La svolta copernicana

La svolta copernicana

La svolta copernicana


La pubblicazione nel 1543 del “ De revolutionibus orbium caelestium”di Copernico sconvolse profondamente il pensiero astronomico e cosmologico.

Nella prefazione del libro l’astronomo si rivolse al pontefice Paolo III  perché le sue teorie non fossero messe al bando. Copernico infatti dimostrò che non era la terra, come sostenevano i tolemaici (secondo la teoria geocentrica), ad essere ferma al centro dell’universo, bensì il sole (teoria eliocentrica). Fece questo perché dai “suoi colleghi matematici” non aveva ereditato altro che dati sbagliati, che attribuivano ai pianeti e alle stelle posizioni mai occupate; inoltre non furono nemmeno in grado di scoprire la forma dell’universo e l’immutabile simmetria delle sue parti.

Iniziò ad elaborare la sua teoria dopo aver riletto gli scritti  di Cicerone su Iceta (v a.c) e Plutarco, filosofi greci che avevano intuito che la terra si muoveva.

Nei primi capitoli della sua opera lo scienziato polacco teorizzò la sfericità del mondo (“ La sfera è la forma più perfetta di tutte perciò nessuno può dubitare che tale forma sia stata attribuita ai corpi divini.“) e della terra, affermando che da ogni lato si appoggia al suo centro ,formando una sola sfera con l’acqua (“i recenti viaggi di esplorazione hanno fornito una ragione geometrica al fatto che l ’America sia diametralmente opposta all ’ India”). L’ultima  premessa per l’elaborazione della sua teoria fu la dimostrazione che il moto dei pianeti è circolare (“ La rotazione in circolo costituisce la possibilità naturale di moto di una sfera. Vi sono poi più moti nella moltitudine delle sfere, il più evidente è la rivoluzione quotidiana”).

 A questo punto il fisico ipotizzò che la terra si muove circolarmente e ne analizzò la posizione : “Poiché il cielo è la dimora comune di tutti, non si vede perché non si debba attribuire il moto più al contenuto che al contenente. Furono di questa opinione Eraclide, Ecfanto il pitagorico ed Iceta di Siracusa, secondo Cicerone, i quali attribuirono alla terra un moto di rotazione nel centro dell’universo. Per quanto riguarda la posizione della terra  il fatto che la terra possa muoversi liberamente fa supporre che abbia più di un semplice moto assiale attorno al centro dell’ universo, addirittura  potrebbe staccarsi da esso (teoria di Filolao il pitagorico) .

Successivamente elaborò vere e proprie tesi , portando tali argomentazioni:

– Perché esitare ancora ad attribuire una mobilità naturale alla sua forma [sferica] piuttosto che supporre che si muova l’universo intero, i cui confini sono ignoti (è qui evidente il dualismo tra “mondo terrestre e mondo celeste”).

– Il fatto che la terra non sia al centro di tutte le rivoluzioni invece è dimostrato dal moto dei pianeti che appare irregolare e dalle loro distanze dalla terra, che variano.

E giacché esistono più centri [un centro per tutti i moti orbitali ed un centro terrestre] anche sul centro della terra qualcuno avrà dubbi se sia proprio il centro di gravità dell’universo o piuttosto non lo sia. Inoltre se trasferiamo il moto del sole alla terra, ritenendo  il sole  in posizione di riposo allora il sorgere e tramontare delle stelle risulteranno naturali, mentre le progressioni dei pianeti non sono dovute al loro proprio moto, ma a quello della terra. Infine si penserà  che il sole stesso occupi  il centro dell’universo, il che è suggerito dal razionale succedersi degli eventi (contrapposto alla “viltà” della terra, che si muove costituendo un elemento “disarmonico” confrontato all’armonia dell’universo intero). Quindi è evidente il dualismo fra mondo celeste perfetto e mondo terrestre imperfetto.

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