La morte dei vecchi è secondo natura

La morte dei vecchi è secondo natura

La morte dei vecchi è secondo natura

La morte dei vecchi è secondo natura(Autore: Cicerone; Versione dal libro Latina Lectio pagina 341)

Quod cuique tempus ad vivendum datur, eo debemus esse contenti. Breve enim tempus aetatis satis longum est ad bene honesteque vivendum. Sin autem processeris longius, non magis dolendum est quam agricolae dolent, praeterita verni temporis suavitate aestatem autumnumque venisse. Omnia vero quae secundum naturam fiunt in bonis habenda sunt. Quid est autem tam secundum naturam quam senibus emori? Idem autem, si adulescentibus contingit, adversante et repugnante natura videtur accidere. Itaque adulescentes mihi mori sic videntur, ut cum aquae multitudine flammae vis opprimitur; senes autem sic (mori videntur), sicut sua sponte, nulla adhibita vi, consumptus ignis exstinguitur; et quasi poma ex arboribus, cruda si sunt, vix evelluntur, si matura et cocta, decidunt, sic vitam adulescentibus vis aufert, senibus maturitas. Vivendi finis est optimus, quum, integra mente certisque sensibus, opus ipsa suum eadem, quae coagmentavit, natura dissolvit; ut navem, ut aedificium idem destruit facillime, qui construxit, sic hominem eadem optime, quae conglutinavit, natura dissolvit. 

Poiché ad ognuno è dato del tempo per vivere, dobbiamo essere felici di ciò. Infatti il breve tempo della vita è abbastanza lungo per vivere bene e onestamente. Se invece sarai avanzato più oltre in età, non bisogna dolersene più di quanto i contadini si dolgono che, trascorsa la dolcezza della primavera, è giunta l’estate e l’autunno. In verità tutte le cose che accadono secondo natura devono essere annoverate fra i beni. D’altra parte, per i vecchi, cosa c’è tanto secondo natura quanto il morire? La stessa cosa, poi, se capita ai giovani, sembra accadere con l’opposizione e la resistenza della natura. E così i giovani mi sembra che muoiano così come quando la forza della fiamma viene schiacciata dalla moltitudine dell’acqua; i vecchi, invece, (mi sembra che muoiano) così come un fuoco consumato, non ricorrendo ad alcuna forza, spontaneamente si spegne; e come le mele vengono strappate a fatica dagli alberi, se sono acerbe, e invece cadono se sono mature al punto giusto, così la forza strappa la vita ai giovani, la maturità ai vecchi. La migliore conclusione del vivere è quando, con la mente e gli altri sensi integri, la natura stessa dissolve la sua opera che ha formato; come una nave, come un edificio, lo stesso che li ha costruiti li distrugge più facilmente, così la natura stessa, che ha ottimamente combinato quel complesso di elementi che è l’uomo, lo dissolve.

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