L’espansione di Roma durante l’ultima eta regia

L’espansione di Roma durante l’ultima eta regia

L’espansione di Roma durante l’ultima eta regia


I tre re di origine etrusca si appoggiarono sui ceti artigianali e commerciali sfruttando la non sopita rivalità tra elemento latino e sabino. Tarquinio Prisco estese i domini romani ai territori al di là dell’Aniene, conquistando parecchi centri latini. Servio Tullio costruì sull’Aventino, ancora fuori dalle mura, un tempio dedicato a Diana, divinità di cui erano devoti le genti latine dei colli Albani e vi fece inserire un iscrizione in cui venivano citati i nomi delle comunità latine aderenti a questo nuovo centro di culto avente carattere evidentemente federale, Tarquinio il superbo attuò una politica mirante a legare a Roma i centri più notevoli dei colli Albani, sviluppatisi dopo la distruzione di Alba Longa. A questo periodo risale la creazione della leggenda dell’origine troiana di Roma. Poiché vi era una discrepanza temporale tra la distruzione di Troia e la fondazione di Roma si creò una relazione tra la discendenza di Enea e i re di Alba Longa che venne poi conquistata da Roma. Il fatto che Ascanio figlio di Enea fosse fondatore di Alba Longa da cui sarebbe disceso poi Romolo costituiva elemento per rivendicare su basi mitiche la supremazia da parte di Roma , in quanto discendente da Alba Longa sul Lazio.
Da questi elementi si comprende come fu proprio durante la fase etrusca della monarchia che si ebbe l’affermazione definitiva dell’elemento latino a Roma. Carattere comune dei tre re etruschi è il grande impulso che diedero allo sviluppo urbanistico della città. Tarquinio Prisco costruì la Cloaca Massima e livellò il Foro. Servio Tullio eresse due templi uno dedicato a Diana l’altro alla dea Fortuna, e cinse la città di un sistema di mura difensive con uno sviluppo di 7 Km. Le mura serviane racchiudevano tutti i colli tranne l’Aventino. Tarquinio il Superbo costruì un tempio dedicato alle tre divinità di Giove, Giunone e Minerva e chiamò lo scultore etrusco Vulca a decorarne il frontone con statue di terracotta.
Ai re etruschi si deve l’introduzione in campo militare della tattica politica che consisteva nel manovrare fanti dotati di pesanti armi di bronzo che solo in pochi ricchi erano in grado di procurarsi. Servio Tullio creò sulla base del censo la nuova unità di base dell’esercito la centuria, composta da membri delle nuovi e delle vecchie genti, che venne a sostituire per importanza la curia anche se questa non venne mai eliminata. La centuria assumerà rilievo anche politico quando dopo la fine della monarchia, i comizi centuriati eleggeranno i consoli saranno destinati a diventare i capi dello Stato. 
Grazie all’incremento della popolazione il successore di Servio Tullio, Tarquinio il Superbo ebbe i rincalzi sufficienti per operare un ulteriore espansione verso i colli Albani. Mentre fu più difficile procedere all’espansione verso il sud dove esistevano città già sviluppate come Lavinio e Ardea. E difatti la tradizione rappresenta Tarquinio impegnato ad assediare proprio Ardea mentre a Roma veniva abbattuta la monarchia. La conferma di come al tempo del re etrusco Roma avesse acquisito una notevole influenza in tutto il Lazio è data dal trattato stipulato con Cartagine (509 A.c) immediatamente dopo la fine della monarchia. Dal testo tramandatoci dallo storico Polibio si evince chiaramente la prevalenza raggiunta da Roma sul litorale laziale, elemento che è ulteriormente corroborato dalla diffusione del culto di Giove Laziale, in occasione del quale giungevano genti da tutte le città a popolazione latina.
Nell’ultima fase dell’età regia Roma può considerarsi già una grande città: considerando che la cinta difensiva si estendeva per 7 Km, anche prendendo in considerazione le ampie zone di verde presenti nel territorio urbano si può ipotizzare che in quel periodo fossero presenti 15-20000. abitanti. Se si aggiunge il contado con la zone dell’Aniene e dei Colli Albani la popolazione sotto il controllo di Roma doveva aggirarsi sui 50-60000 abitanti.