L’ETA DI PERICLE

L’ETA DI PERICLE

L’ETA DI PERICLE


Con la vittoria di Platea ( 479 a.c.) la guerra continuò coinvolgendo sia ateniesi che spartani. I greci avevano intenzione di rompere tutte le comunicazioni dei Persiani con l’Europa quindi si mossero contro Bisanzio e conquistarono la città. Ma Sparta non voleva partecipare alla spedizione Peloponnesiaca poichè non voleva continuare un’azione militare al di fuori dei propri territori. Dunque ritiratasi Sparta, Atene impose la propria egemonia politica e commerciale sull’Egeo e, artefice della vittoria dei greci sui Persiani, apparve a tutti la guida morale e politica della Grecia; per cui ad essa andarono le simpatie e le speranze delle altre città greche che decisero di costituirsi in una forte confederazione sotto la guida di Atene: la lega di Delo o delio-attica ( 477 a.c.). Compito principale della lega era la continuazione della guerra contro la Persia, il consolidamento dell’indipendenza greca e la difesa contro le minacce nemiche. A tale scopo si decise di allestire una nuova flotta al comando del quale c’era Atene. Dalla lega delio-attica rimasero escluse le città del Peloponneso ancora legate a Sparta che costituivano tra l’altro la lega Peloponnesiaca, finalizzata a difendere gli interessi degli spartani. Il consolidamento della potenza navale e politica di Atene non poteva incontrare il favore di Sparta che si veniva a trovare in una posizione di inferiorità. Dunque si tentò di creare un impero spartano che si contrapponesse a quello ateniese. Di fatto Sparta estendeva la propria egemonia in terraferma mentre Atene esercitava il suo dominio incontrastato sui mari. Nel 479 a.c. Temistocle che propugnava una politica di espansione ateniese anche in terraferma fece costruire delle lunghe mura che collegavano la città al porto del Pireo creando una zona inattaccabile da terra, poichè vedevano in Sparta l’unico ostacolo per loro. Tuttavia gli obiettivi antispartani di Temistocle non andarono a buon fine ed egli ostracizzato si rifugiò presso il re di Persia Artaserse. L’allontanamento di Temistocle ad Atene favorì l’ascesa di Cimone, egli sostenitore filospartano riprese la guerra contro i Persiani. Successivamente inviò soccorsi a Sparta colpita da un terremoto e seriamente minacciata dalla rivolta degli Iloti della Laconia e della Messenia. ma, cessato il pericolo gli spartani licenziarono bruscamente gli ausiliari ateniesi e l’affronto subito determinò per Atene la rottura dell’alleanza con Sparta e la caduta di Cimone. In questa situazione il partito democratico guidato da Efialte ottenne la limitazione del potere dell’Areopago in favore della Bulè e dell’Eliea mentre Cimone veniva colpito dall’ostracismo. Successore di Efialte, alla guida dei democratrici, fu Pericle. Egli seppe con saggezza guidare la vita politica, sociale, economica e culturale di Atene. Infatti egli rivendicò i diritti del popolo facendo crollare i privilegi della nobiltà. Inoltre seppe far tacere le rivalità tra i cittadini creano uno spirito di collaborazione. Egli non fu un tiranno nè un monarca assoluto, ma guidò la repubblica nel massimo rispetto delle istituzioni democratiche. Pericle favorì i commerci e l’agricoltura, fondò colonie, aprì scuole e teatri per il popolo e la sua età divenne la più grande e splendida di tutte e fu detta età di Pericle. Ma a tali risultati egli non pervenne senza contrasti. Egli voleva strappare a Sparta l’egemonia sulla penisola greca e a Persia quella sul Mediterraneo orientale e sull’Egitto. Dunque si alleò con Argo, rivale di Sparta. Nello stesso tempo riprese l’ostilità contro la persia ed inviò una flotta ad appoggiare la ribellione antipersiana dell’Egitto. L’impiego delle forze militari ateniesi in due fronti diversi, ebbe esiti disastrosi: la flotta fu distrutta in Egitto e le truppe vennero sconfitte a Tanagra. Il conservatore Cimone fu richiamato dell’esilio e dopo essere riuscito a concludere una tregua trentennale con Sparta,partì in una spedizione contro i Persiani, dove perse la vita. Pericle tornò al potere e concluse con i Persiani la pace di Callia (449 a.C.), con cui si stabiliva che i Persiani non avrebbero più solcato con navi da guerra il mare Egeo e gli ateniesi avrebbero rinunciato ad ogni espansione in oriente. Allo stesso tempo gli ateniesi accantonarono ogni programma espansionistico nella penisola greca dopo la sconfitta subita a Coronea (447 a.C.) ad opera degli spartani che, imposero agli avversari una pace trentennale con cui si sanzionava l’egemonia di Sparta in terraferma e quella di Atene sull’Egeo. Fu questo periodo di pace che diede ad Atene quello splendore politico, aritistico e culturale mai più raggiunto. Con Pericle si attuò ad Atene una vera democrazia, la partecipazione del popolo alla vita dello Stato e alle sue decisioni. Non solo furono ammessi alle cariche pubbliche per sorteggio tutti i cittadini, ma agli eletti veniva concessa in base alla carica ricoperta una retribuzione: mistoforia.

Egli inoltre affermò alcuni ideali quali la parità di tutti i cittadini di fronte alla legge (isonomia) e la libertà di parola (isegoria). Anche i poveri potevano accedere alle magistrature; perdettero poi il loro potere l’Areopago e l’Arcontato in favore del collegio degli strateghi. Pericle modificò anche la lega di Delo, portando il suo tesoro ad Atene e trasformando l’alleanza in una vera subordinazione ad Atene che dettava norme e imponeva direttive. Tuttavia, grazie a Pericle, Atene risorse dalle rovine delle guerre persiane più splendida di prima: sull’Acropoli venne eletto il Parternone, tempio grandioso dedicato ad Atena e vennero innalzati l’Eretteo, il tempio alla Vittoria Aptera(ossia senza ali) e i Propìlei,due immensi colonnati.