L’Europa e il piano Marshall

L’Europa e il piano Marshall

L’Europa e il piano Marshall


Come già detto, gli USA erano l’unica nazione uscita rafforzata dalla guerra. Essa adottava il sistema capitalista che permetteva la spontanea formazione di domanda e la conseguente libera formazione di offerta. Al fine di commerciare, investire con Paesi esteri (e avere libero accesso alle loro materie prime) era necessario che tali Paesi fossero liberi da dogane e dazi. Gli USA individuarono nell’Europa il territorio ideale e si mosse affinché essa potesse ricostruirsi il più velocemente possibile.

A tal proposito venne varato il piano Marshall, dal nome del segretario generale americano che lo ideò. Tale piano era l’intento americano di rendere i Paesi europei partecipi nella politica estera americana. Gli ideali di tale piano erano l’aumento della produzione rispetto al 1938, la realizzazione della stabilità finanziaria interna, l’espansione delle esportazioni al fine di una riduzione del deficit commerciale che i Paesi avevano contratto. Aderirono a questo patto tutti i Paesi europei tranne quelli controllati dal blocco comunista. La logica conseguenza fu una ricostruzione accelerata ed un miglioramento netto dell’economia dei Paesi dilaniati dalla guerra (ne giovarono soprattutto Italia e Germania).