MOVIMENTO LA SCAPIGLIATURA

MOVIMENTO LA SCAPIGLIATURA

La scapigliatura è un movimento letterario che nasce negli anni 60, anzi lo si può considerare l’inizio del 68 ottocentesco, come dire che in questo anno fatidico i secoli sono caratterizzati da una generazione di artisti che intendono chiudere con il passato e che ricercano una propria maniera di sperimentare forme e linguaggi diversi rispetto alla tradizione.

Si tratta di una serie di poeti e narratori in massima parte lombardi con altri che provengono dal Piemonte e dalla Liguria. A vedere questo triangolo geografico ci viene in mente anche il triangolo industriale che caratterizza il NORD – ITALIA e che ha certamente trasformato non solo la nostra visione della vita, ma anche dell’arte. La scapigliatura sembra aprire quella età del realismo che porterà al verismo Verghiano (di Verga). Tra i suoi esponenti ricordiamo Arrigo Boito, Emilio e Marco Praga, Cletto Arighi (Carlo Righetti nome vero), Carlo Dossi, Igino Ugo Targhetti. Si tratta di una generazione che vive un’esperienza della nostra prima epoca industriale che si scontra con i propri padri appartenenti alla ricca borghesia del triangolo industriale e che reagisce anche dal punto di vista del costume nel senso che sia i vestiti che la capigliatura risentono di una certa trasandatezza. Per loro è una maniera di trasgressione. Il movimento prende nome da un romanzo di Cletto Arighi che ha poi titolo: LA SCAPIGLIATURA dove si racconta degli amori e delle vicissitudini di una generazione che non supera i 30 anni.

I due romanzi più significativi sono FOSCA di Tarchetti e L’ALTRIERI di Carlo Dossi.

Se Fosca da vita al romanzo patologico (è la storia di un bellissimo ufficiale che lascia la sua bellissima innamorata per amare una giovane brutta e ammalata, fino a morire). L’Altrieri da vita ad un genere narrativo di carattere sperimentale il cui linguaggio anticiperà quello di Carlo Emilio Gadda e di Giovanni Testori, indicando una linea narrativa prettamente lombarda (mistica non dialettale) che abbraccia circa un secolo dal 1880 – 1980. Dal punto di vista della poesia i modelli sono sempre quelli francesi con particolare riferimento a Baudelaire mentre per quanto riguarda la narrativa c’è uno sforzo che considera chiuso il modello Manzoniano e ritiene opportuno sperimentale nuove forme di linguaggio oltre che un diverso rapporto con la realtà circostante che risente dei moti risorgimentali ma soprattutto di quella trasformazione sociale che è avvenuta con l’unità d’Italia e con l’affermazione della grande industria.

 

LE FORME DEL ROMANZO

Il romanzo D’Amore          La principessaDi Cleves                    

Il romanzo d’avventura

Il romanzo picaresco

Il romanzo filosofico

Il romanzo storico

Il romanzo Psicologico

Il romanzo patologico

Il romanzo etico

Il romanzo epistolare