LA FINE DI NAPOLEONE

LA FINE DI NAPOLEONE

LA FINE DI NAPOLEONE


La guerra, ormai combattuta al di fuori delle Frontiere Nazionali, comportava – oltre che gloria militare – feriti, morti, campagne devastate e città in rovina. Affinchè il resto del Continente rispettasse la Francia bisognava sconfiggere e sottomettere le Grandi Monarchie Assolute, ed isolare l’Inghilterra, che grazie al dominio dei mari – consolidato dalla vittoria dell’Ammiraglio Nelson sulla flotta Franco Spagnola a Trafalgar nel 1805 – impediva l’esportazione dei prodotti Francesi. Dapprima, con le folgoranti vittorie di Austerlitz (1805), Jena (1806) e Wagram (1809) sembrò che i piani di Napoleone si realizzassero. Ma l’intenso sforzo militare causava al Paese seri danni economici e forti perdite umane, calcolate in più di mezzo milione di morti. Il potere di Napoleone cominciò a declinare in Spagna, con la sconfitta nella Battaglia di Bailéns e l’interminabile repressione degli Irriducibili Guerrillelros. La Campagna di Russia indebolì gravemente l’Imperatore. Neve, fame e malattie decimarono le sue truppe. La ritirata da Mosca – iniziata il 19 Ottobre 1912 – costituì uno degli episodi più tragici della Storia Moderna: dei 650000 soldati che si erano messi in marcia, ne sopravvissero solo 100000. Nel 1813 i principali Paesi Europei (Inghilterra, Prussia, Russia ed Austria) formarono un’ennesima coalizione. Dopo la Battaglia di Lipsia, ricordata come “La Battaglia delle Nazioni” per l’enorme quantità di soldati di diverse nazionalità che vi furono impegnati, gli eventi precipitarono: l’esito era stato incerto, ma l’esercito Napoleonica aveva subito perdite decisive. Gli Alleati entrarono a Parigi il 30 Marzo 1814; l’Imperatore fu sostituito da un Governo provvisorio presieduto da Talleyrand in nome di Luigi XVIII. Napoleone abdicò a Fontaine Bleau (11 Aprile 1814) e evenne confinato nell’Isola d’Elba; la Francia vide le sue Frontiere ridursi nei limiti del 1792. Tuttavia Bonaparte avrebbe fatto un estremo tentativo per reimpadronirsi del Potere. Nel 1815 fuggì dall’Elba e rientrò a Parigi, acclamato dalle moltitudini mentre il Re Borbone rparava all’Est. Napoleone riuscì a mantenersi a capo della Nazione per 100 Giorni; poi la sconfitta subita a Waterloo contro le truppe Inglesi e Prussiane guidate dal Generale Britannico Wellington, troncò definitavamente la sua carriera. Ancora una volta rinunciò al Trono, il 22 Giugno, e salpò per l’esilio nell’Isoletta Oceanica di Sant’Elena, dove morì (forse avvelenato) il 5 Maggio 1821.