LA MORTE NERA

LA MORTE NERA

Per secoli si è temuto un nemico molto più delle battaglie o anche delle guerre.
Un nemico temibile,indistruttibile,che falciava uomini,donne e bambini con una rapidità e una virulenza terrificante.

La morte nera.
La chiamavano così già nell’antichità.
Era la peste,malattia mortale che appena entrava in una città,in un villaggio,metteva
in ginocchio economia e faceva strage di persone.

Le prime epidemie di peste sono descritte già nell’antico Egitto,nella Bibbia,e abbiamo anche un resoconto importantissimo da Tucidide,il grande storico greco,che narra come la peste sia arrivata,nel 430,in una Atene impegnata in una guerra mortale.

Morte nera che si era diffusa dall’Etiopia attraverso Persia e Egitto,lasciando morte e distruzione alle spalle,prima di approdare in Grecia.
L’epidemia di peste decimò la popolazione di Atene,che venne dimezzata;scomparve anche il grande Pericle,che lasciò così la sua terra priva della guida illuminata che lo aveva contraddistinto.

Un’altra epidemia terribile colpì l’Europa a metà del 500,e venne chiamata peste di Giustiniano,perché si diffuse proprio durante il suo governo.
Ma l’epidemia di morte nera più devastante si registrò nel 1348.
Erano secoli che non si avevano grosse manifestazioni della malattia,per cui gli organismi umani erano assolutamente privi di difese immunitarie.

Una concausa di avvenimenti contribuì a rendere ancora più letale l’epidemia:l’Europa stava conoscendo uno sviluppo demografico senza precedenti,e contemporaneamente si ebbe un inverno rigidissimo,che devastò i raccolti,provocando una terrificante carestia.
La peste,di tipo polmonare,non quindi quella provocata dalle pulci,arrivò a colpire villaggi e città,uccidendo in alcuni casi il 95% della colazione.
Ad agosto quell’anno la peste arriva a Parigi,con scenari da incubo e da inferno dantesco;la gente muore come mosche,e viene seppellita in grandi fosse comuni.
Manca anche la calce,come mancano i becchini,decimati anche loro.
Ad ottobre arriva a Londra,provocando la stessa devastazione.

Mancano ovviamente dati certi,ma è probabile che un terzo della popolazione europea sia stata sterminata da quella epidemia.
La peste tornò a colpire con periodicità,ogni 10-15 anni,sempre con modalità da incubo,accompagnata da devastazioni e morte,anche se non più con le caratteristiche di virulenza di quella del 1348.
Un grande poeta italiano Boccaccio,narra,nel Decamerone,il degrado del tessuto sociale che accompagnava la peste.
Cadevano leggi e morale,costumi probi e regole.

Una sorta di follia collettiva sembrava accompagnare la morte nera,tanto che erano molti quelli che si dedicavano ad orge e colossali mangiate,certi di perire con il contagio.
Un’altra epidemia di morte nera passata alla storia si registra nel 1638,ed è quella descritta così bene dal Manzoni nei Promessi sposi.
Interi villaggi vengono isolati per fermare il contagio,condannando a morte certa la quasi totalità degli abitanti.
Vengono formati comitati di salute pubblica,che vigilano sulle strade d’accesso,impedendo l’ingresso in città ai contadini.

Senza peraltro risultati apprezzabili,come testimoniato dall’altissimo numero di vittime a Milano,per esempio.
Mancano anche i monatti,e gli ammalati muoiono come mosche.
Intere famiglie vengono sterminate,e sono molti quelli che vengono uccisi perché sospettati di essere untori,ovvero gente che sparge il contagio.
Basta un gesto fuori luogo per pagare con la vita.
L’epidemia dura due anni,ma alla fine viene domata.

E’ l’ultima,vera tragedia della morte nera.
Il miglioramento delle condizioni di vita,la scoperta che la peste è prodotta dalle pulci,una migliore profilassi e sopratutto l’abbandono delle tecniche empiriche a tutto vantaggio
di quelle basate sulla medicina scientifica,impediranno il ricrearsi delle condizioni in cui la peste si originava.

Anche se,per la cronaca,ci furno altre tre casi gravi di focolai:
Nel 1720 in Francia,nel 1743 in Italia e a fine 800 in Russia.
Ma senza più le caratteristiche di virulenza del passato.
La morte nera,anche se non è scomparsa dalla terra,oggi non fa più paura,se non,purtroppo,in alcuni paesi africani

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