L’arte minoica

L’arte minoica

Coeva allo sviluppo dell’arte egiziana, l’arte cretese (detta anche minoica dal nome del mitico personaggio Minosse) veniva affermando una diversa visione dell’arte. A Creta si sviluppò una civiltà dai caratteri più liberi e fantasiosi, meno condizionata da poteri forti e, forse data la sua condizione insulare, meno angosciata da guerre e da saccheggi e quindi meno oppressa dalla militarizzazione della propria società. La vita si svolgeva in grandi palazzi, che al proprio interno avevano la dimensione e la differenziazione di un intero villaggio. Qui l’arte aveva innanzitutto il compito dell’architettura: plasmare l’habitat di vita. E lo faceva senza forzature eccessive. La composizione dell’edificio avveniva adattandosi al luogo con varietà planimetrica ed altimetrica sconosciuta ad esempio nell’architettura egizia o sumera.

In questi palazzi l’arte figurativa giocava un ruolo fino ad allora inedito: quello della decorazione. Le immagini cioè non venivano utilizzate per rappresentare concetti da comunicare come nell’arte egiziana ma per abbellire i luoghi di vita. E quindi il carattere richiesto ad un’arte così intesa è ovviamente la bellezza. Il fine è quello del godimento estetico. Fu proprio in questo momento che nacque l’idea che arte è sinonimo di bello. Concetto poi trasmesso all’arte greca e di qui giunto fino a noi, anche se più come preconcetto visto che oggi non coincide con il nostro giudizio sull’arte se non a livello popolare.

L’arte cretese rispetto a quella egiziana appare più libera e spontanea. Ha caratteri di freschezza rappresentativa, che riescono a cogliere la realtà con immediatezza e sintesi felice. È un arte quindi di tipo naturalistico anche se non esente da qualche tecnica antinaturalistica. Le figure si affidano soprattutto al disegno della linea di contorno; i colori sono stesi senza effetti chiaroscurali ma con campiture uniformi e vivaci, che finivano per esaltare il valore decorativo di queste immagini rispetto a quello mimetico.

L’arte, sia come architettura che come pittura, nella cultura cretese appare come un’unica attività tesa al bello. Nel suo caso arte e artificio tendono a coincidere, in quanto tutta la produzione umana viene a soddisfare la identica domanda di qualità.

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