La guerra dei Cent’anni 1337-1453

La guerra dei Cent’anni 1337-1453

┅ La Guerra dei Cent’anni ┅

━ Situazione Generale;

Tra il XIV e il XV secolo, l’Europa si trova in una situazione caotica provocata dai nascenti stati monarchici che governati da una sola persona diventavano sempre più grandi, togliendo territorio alla Chiesa e ai signori feudali.
In questo secolo nacquero Stati come la Francia, l’Inghilterra, la Spagna e i principati della Germania.

━ La Guerra dei Cent’anni; 

La Guerra dei Cent’anni è il più lungo conflitto che la storia ricordi, questo coinvolse due nazioni in particolare: la Francia e l’Inghilterra.
Questa guerra fu causata da motivi politici poiché il re d’Inghilterra, Edoardo III, pretese i propri diritti contro Filippo VI di Valois. 
Dietro il motivo dinastico si nascondeva anche un motivo economico, bisogna tener presente che l’Inghilterra viveva di agrocoltura e pastirizia.
Gli inglesi erano forti nella produzione di lana che veniva esportata in Italia e nelle Fiandre per essere lavorata.
Filippo VI tentò di conquistare le Fiandre e in risposta a questa fallita invasione Edoardo III vietò ai produttori l’esportazione delle loro lane, mettendo così in crisi le manifatture fiamminghe e facendo nascere un forte risentimento nei confronti del re di Francia.
Però questo confilitto presenta delle tregue più o meno brevi e interrotto da due periodi di vera e propria pace della durata rispettivamente di 9 e 26 anni, per questo conflitto viene diviso in due periodi:

➜ La prima fase del conflitto ( 1337 – 1389 ); 
Questa prima fase comprende due guerre: la guerra edoardiana e la guerra carolina, dove sia gli inglesi che i francesi ottennero una vittoria, in particolare i francesi vinsero questa prima fase con la battaglia di Crécy nel 1346.

〖 Guerra Carolina – 1369 al 1389 〗 Carlo V ( il saggio )di Francia, una volta salito al trono, si ritrovò a fronteggiare una situazione difficile: la Francia era nel pieno di una vasta crisi economica, un terzo del regno era controllato dagli inglesi e le rivolte contadine ed autonomiste (come quelle fiamminghe) si susseguivano senza sosta, anche a causa degli aiuti inviati dall’Inghilterra agli insorti. A peggiorare ulteriormente le cose c’erano i continui tentativi di Carlo il Malvagio, duca di Navarra, di ottenere la corona. Si presume che ci siano stati perfino tentativi da parte sua di avvelenare il sovrano. Il più grande dei problemi del regno fu, probabilmente, il diffondersi di fenomeni di brigantaggio, dovuti alla grande smobilitazione di truppe. Nonostante tutti questi problemi, Carlo V stabilì che occorreva riprendere le armi per riconquistare le terre perdute e, per fare ciò, fece ricorso ad un pretesto.Questa volta la superiorità militare inglese non fu più tanto netta: la nuova tattica francese, ideata da Bertrand du Guesclin e consistente nel cosiddetto “sciopero delle armi”, ovvero nell’evitare lo scontro campale prediligendo una guerra di logoramento, colse del tutto impreparati i nemici che, abituati alla vecchia guerra d’incursione, si prodigavano in lunghe e infruttuose spedizioni di devastazione. Carlo V, perciò, riuscì a conseguire innumerevoli successi e a riconquistare la maggior parte delle terre precedentemente perse. Nel 1380 gli inglesi conservavano solo Calais, Cherbourg, Brest, Bordeaux e Bayonne. Però dopo la morte di Carlo il Saggio, l’infermità mentale del suo successore causò una guerra civile combattuta da Luigi d’Orléans e Filippo di Borbogna, capi delle fazioni degli Armagnacchi e dei Borgognoni.​

 ➜ La seconda fase del conflitto 1412 – 1453 )

【 Guerra dei Lancaster – 1412 al 1430 】

 

Situazione nel 1429

La guerra dei Lancaster iniziò con Enrico V, superate le difficoltà, riprese la lotta contro la Francia con l’aiuto di Filippo di Borgogna. 
Gli inglesi vinsero ancora e per i francesi la guerra divenne una lotta per la sopravvivenza. Qui fece comparsa una giovane contadina di Domrémy, Giovanna d’Arco, e gli sconvolgenti effetti che i suoi discorsi e le sue azioni ebbero sul morale delle truppe francesi e dei suoi alleati, segnarono la fine di questa fase esclusivamente ascendente per l’esercito inglese e per i regnanti d’Inghilterra. Giovanna riuscì a liberare Orléans e altri territori, riuscì anche a far consacrare Carlo VII nella cattedrale di Reims.

 

Territori controllati da Francia e Inghilterra nel 1346  

〚 Guerra Edoardiana – 1337 al 1360 
Qui ebbero la meglio gli inglesi che grazie ai longbowmen, famosi arcieri muniti d’arco lungo, riuscirono a vincere la guerra 
inflissero a Filippo VI una dura sconfitta nella battaglia di Crécy (1346), conquistarono Calais (1347) e, agli ordini del principe del Galles, sconfissero a Poitiers la cavalleria pesante del nuovo re di Francia, Giovanni II, che fu catturato e liberato solo dietro il pagamento di un pesante riscatto (1356). 
Intanto il sindaco di Parigi cercò di istaurare nella città un libero comune che si concluse con una sanguinosa rivolta popolare con l’assasinio dello stesso sindaco.  Tuttavia il regno di Francia era stremato e il re Giovanni il Buono si affrettò a concludere definitivamente un patto con l’Inghilterra, concedendo a re Edoardo III, nella pace di Brétigny (1360), l’intera parte sudoccidentale della Francia e ottenendo in cambio, questa volta, la rinuncia alle pretese al trono.

〖 Fine del conflitto – 1430 al 1453 

Dopo l’incornonazione di Carlo VII, un anno dopo, Giovanna fu catturata dai Borgognoni e fu ceduta agli inglesi in cambio di un riscatto. 
La giovane venne portata a Rouen come strega ed eretica e condannata al rogo il 30 Maggio del 1431.
Nonostante la morte della loro eroina, i francesi continuavano a lottare con successo sbaragliando gli inglesi che erano convinti di averli demoralizzati uccidendo l’unica speranza per la Francia. 

I francesi non solo recuperarono tutti i terrotori perduti, ma anche quelli che possedevano agli inglesi, così nel 1453 la guerra si concluse con la sconfitta dell’Inghilterra e la vittoria della Francia.

➯ 〔 Curiosità 〕

Durante la guerra ci sono state alcune piccole rivoluzioni in fatto di armi, in particolare l’utilizzo dell’arco lungo da parte degli inglesi che fu chiamato dai francesi ‘Arpa del Diavolo’. 
Questo nuovo tipo di arco, sebbene fosse inferiore alla balestra per gittata e capacità di perforazione dei dardi, appariva in qualche modo vantaggioso per il minore costo, la maggiore maneggevolezza, praticità e velocità di ricarica. Gli arcieri inglesi, così, si dimostrarono efficacissimi nel contrastare le cariche della cavalleria pesante, poiché erano capaci di uccidere i cavalli in corsa a notevole distanza e lasciare i cavalieri nemici a terra nell’impossibilità di muoversi a causa della loro pesante corazza.

Le armature consistevano in lunghe cotte di maglia dette usberghi ed in esse le parti composte da piastre di metallo erano molto limitate. Si calcola che tra il 1300 ed il 1350 il costo dell’armatura completa di un cavaliere equivalesse a ventiquattro giorni di paga. Col passare degli anni, invece, la corazza cominciò ad evolversi in un elaboratissimo sistema di piastre per meglio proteggere dalle nuove perfezionate armi da getto. La parte in maglia diminuì a vantaggio delle piastre metalliche, che ora erano talmente ben articolate e realizzate perfettamente su misura per il destinatario da artigiani specializzati anche solo in un singolo elemento dell’armatura

Il termine “cannone” lo si trova citato per la prima volta in un documento fiorentino del 1326. Esattamente vent’anni dopo (1346), a Crécy, furono esplosi nel corso dello scontro alcuni colpi di artiglieria da parte degli inglesi. Fu allora che le armi da fuoco fecero il proprio ingresso nella storia della guerra dei cent’anni. Da quel momento in poi, esse cominceranno a svolgere una funzione sempre più importante nel corso dei combattimenti fino a riuscirne addirittura a condizionarne l’esito.