La civiltà del Rinascimento in Italia

La civiltà del Rinascimento in Italia

La civiltà del Rinascimento in Italia


Grande affresco dell’Italia dal ’300 al ’500, denso di particolari (troppi, a scapito della visione d’insieme; la mente si perde dietro un’infinità di esempi, episodi, citazioni).

La tesi è nota: il Rinascimento è frutto del genio italico che anticipa gli altri popoli europei per quanto riguarda una visione del mondo moderna: nella costruzione dello Stato (“come opera d’arte“, già con Federico II); nello “svolgimento dell’individualità” (l’emergenza dell’individuo è già in Dante; ma del suo progressivo affermarsi sono segno, via via, il motivo della “beffa”, reperibile in molte novelle, il nuovo atteggiamento di Petrarca, lo sviluppo della letteratura biografica ed autobiografica, la spregiudicatezza dell’Aretino); nel risveglio dell’antichità, nella scoperta del mondo esteriore e dell’uomo; ma anche nella diffusa indifferenza (soprattutto a livello degli intellettuali umanisti) in materia di religione e morale (il valore cui si fa riferimento – come si vede in Guicciardini – è l’onore, un misto di coscienza ed egoismo).

La questione della riforma non tocca, se non marginalmente, gli italiani, il cui interesse religioso è tuttalpiù soggettivo. Del resto il contatto con l’Islam e con l’antichità ha facilitato l’indifferenza e la tolleranza in materia religiosa (la favola dei tre anelli – già nel Novellino, poi in Decamerone I, 3 – è esemplare). Insomma, genio ed apatia morale .

Carente per quanto riguarda la posizione del problema delle origini: il Rinascimento viene arretrato a prima dell’Umanesimo, la riscoperta dei classici non viene intesa come l’elemento determinante il sorgere della nuova civiltà; piuttosto, il riferimento è alla rinascita della vita cittadina, al formarsi di una nuova aristocrazia borghese (e quindi al corrispondente sorgere di una nuova mentalità, non più medievale, di cui già Dante è espressione): date queste condizioni, la scoperta del mondo e di sé si attua non empiricamente, ma con la guida della classicità.