LE ANTICHE CIVILTÀ PRECOLOMBIANE

LE ANTICHE CIVILTÀ PRECOLOMBIANE

LE ANTICHE CIVILTÀ PRECOLOMBIANE

IL CONTINENTE AMERICANO NELLA PRIMA METÀ DEL XVI SECOLO
I primi nativi che gli Europei incontrarono nelle isole caraibiche conducevano una vita “primitiva”: erano insediati in villaggi, avevano un’organizzazione sociale assai semplice e un’economia di sussistenza basata su agricoltura, caccia, pesca e raccolta. Addentrandosi nel continente, gli esploratori vennero invece a contatto con forme di civiltà molto evolute e raffinate, come quella dei Maya, quella degli Aztechi e quella degli Incas.
La civiltà Maya
Organizzato in una serie di città-Stato indipendenti, non alleate tra loro e governare da re-sacerdoti, l’antichissimo popolo dei Maya (insediato nella penisola dello yucatàn e nella regione dell’attuale Guatemala), era suddiviso in tante piccole comunità dedite soprattutto alla coltivazione del mais. Le loro città principali più che centri abitati erano veri e propri santuari, dove risiedevano unicamente i sacerdoti. I Maya avevano una profonda conoscenza delle scienze astronomiche, fisiche e matematiche. Inoltre utilizzavano una scrittura geografica che a tutt’oggi non è stata completamente decifrata.
CHICHEN ITZA, IMPONENTE OPERA DEI MAYA
Dopo un periodo di crisi e di lotte interne, succeduto a una lunga fase di grande splendore ( Antico Impero), nel periodo cosiddetto del Nuovo impero (X-XVI secolo) alcune tribù maya riportarono la pace nel paese e a mantenerlo prospero sino alla fine del XII secolo, quando una lunga serie di guerre civili condotte con estrema violenza ne segnò la rovina. La disgregazione definitiva si ebbe verso la fine del XV secolo.
Curiosità:
  1. I Maya avevano predetto la fine del mondo nell’anno 2012, ma per nostra fortuna e da come possiamo constatare, la predizione è stata sbagliata.
  2. Il Chichen Itza è considerato una delle sette meraviglie MODERNE.
  3. I Maya erano esperti astronomi, in grado di osservare i pianeti e le stelle con incredibile precisione, pur non possedendo né telescopi né strumenti moderni. I templi maya sono molto alti, per avere dalla sommità una visuale dei punti più lontano dell’orizzonte. 
La civiltà degli Aztechi
Di più recente formazione era l’impero degli Aztechi, una popolazione non originaria dell’antico Messico, ma discesa dal nord intorno alla metà del XIII secolo. Obbligati a insediarsi sugli isolotti malsani della costa per la forte ostilità delle popolazioni indigene, nel corso del XIV e del XV secolo gli Aztechi erano però riusciti , soprattutto sotto il regno di Montezuma I, salito al trono nel 1440, a dare vita a un’ampia dominazione territoriale sottomettendo quasi tutte le tribù del Messico centrale: si creò così un vasto impero, la cui capitale era Tenochtitlàn ( che significa “casa del dio della guerra”), l’antica città sulla quale è costruita l’attuale Città del Messico.
Il popolo azteco si differenzio dalle altre civiltà americane anche per il particolare fervore religioso e guerresco e per l’estesa pratica dei sacrifici umani a scoop rituale: la religione, infatti, di tipo politeistico, influenzava tutti gli aspetti della vita sociale e politica.
Dal punto di vista economico gli Aztechi seguirono inizialmente un sistema che potremo definire “comunistico” e che era stato incoraggiato dall’estrema povertà dei territori agricoli. La società era divisa in clan, ognuno dei quali possedeva un proprio quartiere, proprie terre e proprie case, e gestiva in modo comunitario, mediante un consiglio di anziani, tutta la vita del gruppo.

CURIOSITÀ:

Gli aztechi erano grandi matematici e astronomi, e avevano messo a punto un calendario che divideva l’anno in 260 giorni, costituito da cicli di 20 giorni e di numeri dall’1 al 13. Alcuni giorni erano considerati positivi, altri negativi, e ciò influiva sull’andamento degli eventi quotidiani. I giorni erano raggruppati in segni, ognuno con specifiche caratteristiche, dai nomi come Pioggia, Scimmia, Casa che rievocavano immagini strettamente connesse alla natura, al regno animale e alle vicissitudini umane.

L’impero degli Incas
Nel XIII secolo, nel vasto territorio delle Ande sin dal III millennio a.C., era sorto l’unico vero impero del Sud America: quello comunemente detto impero degli Incas.
La vita dello Stato veniva così regolata in modo quasi assolutistico dal re, che era ritenuto discendente direttamente dal Sole. Tutto era posto sotto il suo controllo.
La religione inca era fondata su un ricco pantheon di divinità, ma soprattutto sul culto degli astri e più in particolare della coppia Sole-Luna, principio fecondatore ed elemento attivo di vita. Non mancavano neppure i sacrifici cruenti, ma presso gli Incas la vittima era di solito il Lama, l’animale domestico più utile. Solo eccezionalmente venivano sacrificati bambini e vergini, considerati elementi puri e quindi sacri.
I RESTI DELLA CITTÀ INCA DI MACHU PICCHU
Proprietario dell’interno territorio, il sovrano inca ne teneva per sé un terzo, ne affidava un terzo al clero e distribuiva l’altro terzo alle singole famiglie, in base alla loro rilevanza sociale.
Gli Incas costruirono enormi fortezze e una fitta rete stradale, che si diramava dalla capitale Cuzco, eretta a 3400 metri di altezza con un’ardita opera di ingegneria, la quale favoriva sia l’assoluto controllo sul territorio del sovrano, sia gli scambi commerciali di prodotti artigianali e agricoli.
CURIOSITA:
 
Vi sono teorie di ufologi che sostengono che la costruzione della città (Machu Picchu) sia antecedente la popolazione degli incas e potrebbe essere opera di extraterrestri in quanto il punto in cui è stata costruita la città è impervio e difficoltoso da raggiungere se non per via aerea, il trasporto delle pesanti e voluminose pietre necessarie alla costruzione dei locali della città era molto difficoltoso, troppo difficoltoso per una popolazione che non conosceva l’utilizo della ruota, le pietre erano levigate con tecniche che non potevano essre conosciute dalla popolazione dell’epoca.