LA BATTAGLIA DI SANTA MARIA INFANTE

LA BATTAGLIA DI SANTA MARIA INFANTE

LA BATTAGLIA DI SANTA MARIA INFANTE
Dopo l’annuncio dell’armistizio dell’8 settembre 1943 e lo sbarco degli Alleati in Sicilia e a Salerno, Adolf Hitler incarica il Feldmaresciallo Albert Kesselring di preparare un piano per fermare l’avanzata degli Alleati e per bloccare la loro risalita verso Roma. La linea difensiva che viene realizzata prevede la sfruttamento di tutte le condizioni geografiche e proprio per questo scopo viene creata la Linea Gustav e Minturno è l’estrema città a sud di questa Linea. Tra l’autunno 1943 e maggio 1944 il territorio minturnese è teatro di
numerose battaglie e devastanti bombardamenti. Inizia un vero e proprio calvario per la cittadinanza. Già alla fine di settembre del 1943 la frazione di Santa Maria Infante fu occupata dalle truppe tedesche che sgomberarono del tutto il paese. Il 18 gennaio 1944 Minturno, Tufo, sono prese dalla V Divisione Britannica che successivamente cedono il passo agli americani della V Armata. Invece Scauri, Tremensuoli, Santa Maria Infante e Pulcherini rimangono in mano alle truppe tedesche che costringono gli abitanti delle diverse
frazioni ad un esodo forzato. Molti cittadini trovano rifugio sulle montagne dei Monti Aurunci. Il 20 gennaio truppe inglesi riuscirono ad arrivare a Santa Maria Infante ma dopo aspri combattimenti i tedeschi la riconquistarono costringendo gli inglesi ad arretrare fino al cimitero di Minturno. La popolazione minturnese in seguito alla fame, alle lacrime, alle sevizie, alla morte, alle violenze subite dalle donne contano oltre 700 vittime. L’11 maggio 1944 inizia per Santa Maria Infante una delle notti più dure. Intorno alle 23 gli americani
aprirono un fuoco di sbarramento di artiglieria che continuò con costante forza per più di un’ora e mezza per poi diminuire piano piano, fino a raggiungere l’intensità solita. Le truppe americane iniziarono così l’attacco per occupare Santa Maria Infante, difesa strenuamente dalle truppe tedesche. Per l’occupazione di S. Maria fu dato l’incarico al 351° Reggimento di fanteria americano, composto di tre battaglioni ed ogni battaglione era costituito da tre compagnie. Il 1° battaglione ebbe l’incarico di prendere l’abitato dal lato destro,
percorrendo la contrada Marini. Il 2° battaglione d al lato sinistro, percorrendo la contrada Palaia – Tame. Il 3° battaglione con i carri armati avrebbe dovuto procedere lungo la strada Minturno – Santa Maria. Al comando del 1° battaglione c’era il Tenente Colonnello Kend all, che condusse l’assalto alla contrada Marini, per snidare un gruppo di soldati tedeschi che, con mitraglie, non permetteva l’avanzata americana. I tedeschi con cannoni semoventi da Spigno e con cannoni di calibro più pesante da Ausonia mantennero un fuoco mortale. La mattina del 12 maggio gli americani occuparono le prime case di Santa Maria Infante e,
combattendo di casa in casa, l’attacco fu circoscritto. Verso sera S. Maria tornò in mano dei tedeschi. Nei tre giorni di battaglia S. Maria fu presa 17 volte e per altrettante volte fu ripresa dai tedeschi. Alle 15 del 12 maggio, gli americani attaccarono Solacciano e, verso sera, riuscirono ad allargare la breccia. Alle 13.30 del 13 maggio cacciabombardieri con bombe di bordo attaccarono S. Maria. La mattina del 14 maggio il 1° battaglione di fanteria americano prese la collina Vaglie, mentre il 2° battaglione entrò in S. Maria da destra e il 3° battaglione per la strada Minturno – S. Maria. Santa Maria Infante fu totalmente occupata alle ore 10
del 14 maggio 1944.