L’arte dei popoli mesopotamici

L’arte dei popoli mesopotamici

La civiltà mesopotamica: caratteri generali


La vasta e fertile pianura percorsa dai fiumi Tigri ed Eufrate (Mesopotamia vuol dire regione fra i fiumi) presenta, già in epoche molto remote, lo sviluppo di civiltà agricole, ma per la sua posizione centrale e per la difficoltà di difendere i confini, subì frequenti invasioni e immigrazioni, dando vita a diverse civiltà (Sumera 3500-2350 a.C., 2150- 1100 a.C., Accadica 2350-2150 a.C., Babilonese 1730-1100 a.C., 612-538 a.C., Assira 1100-612 a.C.).

Geograficamente il paese era diviso in una regione meridionale (Babilonia e Caldera) ed in una settentrionale (Assiria) le cui città più importanti erano Assur e Ninive.

L’arte dei popoli mesopotamici

L’architettura

Nella Mesopotamia appare già in epoca remotissima, l’uso del mattone d’argilla seccato al sole e le costruzioni sono composte da mattoni crudi collegati da un legante a base di asfalto. Spesso i mattoni vengono smaltati con vivaci colori, mentre nelle coperture vengono realizzate strutture ad arco e a volta.

Con i sumeri si sviluppa una grande architettura religiosa i cui templi assumono la caratteristica struttura a terrazze nota come ziqqurat, una sorta di montagna sacra destinata a collegare il Cielo con la Terra mediante sette terrazze successive dai diversi colori. Ricordiamo i templi di Uruk e la grandiosa Ziqqurat di Ur eretta durante il Regno di Sumer e Accad (Periodo Neo-sumerico 2150-1750).

Durante il regno degli Assiri sono notevoli soprattutto le grandiose costruzioni dei Palazzi fortificati fra cui il più importante è quello di Sargon II a Khorsabad: circondato da mura intervallate da torri, presenta vari portali ad arco racchiusi tra due torrioni; all’interno si ergeva uno ziqqurat e si aprivano diversi cortili.

Del secondo Impero Babilonese ricordiamo la città di Babilonia con le sue grandiose fortificazioni e il Palazzo di Nabucodonosor, famoso per i suoi giardini pensili ritenuti una delle sette meraviglie del mondo e racchiuso da un’ulteriore cinta muraria su cui si apriva la famosa Porta di Ishtar (oggi ricostruita al Museo di Berlino) con la vivace decorazione a piastrelle smaltate.

La scultura

Tra le numerose opere dei Sumeri ricordiamo:

statuette di oranti e ritratti di personaggi rappresentanti per lo più in piedi e con le mani unite; starete di divinità;

lo Stendardo di Ur: grande mosaico di lapislazzuli e conchiglie trovato nella più grande delle tombe reali di Ur e che rappresenta il corteo dell’esercito vittorioso;

il montone nel roseto: scultura in oro e lapislazzuli estremamente raffinata; –opere di oreficeria come la testa di toro fissata su un’arpa e altri animali in rame e pietre preziose;

sigilli cilindrici in pietra con raffigurazioni incise destinate a essere impresse sulle tavolette d’argilla: rappresentano una delle forme più tipiche dell’arte sumerica.

Dell’arte neo-sumerica ricordiamo le statuette in pietra che rappresentano Gudea, governatore di Lagash e che evidenziano il carattere fermo e sereno del personaggio.

Nel 2350 a.C. il popolo semita degli Accadi guidati dal re Sargon, conquistano il regno dei Sumeri. La loro arte è finalizzata a esaltare le imprese militari, come testimoniano le steli di Sargon e di Naram-Sin che celebrano le vittorie dei re.

Nel 1730 a.C. il re amorreo Hammurabi fondò il Primo Impero babilonese lottando contro i popoli limitrofi; divenne famoso per il suo Codice di leggi, del quale si conserva un Codice di Hammurabi in granito nero con bassorilievo terminale e scrittura in caratteri cuneiformi.

Del Secondo Impero Babilonese è invece il fregio in ceramica smaltata che ornava le mura di Babilonia con figurazioni di animali.

Tra il Primo e il Secondo Impero babilonese gli Assiri, inizialmente sottomessi ai Babilonesi, creano un regno indipendente che raggiunse il suo massimo splendore sotto il re Assurbanipal.

L’arte di questa civiltà presenta figurazioni di carattere sacro in cui si sviluppa fortemente l’iconografia di dei, demoni e animali simbolici, e insieme, mostra una vasta produzione di opere decorative e celebrative di carattere profano. Ricordiamo in particolar modo:

statue a tutto tondo di personaggi (Assurbanipal II), dei e demoni (Pazuzu). Da ricordare anche i tori alati dai volti barbuti del Palazzo di SargonII;

rilievi con scene di caccia e di guerra di Assubanipal provenienti dal Palazzo di Ninive, di cui vanno citati il naturalismo e la vivacità delle descrizioni. Da ricordare inoltre i rilievi di Nimrud con raffigurazioni naturalistiche e di dei;

sigilli: l’arte dei sigilli assume presso gli Assiri una nuova freschezza ed originalità.