LA MORTE DI CAMILLA ENEIDE

LA MORTE DI CAMILLA ENEIDE

PARAFRASI LA MORTE DI CAMILLA


Le compagne accorrono trepide e sorreggono la regina 805
che crolla. Fugge prima di tutti atterrito Arrunte
con letizia e misto lutto, e non osa ormai più confidare
nell’asta né affrontare le armi della vergine.
E come quel lupo, prima che giungano armi nemiche,
subito si nascose lontano sugli alti monti, 810
ucciso il pastore o un grosso giovenco, cosciente

dell’impresa audace, ed abbassando la coda tremante
l’ha messa sotto il ventre e si è diretto alle selve:
non diversamente Arrunte agitato si tolse dagli occhi
e contento della fuga si mescolò in mezzo alle armi. 815
Alla con la mano, morente, estrae l’arma ma la punta
di ferro sta tra le ossa nelle costole con ferita profonda.
Vien meno esangue, vengono meno, freddi di morte,
gli occhi, il colore un tempo purpureo ha lasciato le guance.
Poi spirando così si rivolge ad Acca una 820
delle coetanee, che unica fedele più di tutte a Camilla
con cui spartiva gli affanni, e questo così dice:
“Fin qui, orella Acca, ho potuto: ora una ferita acerba
mi finisce, e tutte le cose diventan nere di tenebre.
Fuggi e questi ultimi avvisi portali a Turno. 825
Entri in battaglia ed allontani i Troiani dalla città.
Ed ormai addio.” Insieme a queste parole lasciava le briglie
a terra non spontaneamente, accasciandosi. Poi fredda per tutto
il corpo si sciolse a paoco a poco, e posò il flessuoso collo
ed il capo preso dalla morte, lasciando le armi, 830
e la vita con un gemito fuggì angosciata sotto le ombre.
Allora davvero un gigantesco urlo sorgendo ferì le dorate
stelle: battattuta Camilla la battagli rincrudisce.
Si scontrano serrati insieme tutta la truppa dei Teucri,
i capi tirreni e le ale arcadi di Evandro. 835.

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