L’assiuolo commento

L’assiuolo commento

L’assiuolo di Pascoli parafrasi prosa e analisi


commento

Giovanni Pascoli, L’ASSIUOLO

L’Assiuolo di Giovanni Pascoli (1855-1912) è tratto da Myricae, poesie con pochi versi in cui vengono descritti aspetti umili della vita quotidiana. In questa lirica c’è un quadro statico del paesaggio, l’autore si serve della natura per mandare un proprio messaggio e ci sono molti elementi che hanno un valore simbolico. La poesia è dedicata all’assiuolo, un piccolo predatore notturno con la fama di portatore di sventura e il suo canto è reso con una onomatopea cioè un insieme di suoni che imita un rumore. L’idea di mistero che domina la poesia è dovuta a vari elementi naturali come la nebbia, la luna che non c’è, il nero di nubi e l’assenza di uno schema logico: tutto ciò da alla poesia una sensazione di angoscia e inquietudine.
I versi sono novenari con, alla fine, un suono monosillabico e onomatopeico CHIU’ che è significativo, Pascoli ha voluto metterlo in risalto. Quello che Pascoli prova in questa poesia è il presagio di morte come dice nell’ultima strofa. “e c’era quel pianto di morte”.
Questa poesia comunica angoscia e inquietudine attraverso elementi naturali del paesaggio.

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