La casa in collina Cesare Pavese

La casa in collina Cesare Pavese

Casa Editrice Einauidi

Stampato presso Milanostampa S.p.A. – Farigliano (Cuneo)

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ALLE SOGLIE DEL TESTO:

· Sulla copertina c’è una immagine raffigurante un quadro di Van Gogh ,”Campi di grano”: può darci un’idea di una collina piemontese

· Il romanzo non è preceduto da nessuna introduzione.

· Il romanzo non è diviso in parti.

· Il romanzo è diviso in 23 capitoli, segnalati dal numero del capitolo scritto in cifre romane.

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LA COSTRUZIONE DEL TESTO:

a) Il Livello Della Storia

TEMPO – Il racconto è ambientato durante la II guerra mondiale; si può dire che inizi con la caduta di Mussolini, nel ‘43, e che termini con la fine della guerra stessa, anche se ci sono molti richiami, per lo più ricordi, che parlano di prima della guerra. La vicenda dura circa tre anni.

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· SPAZIO – Il racconto è ambientato nelle colline piemontesi intorno a Torino e nella città stessa, tra la scuola di Corrado, la casa dell’Elvira e della madre, dove viveva, “Le Fontane”, locanda punto di forza della resistenza partigiana, il convento dove si rifugerà dopo l’arrivo dei tedeschi ed infine le amate colline, dove viveva la famiglia.

· PERSONAGGI PRINCIPALI

Corrado

 

Narratore in prima persona del romanzo, Corrado è un professore Torinese sui quarant’anni, la cui scuola a Torino ì, chiude a causa della guerra. Da lì inizia la sua avventura che lo porterà a riincontrare la sua ex ragazza, Cate, con il figlio, Dino, e vecchi amici, riunitosi alla locanda “Le Fontane”, che dopo la caduta di Mussolini, diventerà un punto di fornza della resistenza partigiana. Dopo l’incontro con Cate, vorrebbe essere sicuro che Dino non fosse figlio suo, in quanto l’aveva lasciata o Ottobre o Novembre di qualche anno prima e il figlio era nato ad Agosto. Va a vivere in collina con l’Elvira, la quale ha sempre nutrito un amore segreto, ma non troppo, per Corraddo, e con la madre di quest’ultima. Corrado, inizia a frequentare la locanda, ma si presenta come un tipo che definirei “debole”: infatti, nonostante la sua opinione di “professore” fosse sempre rispettata da tutti, non si schiera mai apertamente da una parte o dall’altra, come invece Fonso o Nando, ben schierati dalla parte della resistenza. Lui, pur forse appoggiandoli interiormente, non si è mai schierato in prima persona, forse per paura di compromettersi. Infatti, dopo l’arresto di tutti, Cate compresa, alle “Fontane”, e la sua fortunata assenza, si sentiva già troppo compromesso da scappare, insieme con Dino, sfuggito per miracolo all’arresto. E’ sicuramnete una persona che ama la tranquillità e il ritorno alle colline alla fine del romanzo è come una liberazione. Riflette molto, soprattutto alla fine del romanzo sulla guerra, ormai passata, e si pone una domanda chiave per capire il romanzo, e cioè quella dell’ingiustizia della casualità della sorte, sul motive per cui lui doveva essere ancora vivo e altra gente, in tutto e per tutto simile a lui, no; fa riflettere l’ultima frase con cui si chiude il romanzo, a guerra finita:

“Ora che ho visto cos’è guerra, cos’è guerra civile, so che tutti, se un giorno finisse, dovrebbero chiedersi: – E dei caduti cosa facciamo? perchè sono morti? – Io non saprei cosa rispondere. Non adesso, almeno. Nè mi pare che gli altri lo sappiano. Forse lo sanno unicamente i morti, e soltanto per loro la guerra è finita davvero.”

Dino

 

Figlio di Cate, e forse di Corrado, è un ragazzino coraggioso e intraprendente. Vorrebbe, al contrario di Corrado, assomigliare a Nando o a Fonso, e impugnare anche lui le armi per combattere i tedeschi. Non segue molto volentieri le lezioni di Corrado, e, dopo l’arresto della madre, vive un po’ con Corrado, prima dall’Elvira e poi in un monastero-collegio, dal quale, però, fugge, durante una breve assenza di Corrado, per non ritornarvi ami più, e combattere per la resistenza. E’ interessante il confronto con Corrado, che mostra come i due personaggi siano molto diversi di temperamento.

· RIASSUNTO DEL BRANO

Il romanzo inizia con la chiusura della scuola di Corrado, a Torino, a causa della guerra. Corrado va allora a vivere in collina con due donna, l’Elvira e sua madre, e incontra la sua ex ragazza Cate, con il figlio Dino, che bazzicano intorno alla locanda “Le Fontane”, che Corrado inizierà a frequentare e dove si troverà con i vecchi amici, Fonso, Nando, l’Egle e Giorgi suo fratello, tutti convinti di appoggiare la resistenza. Dopo la c aduta di Musssolini, la situazione si fa più difficile, poichè oltre alla disillusione della fine della guerra, i tedeschi hanno iniziato la loro discesa verso Torino. Corrado allora inizia a cercare di fare un po’ di scuola a Dino, il quale però è più interessato dalla guerra e dai discorsi dei partigiani. Dopo l’arresto dei compagni alle “Fontane”, da cui è sfuggito solamente Dino, Corrado prende con sè il piccolo figlio di Cate, e lo porta con sè in un monastero-collegio, anche perchè si sentiva per così dire, “ricercato” a causa della conoscenze alle “Fontane”. Dopo qualche tempo, a causa di un sospettato pericolo, Corrado torna qualche giorno dall’Elvira, ma al suo ritorno scopre che Dino è fuggito dal collegio. Avendo perso l’ultimo lembo che lo teneva da quelle parti, Corrado va dai suoi ma durante una sera del suo viaggio di ritorno, si imbatte in un attentato fatto dai partigiani, che lo fece molto riflettere. Arriva a casa dai suoi dove passerà sei mesi, durante i quali riflette molto sulla guerra e le sue vicende, aspettando l’inverno.

b) Il Livello Del Discorso

· IL TEMPO

Il racconto non segue il corso cronologico degli avvenimenti: infatti essendo un racconto narrato in prima persona, ci sono molti riferimenti e descrizioni precedenti e talune posteriori. Fabula e intreccio non coincidono.

· LO SPAZIO

La descrizione dello spazio ha un ruolo relativamente importante, in quanto è più legata ai ricordi personali dell’autore e dall’amore per quei luoghi, che allo svolgersi degli avvenimenti. E’ presentata in modo semplice ed essenziale dal Pavese.

· I PERSONAGGI

La descrizione dei personaggi, ed in particolar modo di Corrado ha un ruolo importante per capire i caratteri, così diversi, dei protagonisti. Ci dà una idea chiara e semplice di come la gente reagiva in modi differenti alla guerra.

· LE SCELTE STILISTICO-ESPRESSIVE

Lo stile di Pavese, in questo romanzo, è molto personale, in quanto il personaggio principale, Corrado, racconta tutto quello che pensa ed esprime le sue opinioni sugli avvenimenti, sulla giustizia, sulla guerra, vista in molti dei suoi aspetti.

I TEMI

· Il racconto vuole far riflettere il lettore sulla condizione precaria della vita durante la guerra, sulla sua ingiustizia; mi sembra però che analizzi la situazione da un punto di vista molto vicino alle idee e alle soluzioni proposte dai partigiani, ai quali Corrado, seppur senza schierarsi mai in prima persona, dà il suo assenso.

· I temi dibattuti nel romanzo sono presentati dal personaggio di Corrado e dalla sua vicenda.

· I temi dibattuti all’interno del romanzo sono ancora oggi attuali: le domande che si pone Corrado (vd. citazione all’interno della descrizione del personaggio di Corrado) sono domande per così dire eterne, che l’uomo già si poneva, si pone e si porrà per sempre. Perchè un professore come Corrado deve resistere e un altro no? Perchè io sì e lui no? E ancora: esiste una giustizia a questo mondo? Credo comunque che un uomo debba accettare la situazione di fatto, senza cercare di capire: se una persona si fa sommergere da queste domande, non riuscirà mai a trovare una risposta e l’unica alternativa è impazzire o togliersi la vita, soluzione alla quale è arrivato il Pavese.

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