La società borghese

La società borghese

 

L’epoca del 1848 al 1914 fu definita da Eric Hobsbawm “l’età del trionfo della borghesia” perché i borghesi imposero i valori della loro cultura:

proprietà privata merito individuale, libertà di iniziativa, concorrenza,

libero scambio,

progresso scientifico, innovazioni tecniche,

laicismo (separazione tra legge dello Stato e norme religiose) I principi dei borghesi erano:

il lavoro,

la libertà di impresa, la religione,

la famiglia fondata sul dominio del padre e la subordinazione della donna. Da qui derivarono i comportamenti sociali di austerità, rispettabilità, moderazione.

I borghesi, consci della propria superiorità, la manifestavano anche attraverso l’abbigliamento e l’arredamento.

I tipici divertimenti dei borghesi erano: teatro, opera, passeggiate in carrozza nei boschi e nei quartieri eleganti della città, bagni di mare.

Le letture preferite erano romanzi e saggi scientifici, tra cui spopolava L’origine delle specie di Darwin.

L’industrializzazione aveva moltiplicato gli impieghi nel settore terziario (settore dei servizi: scuole, ospedali, studi legali).

Si formò così un nuovo gruppo sociale: la classe media o piccola borghesia. Essa aveva il desiderio di arricchirsi, aspirava a entrare nella “grande borghesia”, ed era ansiosa di distinguersi dal mondo operaio.

La classe operaia non aveva migliorato le proprie condizioni nel corso dell’Ottocento. Poteva vendere solo la propria forza lavoro. La giornata di lavoro durava 10 ore in Inghilterra, dalle 12 alle 15 altrove. I locali erano malsani, gli incidenti sul lavoro frequentissimi, i salari molto bassi; ciò faceva sì che dovessero lavorare anche le donne e bambini.

Le città industriali erano inquinate, costantemente coperte da una nube di fumo, i quartieri operai erano malsani, privi di fogne e acqua corrente. Le case di abitazione erano divise in piccoli appartamenti spogli e non riscaldati; gli affitti erano molto alti rispetto alle paghe, per cui in una stanza potevano accalcarsi anche due o tre famiglie.

Le uniche forme di previdenza sociale si trovavano nella Germania di Bismark, quindi anche se i lavoratori operai non rischiavano di morire di fame per le carestie come i loro nonni che vivevano in campagna, se per caso si ammalavano finivano in povertà, a dover mendicare.

Nelle grandi città capitaliste della seconda metà dell’Ottocento gli antichi centri storici divennero il cuore degli affari. Qui sorgevano la stazione ferroviaria, il palazzo della borsa, edifici commerciali, tribunale, Palazzo Reale, palazzo del governo, ministeri.

I ceti popolari che vi abitavano da secoli andarono ad abitare nelle periferie dove vennero costruite case popolari, fonte di guadagno per gli imprenditori. Nacque così il fenomeno che chiamiamo speculazione edilizia.

Tra i vecchi centri storici che, inadatti alle nuove funzioni, vennero ristrutturati, la Parigi di Napoleone III divenne la città più bella e più autenticamente borghese d’Europa, e Londra, nel 1863 ebbe la prima metropolitana sotterranea del mondo.

La Seconda Rivoluzione industriale

La Seconda Rivoluzione industriale rappresentò la seconda fase dello sviluppo dell’industria basata

sulle macchine.

Caratteristiche:

iniziò intorno al 1870 e proseguì fino al 1945, vide la fine del primato dell’Inghilterra

vide l’ascesa della Germania, degli Stati Uniti, del Giappone, si basò su nuove fonti di energia: l’elettricità e il petrolio,

creò molti oggetti e ritrovati che trasformarono la vita quotidiana.

L’elettricità, già scoperta alla fine del Settecento da Alessandro Volta, venne applicata all’industria solo nel 1860 con l’invenzione della dinamo. Soprattutto negli Stati Uniti vennero costruite le prime centrali idroelettriche inventate dall’americano Thomas Alva Edison, che nel 1880 inventò anche la lampadina. Ciò consentì di illuminare le case di interi quartieri, fornire energia alle macchine industriali, rivoluzionare i mezzi di trasporto e le linee ferroviarie.

Poco dopo venne inventato anche il telefono, nel 1876. Nel 1895 Marconi inventò il telegrafo senza

fili, da cui poi fu elaborata anche la radio.

Nello stesso anno vennero scoperti i raggi X.

Intorno al 1880 Stati Uniti e Russia iniziarono l’estrazione del petrolio . Grazie alla benzina, raffinata per la prima volta da Benz, fu inventato il motore a scoppio. Nel 1885 nacque la prima automobile.

I fratelli Wright nel 1903 riuscirono a far volare il primo aeroplano, negli Stati Uniti.

Una delle industrie più importanti del tempo fu l’industria dell’acciaio. L’acciaio era una nuova lega di ferro e carbonio, divenne il simbolo della Seconda Rivoluzione industriale, definita anche “età dell’acciaio”. Usato per le rotaie, le navi da guerra, gli utensili domestici, e le macchine industriali, permise anche un nuovo sviluppo dell’edilizia civile, perché da esso nacque il cemento armato, che permise la costruzione dei primi grattacieli.

Molta importanza ebbe anche la chimica, per le nuove scoperte a cui portò.

Essa segnò la fortuna della Germania.

In metallurgia permise la scoperta di un procedimento per produrre l’alluminio, Nobel inventò la dinamite nel 1867, la scoperta dell’ anilina produsse una rivoluzione nell’uso dei coloranti chimici, in particolare per la colorazione dei tessuti. Con le nuove vernici si poteva colorare tutto: carte, stoffe, tappeti, vetri, ecc. Vennero anche inventati i tessuti artificiali, più economici.

La chimica fu protagonista anche dell’invenzione della fotografia: la prima fotografia è del 1826, nel 1867 fu realizzata la prima foto a colori. Questa tecnologia permise ai fratelli Lumière di realizzare il primo film nel 1895.

Grazie alla chimica nacque la medicina moderna: tra il 1882 al 1884 il tedesco Robert Koch individuò i bacilli della tubercolosi e del colera, nel 1885 il medico francese Louis Pasteur scoprì il vaccino contro la rabbia. Le vaccinazioni ebbero molto successo, soprattutto quella contro il vaiolo. Importanti furono anche le scoperte chimiche nel campo farmaceutico: vennero scoperti gli anestetici, l’aspirina, e il DDT il contro le zanzare portatrici di malaria.

La chimica fece numerosi progressi anche nel campo dell’industria alimentare e della conservazione degli alimenti: vennero inventati la pastorizzazione, il congelamento e l’inscatolamento, che permisero di trasportare a grande distanza anche i cibi più deperibili.

Ciò provocò l’apertura di nuovi mercati con conseguenti guadagni per i produttori, la salvezza per le popolazioni colpite da carestie, maggiori possibilità di vita per i bambini denutriti, e maggiore varietà nell’alimentazione.

Si affermarono inoltre le teorie degli igienisti che applicarono alle loro indagini la statistica, una nuova scienza. In base ai loro studi vennero costruite fogne e si portò l’acqua corrente nelle abitazioni anche dei più poveri.

Verso il 1860 la fiducia nel progresso divenne inarrestabile creò nella classe borghese l’illusione che gli inventori, i medici, i costruttori, gli scienziati potessero risolvere tutti i problemi della società.

Una stessa fiducia animava il movimento socialista che sognava una nuova società, non più capitalistica, che avrebbe garantito un’esistenza felice a tutta l’umanità: la società comunista. Il gruppo dirigente socialista era diviso in due schieramenti:

i marxisti, che rappresentavano gli interessi del proletariato nei paesi più industrializzati, avevano come obiettivo una grande rivoluzione mondiale, per abbattere il capitalismo e per fondare una nuova società.

Gli anarchici, più sensibili ai problemi del sottoproletariato, erano più diffusi nelle nazioni arretrate come la Russia e paesi slavi.

Marxisti e anarchici si scontrarono durante la Prima Internazionale dei lavoratori (1864 1862), alla quale Marx diede come obiettivo la lotta di classe organizzata.

L’esule russo Bakunin, invece, rifiutò qualsiasi forma di organizzazione e sostenne che la società borghese sarebbe stata battuta da azioni individuali spontanee di piccoli nuclei rivoluzionari.

Prevalse la linea marxista. I primi partiti socialisti guidarono la lotta di classe del proletariato.