LA VENDETTA DI EFESTO

LA VENDETTA DI EFESTO

LA VENDETTA DI EFESTO


Efesto, dio del fuoco, è un fabbro e un artista eccellente, tant’è vero che dei ed eroi ricorrono a lui quando hanno bisogno di un’arma bella e invincibile. Eppure non vive sull’Olimpo, come sarebbe suo diritto. C’è una ragione…

Efesto, pur essendo figlio della bellissima Era e del grande Zeus, nacque così brutto che sua madre, vedendolo, emise un grido d’orrore e lo scagliò giù dall’Olimpo con tutta l’energia che aveva in corpo.
Il poverino cadde per un giorno intero e finì in mare, dove le ninfe, pietose, lo raccolsero e lo allevarono nell’isola di Lemno, che essendo vulcanica ardeva di fuochi.
Efesto fu subito attratto dal bel colore della fiamma e sin da bambino si dedicò con applicazione all’arte di fabbro. Aveva un’officina anche nel cratere dell’Etna, dove con l’aiuto dei Ciclopi, giganti con un occhio solo, fabbricava armi e ornamenti per gli dei.
Per sé creava degli oggetti straordinari : tavoli con tre gambe che si spostavano da soli e perfino delle ancelle-robot tutte in oro, che si muovevano come fossero vive e alle quali si appoggiava quando era stanco.
Il dio del fuoco era zoppo e si stancava facilmente.
Lo tormentava il dubbio che, a ridurlo così, fosse stata sua madre, buttandolo via come una bambola rotta, perciò un giorno pensò bene di fare ad Era un regalo apparentemente bellissimo, che però era una specie di trappola: un sedile d’oro, tutto scolpito e decorato, che brillava al sole.
La regina degli dei trovò che una sedia tutta d’oro fosse adatta al suo rango, ma appena vi prese posto lanciò subito un grido : era legata al “regalo” di Efesto da mille invisibili fili e non poteva più muoversi.
Inutilmente gli dei si impegnarono attorno a lei nel tentativo di liberarla : era chiaro che solo il costruttore conosceva il segreto di quella sedia infernale. Zeus mandò a chiamare Efesto, che se ne era già tornato a Lemno, e gli chiese di liberare la madre.
Il fabbro divino si fece un po’ pregare, poi accettò, ma a un patto : avere un posto tra gli altri dei, nell’Olimpo. Era si brutto, ma del tutto simile a loro.
Zeus accettò, Era fu libera ed Efesto soddisfatto.
Anche se poi nell’Olimpo, si fermò poco. Si trovava meglio tra i Ciclopi.