BATTISTA ALBERTI

BATTISTA ALBERTI

ARCHITETTO LEON BATTISTA ALBERTI


LEON BATTISTA ALBERTI  (Genova 1404 – Roma 1472)

Architetto e teorico, è una figura e complessa nel panorama della cultura italiana del 400.  nato a Genova da una famiglia fiorentina in esilio, uomo di vasta cultura, è il codificatore delle teorie umanistiche, alle quali cerca di dare forza storica con l’autorevole sostegno degli antichi (Vitruvio soprattutto) e delle loro opere che inizia a studiare quando soggiorna a Roma impiegato presso la Cancelleria Pontificia. Dal 1439 al 1443 soggiorna a Firenze dove ha modo di frequentare artisti come Donatello e Brunelleschi. Intensi sono gli scambi di idee e riflessioni sulla teoria della prospettiva. Nel trattato della pittura (1435) enuncia le leggi matematiche che sottostanno alla rappresentazione della profondità spaziale, punto di riferimento fondamentale per tutta la successiva pittura occidentale.  Intervenne anche nella dibattuta questione della lingua difendendo l’uso del volgare al posto del latino. La maggior opera teorica dell’Alberti fu il trattato De Aedificatoria terminato nel 1452 sull’architettura del rinascimento. Il trattato prende esempio da quello di Vitruvio anche nella suddivisione in 10 libri. Nel 1450 scrisse i Libri della Famiglia, manifesto culturale dell’uomo del Rinascimento .L ‘Alberti prestò la sua opera di architetto a Mantova, Rimini e in altre città del Nord  Italia ed ottenne importanti incarichi a Roma con papa Niccolo V gli fu affidato il rifacimento di antichi edifici tra cui le Chiese di santo Stefano e Santa Maria Maggiore. I maggiori progetti architettonici datano 1445 ma egli fu sempre più attivo sul versante teorico che su quello pratico. La purezza del suo stile che preparò la strada a Bramante ed influenzò tutta l’arch. Occidentale, è ben espressa nella facciata della Chiesa di san Francesco (poi chiamata tempio malatestiano) a Rimini ispirata all’arco di Augusto della stessa città.

Raffronto tra l’alberti e il Brunelleschi : anche se li lega il comune culto per la classicità romana, una concezione radicalmente diversa  dell’architettura li separa, una visione opposta dell’arte. Il Brunelleschi affida le sue concezioni architettoniche all’azione costruttiva della linea. L’Alberti a quella della massa. Il primo si serve di una linea agile ed elastica, il secondo della massa vigorosa.

Opere: Chiesa di san Francesco ( la struttura dei fianchi dell’edificio riprende l’architettura degli  acquedotti romani con l’alternarsi di arcate e pilastri quadrati mentre l’area presbiteriale doveva essere a pianta circolare e coperta da una cupola sul modello di quella del Pantheon di Roma, di questa forma ci resta una medaglia di Matteo de Pasti) – Palazzo Rucellai (1446-1451 Firenze splendido esempio di arch. Civile. La facciata ricoperta da bugnato levigato a conci di dimensioni variate, è scandita in senso verticale dal sovrapporsi di tre ordini classici (pilastri tuscanici, ionici e corinzi), e in senso orizzontale dalla raffinate finestra a moduli quadrati e circolari inscritte tra lesene secondo rapporti misurati) – Chiesa di Santa Maria Novella (Firenze Giovanni Rucellai finanziò anche il rimodernamento della facciata di questa chiesa. L’alberti si trovò di fronte alla difficoltà di inserirsi in un complesso di epoca diversa da quella coeva. Egli lo risolse con intelligenza e sensibilità dividendo nettamente le due parti (quella inferiore, gotica da quella superiore, rinascimentale) con una doppia cornice contenente un motivo geometrico a quadrati ripetuto per tutta la lunghezza.  Al di sopra della cornice egli segna l’altezza della navata centrale con una zona saliente, ritmata da 4 lesene sporgenti e coronata da un frontone. Gli inserti a 2 colori chiarificano  le superfici . due grandi volute raccordano nella facciata l’altezza della navata centrale da quelle laterali) – Chiesa di Sant’Andrea (Mantova  edificio a croce latina a navata unica dove vi si realizzano le principali idee dell’Alberti. La proporzione innanzi tutto: l’elemento modulare è il quadrato che moltiplicato e diviso consente il raggiungimento della perfetta correlazione di tutte le parti. Sull’unica navata si affacciano con ampi archi cappelle minori che risultano come grossi pilastri che intervallano il movimento delle imponenti arcate laterali. Tutta la copertura è con volte a botte: domina quindi la linea curva. Sulla facciata alte lesene coronate da capitelli corinzi culminano in una trabeazione classicheggiante sovrastata da un frontone L’arco a tutto sesto è modulo ripetuto oltre che nel portale centrale nelle nicchie laterali e raddoppiato in cerchio nel timpano)

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