La struttura morale del Purgatorio

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La struttura morale del Purgatorio

                Come l’Inferno e il Paradiso, anche il Purgatorio è suddiviso in nove sezioni più una: l’Antipurgatorio, composto da due parti: la spiaggetta e la base del monte, sette cornici e il Paradiso terrestre. Nell’Antipurgatorio vi sono i negligenti morti scomunicati (sulla spiaggetta) e gli altri negligenti, ovvero coloro che hanno tardato a pentirsi per diversi motivi: per pigrizia, perché morti di morte violenta o perché distratti da questioni mondane (principi negligenti). Secondo la contabilità del Purgatorio gli scomunicati dovranno rimanere nell’Antipurgatorio per trenta volte la durata del periodo in cui si ribellarono alla Chiesa, mentre le altre tre schiere dovranno fermarsi in quel luogo per un tempo pari alla durata della loro vita.

 

                Le sette cornici rispecchiano i sette peccati capitali: superbia, invidia, ira, accidia, avarizia e prodigalità, gola e lussuria. Le disposizioni al peccato sono curate con le pene del contrappasso: i superbi sono costretti a camminare con la testa gravata da pesanti massi, gli invidiosi hanno le palpebre cucite, gli iracondi sono avvolti da un denso fumo, gli accidiosi corrono incessantemente, gli avari e i prodighi sono sdraiati a terra, i golosi sono magrissimi e continuamente stimolati dalla fame e dalla sete, i lussuriosi sono avvolti dalle fiamme.

I peccati sono a loro volta tripartiti, secondo un criterio che tiene conto della relazione tra la libera volontà del soggetto e l’amore: i primi tre peccati sono propri di coloro che hanno amato il male, il quarto è proprio di chi ha amato troppo poco il bene, gli ultimi sono propri di chi ha amato troppo i beni materiali.

                La preghiera e la penitenza potranno affrettare il percorso di purificazione delle anime verso il Paradiso terrestre e, infine, verso il Paradiso.

Il viaggio di Dante

                Dante e Virgilio giungono al Purgatorio attraverso un piccolo cunicolo sotterraneo, creato dall’erosione del fiume Lete, mentre le anime che devono purificarsi si radunano sulla spiaggia di Ostia per essere traghettate a destinazione su un vascello guidato da un angelo.

                Sulla porta del Purgatorio l’angelo custode traccia sulla fronte di Dante sette P, che un altro angelo cancellerà al termine dell’espiazione di ognuna delle sette tendenze al peccato. Una volta giunto nel Paradiso terrestre, egli incontra una fanciulla che raccoglie fiori lungo le sponde di un ruscello: è Matelda, che simboleggia la felicità terrena prima del peccato originale

                Dante assiste quindi ad una processione allegorica, nella quale appaiono sette candelabri (i sette doni dello Spirito Santo), ventiquattro anziani vestiti di bianco (i ventiquattro libri dell’Antico Testamento), quattro animali, ognuno con sei ali (i Vangeli), un carro trainato da un grifone (la Chiesa e Cristo) tre donne danzanti (le tre virtù teologali -la Fede, vestita di bianco, la Carità, vestita di rosso, la Speranza, vestita di verde-), altre quattro donne vestite di porpora (le quatto virtù cardinali – Prudenza, Giustizia, Temperanza e Fortezza- ) e sette anziani vestiti di bianco e coronati di rose (gli ultimi sette libri del Nuovo Testamento).

Sul carro, tra angeli che cantano gettando fiori, compare Beatrice, che lo costringe a confessare le sue colpe e a pentirsi e che, da questo momento sarà la sua guida. Prima di procedere, Dante dovrà completare il suo percorso di purificazione con un bagno nei fiumi Lete ed Eunoè: il primo cancella il ricordo del male commesso, il secondo rafforza il ricordo del bene.

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