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LA PATENTE RIASSUNTO PIRANDELLO

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Il giudice D’Andrea non era vecchio; poteva avere appena quarant’anni. Aveva un viso bianco, dei capelli crespi gremiti da negro, una vasta fronte protuberante piena di rughe, dei piccoli occhi plumbei ed era una misera personcina. Alla notte non dormiva mai ma stava sveglio a pensare alla finestra guardando le stelle. Quando si faceva giorno doveva recarsi al suo ufficio d’Istruzione. Come lui non dormiva non lasciava mai dormire l’incartamento in ufficio anzi delle volte restava per più tempo al lavoro per terminarlo. Per aiutarsi meditava alla notte ma pensava sempre ad altro. Eppure era la prima volte da circa una settimana che un incartamento dormiva sul tavolino di D’Andrea. Il caso era una denuncia verso due uomini da parte di Chiàrchiaro perché loro lo chiamavano iettatore, come d’altronde era soprannominato da tutti. Questo caso divenne una fissazione per D’Andrea. Sapendo che Chiàrchiaro non avrebbe mai vinto la causa decise di chiamarlo nel suo ufficio per parlargli. Quando parlò con Chiàrchiaro l’uomo gli riferì che voleva che gli dessero una patente da iettatore così poteva farlo diventare il suo lavoro e avere i soldi per mantenere le figlie nubili e la moglie paralitica.

Iettatore = persona a cui viene attribuita la facoltà di esercitare influssi malefici.


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