioè fa muovere i personaggi in una storia particolare, per mettere in evidenza che i fatti si succederanno secondo la concatenazione imposta dal determinismo dei fenomeni studiati”.

LE REGOLE DEL NATURALISMO

  • Il Naturalismo applica alla letteratura il metodo sperimentale che è alla base del movimento filosofico del Positivismo: l’opera narrativa diventa così un laboratorio per l’osservazione fredda e distaccata della realtà, di cui

lo scrittore, al pari di uno scienziato, deve registrare impassibilmente i fenomeni: il narratore non interviene né si manifesta nel racconto (scompare il suo punto di vista). Si deve limitare ad osservare e a riportare il punto di vista dei suoi personaggi.

  • Questo movimento letterario respinge ogni eccesso della fantasia e del sentimento; l’obiettivo finale è quello di avere un’opera d’arte oggettiva, in cui l’autore si limita ad una narrazione impassibile delle varie vicende della vita quotidiana. Il fattore dominante è quindi rappresentato dal canone dell’impersonalità dell’opera d’arte.
  • Vi è inoltre una riduzione dell’opera d’arte a documento scientifico: il Naturalismo va verso l’identificazione dell’arte con la scienza (la psicologia umana è trattata in letteratura con la stessa imparzialità e lo stesso rigore

con cui le scienze si a pplicano alla classificazione dei fenomeni). Applicando all’arte i metodi e i risultati della scienza, si può riprodurre la realtà con una perfetta obiettività.

  • L’opera dello scrittore deve sottolineare la dipendenza dell’uomo dalle condizioni ambientali: l’attenzione

investigativa è puntata non tanto sulla natura quanto sulla società, intesa come meccanismo di sopraffazione e di abbrutimento dei singoli.

Naturalismo e Verismo – Marino Martignon

  • Il romanziere naturalista deve «affondare il suo bisturi» nella società umana indagandone le pas sioni e i

comportamenti e risalendo alla cause che li determinano (la descrizione di una condizione è quindi condotta con il rigore dell’analisi clinica); nella convinzione che sia possibile determinare in modo univoco le cause che determinano un particolare comportamento

  • Il naturalismo privilegia il romanzo in quanto solo nel romanzo possono essere distesamente affrontate le

condizioni umane. Il romanzo sperimentale mette in luce le manifestazioni passionali e intellettuali dell’individuo e rappresenta l’uomo nell’ambiente sociale che lui stesso ha creato trasformandolo incessantemente e lasciandosi a sua volta trasformare.