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LA COSCIENZA DI ZENO RIASSUNTO

LA COSCIENZA DI ZENO RIASSUNTO


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La vicenda, narrata in prima persona, inizia con la descrizione della giovinezza di Zeno, descritta da un’ultima sigaretta all’atra. Si va da quando tentata di rubare sigarette e sigari a suo padre, a quando diede i primi esami all’Università, a quando passò dagli studi di legge a quelli di chimica, per poi tornare a legge, senza cavarne un ragno dal buco, al rapporto con suo padre, di cui si parla soprattutto in occasione della morte di quest’ultimo, quando Zeno non voleva svegliarsi nonostante i continui richiami della cameriera Maria. Zeno descrive poi la storia del suo matrimonio, iniziato con la conoscenza del signor Malfenti, abile uomo d’affari, e del suo innamoramento nei confronti di Ada. Ma Ada lo rifiuterà, in quanto già fidanzata con Guido, e Zeno, avendo fallito con la maggiore delle sorelle Malfenti, chiederà la mano alla più giovane Alberta, che però lo rifiuterà; ci proverà anche con Augusta, che invece accetterà. Il matrimonio si rivelerà migliore delle aspettative, ma Zeno, nonostante questo, preso da un attacco di filantropia, con il Copler, un suo amico, finanzierà un giovane cantante, Carla, che diverrà la sua amante. Ma Zeno usava nei suoi confronti un atteggiamento rude e violento a tratti, diversissimo da quello usato con la moglie, e per questo Carla lo lascerà per il giovane maestro di musica. Nel frattempo Zeno era entrato a far parte dell’associazione commerciale di Guido, che aveva già da tempo sposato Ada; ma l’associazione si rivelò fallimentare a causa dell’inesperienza di Guido, che lo porteranno a molti debiti, soprattutto a causa dell’affare del solfato di rame. Per questo Guido, che nel frattempo aveva tradito la moglie con l’incapace segretaria, Carmen, cercherà di farsi dare dei soldi dalla moglie, che in quel periodo soffriva del morbo di Basedow, e per fare questo inscenerà un suicidio. Ma quando ripeté questo per la seconda volta, prese troppo Veronal, che lo uccisero per davvero. Zeno allora tentò di ridurre il debito, che in questo caso si sarebbe dovuta accollare Ada, riuscendo a dimezzarlo. Per questo non fece in tempo ad arrivare puntuale al ritrovo per il funerale di Guido, e cercando di raggiungerlo si accodò a quello di un ebreo, convinto che fosse quello dell’amico: questo venne interpretato da Ada e da Augusta come un segno di odio di Zeno nei confronti di Guido. Nell’ultimo capitolo, Zeno ci parla della guerra, e della sua prassi psicanalitica, arrivando alla conclusione di non essere malato come credeva, pur sempre però non stimando efficaci le sedute del dottor S. a cui raccontava i suoi sogni, alcuni dei quali inventati.

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