Ludovico il Pio e la divisione dell’impero

Ludovico il Pio e la divisione dell’impero

Ludovico il Pio e la divisione dell’impero


Nell’806 Carlo Magno aveva stabilito che alla sua morte l’impero sarebbe stato diviso in parti uguali fra i suoi figli maschi, secondo l’uso dei Franchi, Carlo, Pipino e Ludovico avrebbero dovuto esercitare insieme la suprema autorità imperiale, mentre ciascuno sulla parte a lui assegnata. Ma Carlo e Pipino morirono prima del padre e unico erede rimase Ludovico, detto il Pio.

Ludovico I non aveva le qualità militari del padre, né la sua capacità di tenere saldi i legami con le aristocrazie militari e le gerarchie ecclesiastiche. Per Ludovico il compito fondamentale dell’imperatore non era quello di rinsaldare le strutture scricchiolanti del potere imperiale. Considerava invece necessario fare dell’impero una respublica christiana, “uno stato cristiano” che si preoccupasse soprattutto della vita religiosa dei sudditi.

Benedetto d’Aniane e i monaci suoi seguaci divennero i principali collaboratori di Ludovico il Pio, che accentuò in questo modo il suo distacco dall’aristocrazia franca e dalle stesse gerarchie ecclesiastiche.

Gradualmente l’imperatore si trovò isolato, ma perse del tutto prestigio e autorità quando si trovò anche i figli. Ludovico aveva scelto come successore il figlio maggiore Lotario ed assegnato agli altri due figli i regni di Aquitania e Baviera.

La situazione precipitò quando l’imperatore modificò le sue precedenti decisioni. I figli si ribellarono e i grandi vassalli, guerrieri ed ecclesiastici, si divisero schierandosi in maggioranza con i tre fratelli.

Ludovico nell’833 fu deposto e poi ricollocato sul trono, solo perché i figli non riuscirono a trovare un accordo.

Le rivalità tra i tre figli di Ludovico si acuirono e alla sua morte, nell’840, sfociarono in una violenta guerra civile. Il Conflitto si concluse nell’843 con la spartizione dell’impero sancita con il trattato di Verdun. A Lotario andarono il titolo di imperatore e quello di re d’Italia, e un territorio che si estendeva dal Lazio al Mare del Nord; a Carlo il Calvo la Francia e Ludovico il Germanico l’attuale Germania.

Nonostante tutto questa trattato non fu risolutivo. La morte di Lotario , nell’855, provocò ulteriori lotte, fino a quando nell’877 l’ultimo imperatore carolingio, Carlo il Grosso, fu deposto dai grandi vassalli dell’impero, che negli ultimi cinquant’anni avevano governato i loro domini come veri e propri signori ereditari.

Poco anni dopo l’incoronazione di Carlo Magno si presentò il problema della successione; c’erano due possibili alternative: suddividere l’impero tra tutti gli eredi o nominare un solo erede. Carlo Magno scelse di dare il potere a tutti i suoi figli ma, quando morì, solo uno dei suoi figli era rimasto in vita: Ludovico detto il Pio che riunì nelle sue mani tutti i poteri.
Questo governò dall’814 all’840; la cosa più importante che fece fu l’emanazione dell’Ordinatio imperii (“Ordinamento, costituzione dell’impero”) in base al quale il titolo imperiale sarebbe toccato al primogenito Lotario, mentre i due figli minori, Ludovico e Pipino, avrebbero avuto soltanto delle terre. Alla morte di Ludovico il Pio, Ludovico e Carlo (quarto figlio di Ludovico il Pio nato in seconde nozze) si allearono stringendo un patto noto come il giuramento di Strasburgo (842).
Lotario, colui che doveva diventare imperatore, fu sconfitto e costretto ad accettare una nuova spartizione dell’impero. Nell’843, secondo il trattato di Verdun, furono creati tre regni: quello occidentale, affidato a Carlo detto il Calvo, quello orientale, affidato a Ludovico detto da allora il Germanico, e un regno centrale detto Lotaringia poiché era in mano a Lotario. Questa zona comprendeva la città imperiale di Aquisgrana e correva verticalmente ad ovest del Reno, attraversava le alpi fino al regno dei Longobardi cioè il regno d’Italia. Questa tripartizione dell’impero causò una definitiva divisione del regno in quanto ogni regno era composto di un’area diversa: quella tedesca a oriente e quella francese a occidente.Questa divisione però non pose fine alle continue lotte tra i vari regni; infatti, il regno dei franchi orientali si allargò intorno all’880 conquistando il terreno tra la Mosa e il Reno che apparteneva alla fascia detta Lotaringia. Ora i regni iniziarono un lento indebolimento perché gli aristocratici non si sentivano più sottomessi all’autorità imperiale; l’unico re che poteva ripristinare l’unità era Carlo il Grosso, figlio di Ludovico il Germanico.
Incoronato nell’882 ma nell’887 fu deposto dagli aristocratici del regno orientale che elessero Arnolfo di Corinzia re dei franchi orientali. La successione ai troni non era più decisa dai re ma dalla potentissima aristocrazia che ormai era al di sopra della potenza del re.