La strage di Condofuri Marina

La strage di Condofuri Marina

La strage di Condofuri Marina
Tra gli eventi bellici più cruenti che colpirono la Provincia di Reggio Calabria,
quello di Condofuri Marina è il più drammatico: una strage consumatasi, il 15
agosto 1943, nella stazione ferroviaria del piccolo centro jonico reggino costò la vita
ad oltre mille soldati italiani. Una tradotta, proveniente da Reggio e diretta a Taranto, composta da 12 vetture e 2 locomotive a vapore, situate una in testa e l’altra in coda, nella quale si trovavano soldati disarmati, che non fu possibile definire numericamente, fu bombardata
alla stazione di Condofuri Marina. Secondo la capienza dei vagoni, si presume che il treno trasportasse circa 1.000 militari italiani, appartenenti a diversi reparti, che dopo aver
combattuto in Sicilia, soprattutto nella Piana di Catania, erano stati riuniti in “ritirata strategica”.
Alle 10 del 15 agosto 1943, molti aerei inglesi, volando a bassa quota, a gruppi di quattro, effettuarono un pesante bombardamento sulla tradotta in sosta alla
stazione di Condofuri Marina, per il rifornimento di acqua, e ripetuti mitragliamenti sui militari che cercarono fuga verso la campagna. Uno dei vagoni fu colpito in pieno e s’incendiò. Le
fiamme si estesero agli altri vagoni e al materiale rotabile in sosta sugli altri binari mentre il
bombardamento continuò fino alle 16. L’incendio si protrasse per più giorni, tanto da carbonizzare i corpi dei militari italiani morti sotto il bombardamento
degli aerei nemici.
I corpi delle vittime rimasero insepolti, per un po’ di tempo, finché furono posti in fosse comuni scavate a monte e a valle della vecchia strada nazionale.
Nell’ottobre del 1950 un Comitato di cittadini residenti a Condofuri ottenne l’autorizzazione e
il sostegno del Ministero della Difesa Esercito di esumare i resti di
alcune salme e deporli, in casse di legno, nel cimitero San Filippo dove fu murata una
lapide alla memoria dei soldati italiani caduti nel “tragico bombardamento aereo.

 

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