LA VITA A SPARTA

LA VITA A SPARTA

LA VITA A SPARTA


La città di Sparta venne fondata da popolazioni di stirpe dorica, nella fertile valle del fiume Eurota. Quando fu fondata Sparta, il territorio venne suddiviso in lotti. Ogni lotto fu assegnato ad uno spartiate. Altre parti di terra, vennero date al re, ai suoi funzionari e ai templi. L’ordinamento politico e sociale della città, veniva fatto risalire dagli Spartani al legislatore Licurgo. Gli spartani godevano nella città di una posizione di assoluto predominio. Chi diventava debitore dello Stato decadeva nella condizione di “cittadino di minor diritto”! Le popolazioni del luogo, non di origine greca, erano invece divise in iloti e perieci. Privi di qualsiasi diritto erano gli iloti, costretti a lavorare nel kléros di uno spartiate. Al loro padrone corrispondevano la metà dei prodotti della terra e dovevano anche combattere in caso di guerra. All’inizio di ogni anno gli iloti erano vittime di un’usanza feroce: la kruptéia, che serviva agli spartiati per mantenere gli iloti nel terrore! L’altra parte della popolazione, i perieci, veniva invece lasciata vivere con una certa autonomia. Il loro obbligo era di combattere in guerra come opliti. La civiltà spartana si basò sull’esaltazione delle virtù guerriere: morire in battaglia per la polis costituiva il massimo onore per uno spartiate. Tutto sommato fu un esempio di società chiusa e rigida! Al vertice politico della società c’erano due re, che però presto persero molto del loro dovere e vennero affiancati da tre organi istituzionali. L’apèlla era l’assemblea degli spartiti, che si radunava una volta al mese, e decideva sulle questioni più importanti che riguardavano la vita e la sicurezza della città. Questo fece sì che acquistasse notevole potere la gherusìa, un consiglio di anziani composto dai due re e da ventotto Spartiati. Sparta creò un organismo politico, la lega peloponnesiaca, di carattere militare.