MITO DELLA BIGA ALATA

MITO DELLA BIGA ALATA

MITO DELLA BIGA ALATA(1 SPIEGAZIONE)


Il mito del carro e dell’auriga (o della biga alata) tratta dal Fedro di Platone, serve a spiegare la teoria platonica della reminiscenza dell’anima, un fenomeno che durante la reincarnazione produce ricordi legati alla vita precedente. Racconta di un’ipotetica biga su cui si trova un auriga, personificazione della parte razionale o intellettiva dell’anima. La biga è trainata da una coppia di cavalli, uno bianco e uno nero: quello bianco raffigura la parte dell’anima dotata di sentimenti di carattere spirituale, e si dirige verso l’Iperuranio ; quello nero raffigura la parte dell’anima concupiscibile e si dirige verso il mondo sensibile. I due cavalli sono tenuti per le briglie dall’auriga che, come detto, rappresenta la ragione: questa non si muove in modo autonomo ma ha solo il compito di guidare. La biga deve essere diretta verso l’Iperuranio, un luogo metafisico a forma di anfiteatro dove risiedono le “Idee”.

Lo scopo dell’anima, infatti, è contemplare il più possibile l’Iperuranio e assorbirne la sapienza delle idee. L’auriga quindi deve riuscire a guidare i cavalli nella stessa direzione, verso l’alto, tenendo a bada quello nero e spronando quello bianco, in modo da evitare o ritardare il più possibile il “precipitare” nella reincarnazione. Chi è precipitato subito rinascerà come una persona ignorante o comunque lontana dalla saggezza, mentre coloro che sono riusciti a contemplare l’Iperuranio per un tempo più lungo rinasceranno come saggi e come filosofi. Questo mito spiega la reminiscenza ed è riconducibile all’immortalità dell’anima.


Il mito della BIGA ALATA (2 SPIEGAZIONE)
Per Platone l’anima è come una biga trainata da cavalli alati : essa è composta da tre elementi : un auriga e due cavalli . Nell’esistenza prenatale le anime degli uomini stavano con quelle degli dei nel cielo,con la possibilità di raggiungere un livello superiore,l’iperuranio,una realtà al di là del mondo fisico che si riconnette alla celeberrima teoria delle idee secondo la quale vi erano due livelli di realtà:il nostro mondo e le idee.L’auriga impersonificava l’elemento razionale,mentre i cavalli quelli irrazionali:ciò significa che la nostra anima è per Platone costituita da elementi razionali ed irrazionali.Dei due cavalli , uno,di colore bianco , è un destriero da corsa ubbidiente e con spirito competitivo , l’altro , nero , è tozzo,recalcitrante ed incapace : compito dell’auriga è riuscire a dominarli grazie alla sua abilità e alla collaborazione del bianco.Il nero si ribella all’auriga (la ragione)e rappresenta le passioni più infime e basse,legate al corpo.Il bianco rappresenta le passioni spirituali,più elevate e sublimi.Significa che non tutti gli aspetti irrazionali sono negativi e che è comunque impossibile eliminarli:si possono solo controllare con la “metriopazia”,la regolazione delle passioni . E’ una metafora efficace perchè è vero che guida l’auriga , ma senza i cavalli la biga non si muove:significa che le passioni sono fondamentali per la vita . Sta anche a significare che soltanto alla parte razionale,in quanto dotata di sapere,spetta il governo dell’anima. Anche le anime degli dei hanno i cavalli , ma solo bianchi. Gli dei non incontrano particolari difficoltà mentre le bighe delle anime umane hanno seri problemi perchè si creano ingorghi ed i cavalli neri tendono a volare nella direzione opposta , verso il basso , ossia verso le cose terrene e sensibili , meno preziose . Accade spesso che le ali dei cavalli si spezzino e la biga precipiti sulla terra: questa è l’incarnazione. Una volta arrivato sulla terra , l’uomo non si ricorda più dell’altra dimensione e vive con nostalgia : la vita dell’uomo non è nient’ altro che un tentativo di tornare a quella situazione primordiale e le vie da percorrere per raggiungerla sono due : a ) la prima via é costituita dalla filosofia , che ci consente di vedere le ombre di quel mondo splendido ( viene qui introdotto il concetto di “ reminescenza “ , che verrà poi approfondito in dialoghi quali il “ Fedone “ e il “ Menone “ ) , di cui quello terreno è solo un’imitazione: é necessario che l’ uomo riconduca le realtà sensibili , mutabili , mortali e molteplici , alle rispettive idee , immutabili , perenni e unitarie: “ Bisogna infatti che l’ uomo comprenda in funzione di quella che viene chiamata Idea , procedendo da una molteplicità di sensazioni ad una unità colta con il pensiero . E questa é una reminescenza di quelle cose che un tempo la nostra anima ha visto quando procedeva al seguito di un dio e guardava dall’ alto le cose che diciamo che sono essere , alzando la testa verso quello che é veramente essere “ ; b ) la seconda via é costituita dalla bellezza : si tratta di una via più semplice , che fa nascere l’amore.