Lampo di Giovanni Pascoli

Lampo di Giovanni Pascoli

E  cielo e terra si mostrò qual era:

la terra ansante, livida, in sussulto;

il cielo ingombro, tragico, disfatto:

bianca bianca nel tacito tumulto

una casa apparì sparì d’un tratto;

come un occhio, che, largo, esterrefatto,

s’apri si chiuse, nella notte nera.

Parafrasi:

Sia il cielo sia la terra (al manifestarsi del lampo) si mostrarono per come erano: la terra (appariva) affannata, grigia, in sussulto; il cielo (appariva) coperto, cupo, sconvolto: nella silenziosa agitazione apparve una casa bianchissima e scomparve improvvisamente; come un occhio, che, atterrito, si aprì e si chiuse nella notte buia.

Analisi:

In questa poesia la natura, con la sua impetuosità, sconvolge anche se stessa: le calamità naturali che di solito stravolgono l’operato dell’uomo, in questo caso colpiscono terra e cielo.

Questi elementi, infatti, personificati nel testo, sono ugualmente coinvolti nello scompiglio del temporale e provano quasi sentimenti umani (“ansante”, “in sussulto”, “disfatto”). Il lampo per un istante ci consente di osservare questo scenario.

L’apparizione della casa è paragonata a quella di un occhio che si apre sollevando all’improvviso le palpebre. Si tratta di un’immagine fortemente impressionistica che risulta quasi fantastica come se la natura diventasse uno scenario sovrannaturale e inquietante.

Da notare che “apparì/sparì” e “si aprì/si chiuse” sono concetti che si susseguono velocemente; proprio per evidenziare questa immediatezza dei tempi non sono adoperate congiunzioni o segni d’interpunzione.

Genere: ballata di endecasillabi.

Schema delle rime: ABC BCCA.

Figure retoriche:

“Terra ansante” (riga 2) – personificazione

“Cielo tragico” (riga 3) – personificazione

“Bianca bianca… sparì” (riga 4 e 5) – iperbato

“Tacito tumulto” (riga 4) – ossimoro

“Apparì sparì” (riga 5) – contrapposizione, antitesi

“Come un occhio” (riga 6) – similitudine

Ai versi 2 e 3 c’è un parallelismo composto da un sostantivo seguito da tre aggettivi.