LE CROCIATE E LE REPUBBLICHE MARINARE

LE CROCIATE E LE REPUBBLICHE MARINARE

LE CROCIATE E LE REPUBBLICHE MARINARE


Se le Crociate fallirono (infatti come vedremo l’unica Crociata che ottenne risultati vittoriosi fu la prima) nei loro scopi principali quali fermare l’Islam, riunire la Chiesa Ortodossa sotto la Chiesa di Roma, salvare Gerusalemme e Costantinopoli, ne raggiunsero invece uno a cui forse nessuno aveva pensato: lo sviluppo della potenza marittima di Genova, Venezia e Pisa. Fin dal principio d’altronde, i Crociati avevano dovuto cercare nelle flotte delle città marinare un compenso alla mancanza di aiuto e di rifornimenti da parte di Bisanzio, ed avevano ripagato questo aiuto con la concessione di una serie di privilegi commerciali. Per primi furono i Genovesi a muoversi: nel 1097, saputo che i Crociati che assediaviano Antochia erano in difficoltà per la mancanza di viveri, arrivarono di propria iniziativa con i rifornimenti, venduti a prezzi piuttosto alti, date le circostanze. Da qui si giunse al diritto che i Genovesi avevano di prendere un terzo del bottino di ogni città conquistata. L’accordo si stipulò nel 1100 e fu scritto a lettere d’oro su una parete della Chiesa del Santo Sepolcro, sottoscritto da Baldovino. Nello stesso anno i Veneziani, per altri favori, ebbero il consenso a saccheggiare il centro di Haifa, mentre un anno prima i Pisani avevano avuto un intero quartiere di Giaffa. Ma i nostri connazionali capirono che questo non era il modo per assicurarsi un maggior guadagno, bisognava cercare di “investire”, di porre le basi per un guadagno che sarebbe stato lungo, duraturo e redditizio, bisognava approfittare della situazione per impadronirsi dei punti nevralgici del mercato Orientale, che uniti a quelli del mercato Occidentale avrebbero formato un vero impero. Così le Repubbliche Marinare chiesero ai signori delle Crociate privilegi e concessioni più solide e durature: esenzioni dalle tasse, il diritto di organizzarsi e di amministrarsi secondo le proprie leggi, monopoli nell’importazione e nell’esportazione di merci. In questo modo le Repubbliche Marinare in pochi anni crearono e dominarono il sistema economico dei regni Latini di Oriente. Si può dunque ben dire che grazie alle Crociate la penisola Italiana divenne il più ricco paese dell’Europa Medievale e si avviò così ad esercitare quella supremazia economica sl resto dell’Occidente che essa doveva conservare fino all’alba dei tempi moderni. Il contatto con la civiltà Orientale, in un tempo in cui l’Europa feudale era ancora vicina alla barbarie, permise inoltre un eccezionale sviluppo della cultura e del senso artistico nelle città Italiane, arricchite dal traffico con il Levante. Mentre i castelli feudali dei Crociati e degli ordini monastico-cavallereschi sparivano dopo pochi decenni travolta dalla controffensiva Musulmana, questo prezioso capitale di ricchezze e di civiltà accumulato dall’Italia nell’età delle Crociate doveva rimanere per secoli uno dei fermenti vitali più fecondi della storia Medioevale.