L’evoluzione dell’uomo

L’evoluzione dell’uomo

L’evoluzione dell’uomo


Circa 13 milioni di anni fa in Africa viveva un tipo di scimmia antropomorfa a cui gli scienziati hanno dato il nome di “ramapiteco”. Viveva sugli alberi, ma scendeva a terra per cacciare piccole prede.Circa 5 milioni di anni fa nel suolo africano si creò una spaccatura che diede origine a Rift Valley, o Valle del Crepaccio. Questa spaccatura fu accompagnata da numerosi terremoti ed eruzioni vulcaniche. Anche il clima cambiò, diventando torrido. La foresta tropicale,dove vivevano le scimmie antropomorfe, lasciò il posto alla savana.Fu allora che le scimmie antropomorfe, per non estinguersi, si adattarono a vivere a terra e impararono a camminare in posizione eretta. In questo modo si difendevano, avvistando da lontano i predatori.Gli studiosi hanno chiamato questi ominidi “australopiteco” che vuol dire scimmia del Sud.Fu così che iniziò l’evoluzione dell’uomo.

Questo lunghissimo periodo viene chiamato dagli storici Paleolitico o età della pietra antica, perché l’uomo costruiva i suoi attrezzi utilizzando la pietra scheggiata.
Più tardi, gli australopitechi si estinsero. Sono, però, stati ritrovati resti di altri ominidi più alti e con il cervello più sviluppato. Essi riuscivano a scheggiare la pietra per fabbricare i primi utensili. Gli scienziati hanno chiamato questo ominide “Homo abilis” cioè uomo abile.Trascorse ancora moltissimo tempo, sempre in Africa comparve un altro ominide:l’Homo erectus”, che significa uomo che aveva conquistato del tutto la posizione eretta. Era alto un metro e ottanta e i tratti del viso somiglianti ai nostri. L’Homo erectus imparò a levigare la selce, una pietra molto dura e tagliente.L’homo erectus, poi, fece una delle più grandi scoperte della storia dell’umanità: il fuoco. Molto probabilmente la scoperta avvenne per caso, forse da un incendio causato da un fulmine, ma è certo che questa scoperta cambiò la vita dell’uomo.
Durante l’era glaciale, il clima diventò molto freddo e i ghiacci ricoprirono la terra impedendo alle piante di crescere. Gli uomini primitivi, allora, cominciarono a viaggiare per trovare terre in cui trovare; cibo a sufficienza. Essi , per questo, si diffusero in Europa, Asia e America.Alcuni uomini, però, decisero di rimanere in quelle terre fredde. Per sopravvivere, dovettero aguzzare l’ingegno e impararono a costruire case più calde e a confezionare vestiti. Inoltre, per sfamarsi diventarono cacciatori. Gli storici hanno chiamato questo uomo Homo sapiens, che significa uomo sapiente, cioè intelligente.Una particolare specie di homo sapiens viene chiamato anche Homo di Neandertal dal luogo dove sono stati ritrovati i suoi resti. Era basso di statura, robusto,viveva in gruppi e divideva i compiti fra maschi e femmine. Inoltre, usava seppellire i morti. Per cause sconosciute l’homo di Neandertal si estinse.Dall’Homo sapiens discende l’Homo sapiens sapiens, che significa uomo molto intelligente.
L’Homo sapiens sapiens aveva un aspetto molto simile al nostro. 35 mila anni fa viveva nelle caverne o in capanne rivestite da pelli di animali.
L’homo sapiens sapiens dipingeva e incideva sulle pareti delle caverne scene di caccia e animali trafitti da lance. Questi disegni sono chiamati graffiti.
È grazie ai graffiti che noi conosciamo il modo in cui vivevano.
Riusciva a costruire molti attrezzi per la caccia e la pesca. Era nomade, cioè non aveva un posto fisso in cui vivere, ma si spostava insieme agli animali che cacciava.
Cacciava e lavorava in gruppo e, quindi, aveva bisogno di comunicare. Forse per questo imparò a parlare.
L’uomo da cacciatore divento’ allevatore.L’uomo del Paleolitico si dedicò alla caccia dei grandi erbivori e alla raccolta dei vegetali selvatici per la sopravvivenza.
Terminata l’ultima glaciazione l’innalzamento della temperatura provocò grandi cambiamenti nell’ambiente naturale.Iniziarono i primi tentativi di addomesticamento di alcuni animali.L’agricoltura è nata nella fascia di terra che comprende L’Iran,Iraq,Siria,Palestina e Turchia meridionale in un area in cui crescevano spontaneamente il grano e l’orzo.
L’uomo scoprì l’agricoltura tra il 10.000 e l’8.000 a.C,ma fu la donna ad interrare i semi di cereali spontanei,facendo crescere nuove piante.
Con la nascita dell’agricoltura cambiò profondamente il rapporto tra uomo e ambiente:l’uomo da soggetto passivo divenne un soggetto attivo,capace non solo di adattarsi all’ambiente in cui viveva,ma anche di modificarlo secondo le proprie esigenze.
Coltivare un campo e raccoglierne i frutti richiede molto tempo:ciò costrinse gli agricoltori a fermarsi nello stesso luogo per anni creando i primi villaggi.Tuttavia il nomadismo continuò ad essere praticato dagli stessi agricoltori,che quando la terra non rendeva più si trasferivano altrove e dai pastori che si spostavano stagionalmente alla ricerca di nuovi pascoli per le loro mandrie.
Le prime tracce dell’uso dei metalli risalgono alla fine del V millennio a.C. quando furono ritrovati i resti di oggetti di rame,oro e argento:tutti i metalli reperibili in natura che venivano lavorati a freddo.La vera e propria lavorazione dei metalli,ottenuta con la fusione ad alte temperature e la lavorazione a caldo si sviluppo’ molto più tardi.Il primo metallo scoperto fu il rame che,se riscaldato a una modesta temperatura,fondeva fino a diventare liquido;può così essere versato in uno stampo e assumere qualsiasi forma.In questo modo furono prodotti oggetti di uso quotidiano e armi.
Con la lavorazione del rame nacque una nuova categoria di artigiani:fabbri.
Una grande svolta avvenne verso il 3.500 a.C.,quando si scoprì che con la tecnica della fusione era possibile mescolare rame e stagno.Nacque così lega metallica,il bronzo.
Un altra importantissima scoperta fu quella della ceramica(argilla mescolata all’acqua)che sostituì completamente i recipienti di pietra,pelle o legno.
La ceramica veniva utilizzata per usi diversi,vasellame e recipienti impermeabili e resistenti al calore.
Con questa scoperta nacque una nuova forma di artigiano:il vasaio.
Gli uomini del paleolitico si organizzavano in piccoli gruppi,più tardi nacquero i clan,gruppi di persone formati da 4 o 5 famiglie che si consideravano discendenti di un unico antenato e si tramandavano miti e leggende sempre oralmente.
Una figura importantissima fu quella della donna infatti all’interno di questi clan vi era un regime matriarcale però in seguito l’uomo impose la sua supremazia fisica e la comunità si organizzò su base patriarcale.
L’aumento della popolazione ha provocato lo sviluppo dei villaggi nei quali vi era una divisione del lavoro e si formarono classi sociali.
Cominciò a formarsi il concetto di proprietà privata e sorsero i primi conflitti per il possesso della terra.