LUIGI VANVITELLI

LUIGI VANVITELLI

LUIGI VANVITELLI
(1700 – 1773)Anche se era figlio di un celebre pittore vedutista olandese, Gaspard van Wittel, che vedremo in seguito ispirerà l’arte del Canaletto, in realtà Vanvitelli non divenne famoso per i dipinti, bensì per il suo talento di architetto e, per la prima volta, di ingegnere, in quanto egli non soltanto è in grado di usare i vari stili in modo armonico, ma anche, essendo esperto in matematica, geometria e fisica, di progettare edifici strutturati in modo solido.
Lo stile di Vanvitelli viene spesso considerato già neoclassico, anche se in realtà, quando il neoclassicismo ha iniziato a diffondersi, egli era già nel pieno della sua maturità artistica. In effetti egli, pur partendo dal barocco, dimostra una grande sensibilità classica, dovuta allo studio delle rovine antiche.

CUPOLA DI SAN PIETRO – Roma
Viene nominato primo architetto della Fabbrica di San Pietro per rinforzare la cupola michelangiolesca. Egli progetta un ingegnoso sistema mediante cerchiature con catene di ferro, dimostrando una grande perizia tecnica.

REGGIA DI CASERTA – Caserta
La progettazione della reggia per il re di Napoli, Carlo III di Borbone, non si limita all’edificio abitativo. L’intervento riveste carattere territoriale, come fece Juvara per la palazzina di Stupinigi, perchè oltre alla reggia, un parco immenso, sul modello di Versailles, si estende a perdita d’occhio, partendo dalla facciata tergale dell’edificio, con fontane, vasche, cascate artificiali, boschi disegnati in una precisa ambientazione teatrale.

La nuova reggia rappresenta il simbolo della potenza borbonica.
Il palazzo è un parallelepipedo a pianta rettangolare, diviso all’interno, in 4 immensi cortili di oltre 3800 metri quadrati ciascuno. Domina il centro dell’edificio un  enorme atrio ottagonale in cui due bracci mediani s’incontrano dando origine a delle prospettive molto scenografiche, secondo il gusto Barocco. Da questo atrio si diparte il più grande scalone italiano, largo 18 metri, straordinariamente decorato e studiato dal punto di vista prospettico.
La facciata ha 108 finestre disposte su tre piani e le ali laterali sono leggermente agettanti rispetto al piano della facciata in modo da movimentare il gioco geometrico.
La scenografia dell’insieme della reggia di Caserta è simile ad un fondale di teatro, in cui è facile immaginarsi i personaggi delle commedie di Carlo Goldoni, con cavalieri imparruccati e dame in crinolina.

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