MALATTIA DI KRABBE DIAGNOSI

MALATTIA DI KRABBE DIAGNOSI

MALATTIA DI KRABBE DIAGNOSI


La Malattia di Krabbe (o leucodistrofia a cellule globoidi) è una malattia caratterizzata da gravi alterazioni del sistema nervoso centrale per una alterazione metabolica su base genetica.

EPIDEMIOLOGIA

È una malattia rara, la cui incidenza stimata è mediamente di circa 1/40.000 neonati. In alcune popolazioni arabe israeliane l’incidenza è nettamente superiore.

Come meglio descritto in seguito esistono diverse forme che si caratterizzano per la differente epoca di esordio; la forma infantile è particolarmente frequente nell’Europa del nord, la forma ad esordio tardo infantile ha una incidenza piuttosto elevata in Sicilia.

Non c’è preferenza di sesso.

La trasmissione è autosomica recessiva, quindi per aversi la malattia occorre che il gene malato sia ereditato da entrambi i genitori.

EZIOLOGIA E PATOGENESI

La malattia è provocata da un deficit dell’enzima galattosilceramidasi (chiamato anche β-galattocerebrosidasi), un enzima lisosomiale coinvolto nel catabolismo, cioè nel riciclo, di una delle componenti lipidiche della mielina, una sostanza che riveste le cellule nervose e che ha azione sia isolante, sia di regolazione degli scambi metabolici con l’esterno della cellula stessa; il risultato finale è una diffusa demielinizzazione con accumulo dello sfingolipide galattocerebroside e di un suo metabolita, la galattosilsfingosina, a sua volta con una importante azione tossica sugli oligodendrociti.

Il difetto genetico è stato individuato nel gene della galattosilceramidasi, il gene GALC, sul cromosoma 14q31 ed esistono più mutazioni alleliche in grado di provocare la malattia.

La malattia è presente anche in modelli animali naturali, cane, topo, scimmia.

ANATOMIA PATOLOGICA

Sostanza bianca degli emisferi cerebrali con gruppi di cellule epitelioidi e globoidi
Al tavolo anatomico si evidenzia un encefalo di volume e peso inferiore alla norma, con dilatazione delle cavità ventricolari e con consistenza ridotta.

L’esame istologico permette di evidenziare aree di demielinizzazione e gliosiche al cui interno sono presenti cellule epiteliodi e globoidi, isolate o in gruppi, spesso in sede perivascolare.

Le cellule globoidi, di natura macrofagica, sono multinucleate con nuclei spesso disposti alla periferia del corpo cellulare; sono evidenti accumuli di materiale PAS-positivo, nient’altro che prodotti di smaltimento del galattocerebroside, patognomoniche per malattia di Krabbe.

Le cellule epiteliodi sono mononucleate, simil-epiteliali, con citoplasma ampio e nucleo piccolo ma ricco di cromatina.

Possono essere ritrovate anche forme di transizione tra i due tipi di cellule.

Le alterazioni descritte interessano il sistema nervoso centrale, molto raramente il sistema nervoso periferico

FORME CLINICHE E DECORSO

Come detto, si tratta di una malattia genetica a trasmissione autosomica recessiva; pertanto il soggetto è malato se ha ricevuto i geni alterati da entrambi i genitori, che possono essere considerati portatori sani. In questo caso i figli hanno il 25% di probabilità di essere affetti dalla malattia, il 25% di essere totalmente sani e il 50% di essere a loro volta portatori sani.

  • Si riconoscono 3 forme:
  • forma ad esordio infantile
    forma ad esordio tardo-infantile
    forma ad esordio adulto

La forma ad esordio infantile è la più frequente, si calcola oltre l’80% dei casi totali, ed esordisce ad un’età compresa tra i 3 e i 6 mesi di vita con arresto dello sviluppo psico-motorio, irritabilità, iperestesia ed ipertonia; in poche settimane si assiste ad una rapida progressione della sintomatologia neurologica con tetraparesi, opistotono, assenza dei riflessi, cecità per atrofia del nervo ottico, sordità; possono manifestarsi anche crisi epilettiche. La prognosi è infausta e il decesso avviene nel 2°-3° anno di vita con il malato in stadio vegetativo.

La forma ad esordio tardo-infantile è caratterizzata da un esordio che avviene tra il 2° ed il 5° anno di vita con emiparesi, paraparesi spastica, atassia cerebellare, riduzione del visus.Progressivamente si assiste, prima ad una regressione delle acquisite capacità motorie con instaurazione di tetraparesi spastica, quindi anche ad una regressione intellettiva. Il decorso è di 2-7 anni e in fase terminale il paziente è allettato, disfagico, cieco, con linguaggio assente.

La forma dell’adulto è meno frequente e si caratterizza per un decorso più lento e, nella maggior parte dei casi, per l’assenza di deficit intellettivi.

DIAGNOSI

La diagnosi viene fatta sulla scorta, oltre che del quadro clinico, della misurazione dei livelli di galattosilceramidasi dei globuli bianchi.

Indicativi sono gli esami di diagnostica per immagini, quindi RMN e TC; utile anche la misurazione della velocità di conduzione nervosa.

Il test del DNA è dirimente e permette di evidenziare l’alterazione genetica.

La consulenza genetica è indispensabile per le famiglie con pazienti affetti.

E’ possibile la diagnosi prenatale con esame del DNA tramite amniocentesi o villocentesi