Leopardi Il passero solitario Parafrasi

Leopardi Il passero solitario Parafrasi

Leopardi Il passero solitario Parafrasi


Leopardi osserva un passero tutto solo,sulla cima della torre del vecchio campanile che cantando per questa valle fino a che non viene sera,l’armonia fa regnare.
L’autore osservando la campagna,nota il brillare della primavera che si manifesta sui campi intenerendo il cuore.
Successivamente riferendosi al “passero solitario” ,gli dice che nonostante lui stesso senta le pecore belare,le mucche muggire e gli altri uccelli che svolazzano armoniosamente festeggiando la loro giovinezza,sta in disparte a guardare,senza volare e gioire,cercando di evitare i divertimenti,cantando solamente,e così trascorrendo quello che dovrebbe essere il momento più bello della sua vita:la giovinezza.

Dopo aver raccontato il comportamento del passero, lo paragona a se stesso dicendo che lui si ritrova nella figura dell’uccello solitario,perché si estranea da divertimento e spensieratezza,la compagnia della gioventù e amore, fratello(sinonimo) di giovinezza,nella quale si sperimenta tutto precocemente.Ma lui stesso ammette che non si preoccupa di tutto ciò, anzi,da loro(compagnia spensieratezza divertimento ecc…) scappa, quasi come fosse straniero a dove è nato,passando la sua giovinezza in completa solitudine.
Allontanandosi dal paragone con il passero,parla del giorno di festa per il paese, che si sta volgendo al termine,nella quale lui si allontana dalla allegria di Recanati dirigendosi verso la campagna,dalla quale comunque si può udire il rumore emesso dallo sparare dei fucili,che rimbomba di casa in casa.
In questo giorno la gioventù di Recanati si veste il meglio possibile per questa festa,abbandonando le proprie case e recandosi nelle vie cittadine dove guarda la gente e si fa guardare,in un clima di allegria.
Mentre l’autore preferisce stare in una remota parte della campagna nell’aria primaverile e rimanda a un domani l’allegria.
Il tramonto del sole dopo il giorno sereno che tra i monti scompare, cade simboleggiando la fine della gioventù.
Poi l’autore ritorna a parlare del passero dicendo che arrivata sera non si renderà conto dell’errore commesso che è frutto della sua scelta per natura (perché Leopardi ritiene la natura responsabile dell’infelicità dell’uomo).
Invece lui stesso (Leopardi) riflettendo sulle sue scelte,riguardanti come lui ha voluto trascorrere la giovinezza immagina quando sarà vecchio guardandosi indietro si pentirà di come per sua scelta ha trascorso il momento che dovrebbe essere stato il più bello della sua vita.

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